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Istituto di psicoterapia psicoanalitica Marco Levi Bianchini - Sergio De Riso |
Orientamento: Psicoanalitico e psicodinamico Sede legale: Via Pescara, 8 – 66013 Chieti Sede didattica: Via Dei Vestini 31 c/o S. E. B.I. – 66013 Chieti Altre Sedi: Non presenti Contatti: Tel e Fax: 0871.54.04.92 - Cell. 340/14.70.235 Riconoscimento: D.M. 18.7.02 – G.U. n. 187 del 10.8.02 (abilitazione CH) D.M. 16.1.2004 - G.U. n. 24 del 30.1.2004 (Cambio denominazione in: ISTITUTO DI PSICOTERAPIA PSICOANALITICA “MARCO LEVI BIANCHINI- SERGIO DE RISIO”)
Indirizzo email:
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Sito Web: http://www.apascuola.it Presentazione:
Direttore: Prof. Filippo Maria Ferro Presidente: Dott. Giustino Galliani Servizi: Centro di Ascolto del Disagio Giovanile (Consultazione-Studi e Ricerca)
L’Istituto intitolato a “Marco Levi Bianchini-S. De Risio” è aperto a quanti laureati in psicologia o medicina, siano iscritti ai rispettivi albi professionali o secondo la deroga prevista dalla Legge 509. L’indirizzo scientifico dell’Istituto è di tipo psicoanalitico, aperto alla diversità dei contributi delle diverse teorie psicoanalitiche. Cionondimeno l’Istituto si prefigge un indirizzo specifico che tiene conto dei contributi classici della psicoanalisi (Freud, Abraham, Ferenczi), di quelle della scuola inglese (Klein, Winnicot, Fairbairn, Bion e dei suoi allievi), nonché dei contributi più recenti (Scuola Argentina, Brasiliana, Cilena) oltre, ovviamente, ai contributi teorici di psicoanalisti italiani. In particolare l’impostazione teorica dell’Istituto pone un forte accento sui modelli e le teorie psicoanalitiche che concepiscono i fenomeni mentali non come realtà fenomeniche avulse da una matrice fisica, ma anzi come funzione della esperienza corporea, nelle loro manifestazioni sensoriali, emotive, percettive, affettive, di memoria, giudizio etc. Ad esempio il modo con cui l’analizzando tratta i dati sensoriali ed emotivi, le percezioni esterocettive e propriocetive, le sue capacità di giudizio e di conoscenza diventano il tema principale dell’indagine psicoanalitica, lasciando sullo sfondo temi come quello del rapporto dell’analizzando con l’analista e delle sue proiezioni su di esso. Il tranfert rimane la cornice essenziale del processo analitico ma ne è appunto solo la cornice: le raffigurazioni che prendono forma all’interno del quadro sono quelle dell’analizzando in relazione a se stesso. L’interesse per la relazione mente corpo pone al centro della ricerca e dell’insegnamento dell’Istituto il tema del rapporto tra la psicoanalisi e la psichiatria; rapporto da troppo tempo caratterizzato da una sostanziale incomunicabilità tra il modello psicoanalitico e quello psichiatrico, mentre è evidente che le due discipline necessitano l’una dell’altra. Attualmente tuttavia cominciano ad apparire ricerche che a vari livelli, cercano di restituire al corpo uno statuto centrale, un punto di partenza dal quale indagare sia le funzioni celebrali (ipotesi neuro-scientifiche) sia quelle mentali (ipotesi psicoanalitiche) con l’auspicio che possono un domani facilitare l’incontro tra conoscenze psicoanalitiche, antropologiche e neuroscientifiche in campo epistemologico funzionale sia alla ricerca sia all’intervento clinico.
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