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Orientamento breve strategico

Il modello strategico coniuga due tradizioni tra loro complementari, sia nei presupposti epistemologici che nella configurazione costruttivista ed interattiva del comportamento umano e dell’identità, i cui processi sono generati dalle persone attraverso sequenze di azioni di adat tamento e controllo dei contesti relazionali con se stessi, con gli altri e col mondo.

Una parte del modello fa riferimento al costruttivismo sociopsicologico, alla tradizione dell’interazionismo simbolico, ai suoi sviluppi e ai suoi risultati nella comprensione dei processi relativi al Sé e ai comportamenti devianti. L’altra parte del modello deriva dalla rilevanza data dalla psicoterapia breve strategica alla comunicazione e alle sue capacità d’influenzamento.

Su tale tradizione si innesta l’attuale approccio strategico in psicoterapia, così come si è evoluto in Italia, che consente oggi di focalizzare le mosse terapeutiche su un’ampia ma definita serie di disturbi psicologici e situazionali.

Il modello si propone, efficacemente ed in modo coerente alla sua impostazione epistemologica e a quanto suggerito dalla ricerca psicologica più avanzata, di superare l’ottica nosografica ed eziologica della tipologia causale. Il modello sposta l’enfasi dalla diagnosi al cambiamento dai tratti patologici ai processi disfunzionali visti come esito di soluzioni personali ma inadeguate. L’ottica strategica è guidata dall’importanza attribuita agli aspetti pragmatici e semiotici, culturali, contestuali ed individuali, attraverso cui le persone costruiscono le forme del loro disagio, persistente o recidivo, o scelgono soluzioni devianti.

La possibilità di mutare la rappresentazione e narrazione di sé, degli altri e del mondo, è ritenuta possibile a partire dalla risoluzione degli schemi di percezione e azione disfunzionale e dalla comprensione di ciò che contribuisce a mantenerli.

Risultato ottenibile attraverso l’impiego di adeguate strategie che consentono di realizzare interventi focalizzati e psicoterapie brevi. Il modello strategico/interazionista è anche polivalente, in quanto le sue differenti matrici gli consentono di innescare processi di cambiamento individuale o di ristrutturazione interattiva dei contesti disfunzionali.

L’attenzione alla coerenza epistemologica, i confronti con alcuni settori della ricerca scientifica e la verifica critica della propria efficacia, costituiscono la preoccupazione prioritaria del modello.

 

 

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