| L’inquieta eredità degli psicanalisti |
|
La psicoanalisi non è poi così fuori gioco come molti pretendono, soprattutto se continua a destare scandalo. Particolarmente scandalizzato era l’articolo uscito su il Giornale a firma di Tommy Cappellini mercoledì 3 settembre con il titolo, non possiamo dire benevolo: «Quei maledetti della psicoanalisi».
Il primo maledetto è Masud Khan, analista dai comportamenti estrosi, che intrecciava analisi con relazioni personali e anche erotiche. Il pezzo di Cappellini omette di dire che Masud Khan, proprio per i suoi modi disinvolti di trattare le terapie, fu espulso dalla società psicoanalitica britannica a cui apparteneva. Il secondo maledetto è Viktor Tausk, che sposò una paziente e più tardi si suicidò. Il terzo maledetto è Bruno Bettelheim: anche lui si suicidò, utilizzando un sacchetto di plastica. Il pezzo omette di dire che Bettelheim era in una casa di riposo con una malattia terminale, e che il suo suicidio potrebbe essere meglio definito eutanasia. I fatti raccontati dall’articolo sono tutti veri. Discutibile è invece il metodo di prendere alcuni casi umani, o alcuni casi estremi, per farne un paradigma demolitore della professione di psicoanalista e della psicoanalisi tout court. Tratto da "ilgiornale.it" - Prosegui nella lettura dell'articolo |



Orientamento: Psicoterapia Interazionista













