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 Stiamo esagerando nel preoccuparci per tutte le persone che trascorrono ore e giorni davanti ad un monitor? Forse no; quanto più la tecnologia progredisce e la società si modifica, tanto più agevoli saranno le nostre vite. Ma se usata male talvolta la tecnologia può generare fenomeni aberranti. E’ il caso della dipendenza da internet, una patologia
moderna che non si discosta molto nelle modalità e nella tendenza alla compulsività, da altri disturbi più noti, come l’alcolismo, la tossicodipendenza e il gioco d’azzardo.
Uno studio della Iowa State University associa il rischio dipendenza da videogiochi a sintomi depressivi, ansia e disturbi della socialità. I ricercatori, hanno analizzato la condizione di tremila bambini appassionati di videogame, definendoli giocatori patologici in circa il 10% dei casi secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders dell'American Psychiatric Association.
 Nel corso di due anni, i ricercatori hanno scoperto che i bambini giocavano in media circa venti ore a settimana,ma soprattutto che i soggetti che mostravano un maggior grado di dipendenza presentavano anche chiari sintomi depressivi e crisi di ansia, oltre a disturbi nella sfera sociale. questi sintomi sarebbero indotti dall'uso dei videogiochi e dalla condizione di dipendenza che si è creata con il tempo, e non sono legati alla natura del soggetto.
Un altro studio era già stato accertata l'esistenza di un legame fra l'uso eccessivo dei videogiochi e lo sviluppo della dipendenza dagli stessi; riscontrando, infatti, in loro almeno sei degli undici sintomi della dipendenza dal gioco, così come definiti dall'Associazione psichiatrica statunitense. Chi stava troppe ore davanti ai videogiochi spesso mentiva ad amici e parenti sul tempo dedicato al gioco, era più facilmente irritabile e usava i videogames per sfuggire alle proprie responsabilità e ai propri problemi. Molti ragazzi hanno visto peggiorare il loro rendimento scolastico per colpa di troppi videogiochi, che non facevano loro svolgere i compiti a casa.
Per il presidente dell'Istituto Nazionale per i Media e la Famiglia, David Walsh, è urgente trovare una soluzione da indicare a questi ragazzi, e alle loro famiglie, per venire fuori da questo problema, per prevenirlo e per evitarlo. La situazione è seria e preoccupante anche in Italia, dove la dipendenza dal pc, usato per vari scopi, è riscontrabile nel 70% della popolazione. In Cina l'internet-dipendenza è stata addirittura classificata ufficialmente come una malattia.
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