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Scuola di Formazione in Psicoterapia Transpersonale

La psicologia transpersonale opera per la realizzazione del sé, il risveglio della “natura intima” di ogni individuo e delle sue qualità più genuinamente umane. Nella sua ricerca, il modello transpersonale integra l’esperienza della psicologia occidentale con quella delle antiche tradizioni basate sulla spiritualità, la meditazione e la padronanza degli stati della coscienza.

Struttura dinamica dell'esperienza interiore

Struttura dinamica dell’esperienza interiore: un modello per la realizzazione del sé.

Le ricerche di Grof sugli stati non ordinari di coscienza sono confermate anche da una attenta osservazione del percorso di trasformazione della coscienza che sembra svolgersi in ogni individuo che compia un cammino di crescita personale mediato dall’esperienza interiore.
L’esperienza interiore sembra snodarsi lungo un percorso evolutivo nel quale è possibile riconoscervi un succedersi di eventi che sembrano presentare delle strutture riconducibili a quattro grossi gruppi di esperienze.
  • Esperienze astratte ed estetiche Sono connesse all’anatomo- fisiologia degli organi di senso e non sembrano presentare significati simbolici direttamente riconducibili alla storia personale dell’individuo. Si tratta di percezioni proprio ed esterocettive, di percezioni di colori e forme geometriche, di flussi di pensiero particolarmente intenso ed apparentemente non significativo e così via.
    Si tratta in definitiva di quell’insieme di esperienze riconducibili ad una percezione di sé in quanto processi energetici.
    Sembra di poter connettere queste esperienze a stati nei quali nuove vie percettive che si stanno aprendo potranno rendersi veicolo e strumento dei contenuti più profondi della coscienza.
  • Esperienze psicodinamiche o biografiche
    Procedendo nel viaggio interiore, una maggiore sensibilità ed una più attenta consapevolezza di sé tendono a condurre lungo
    canali percettivi che si aprono su di esperienze strettamente connesse con la propria storia personale, con il proprio mondo emotivo.
    Si possono così contattare i traumi emotivi dell’infanzia, i conflitti legati alla struttura caratteriale successivamente prodottasi, i bisogni affettivi, i desideri le paure, i blocchi ed in definitiva tutti i contenuti rimossi che lo abitano e tendono a dominarlo.
    Attraverso l’osservazione, l’accettazione, la consapevolezza, i ricordi carichi di contenuto emotivo, le esperienze simboliche riconducibili alle varie fasi della vita dell’ individuo, i risentimenti, potranno venire così ri-conosciuti, rivissuti, rielaborati trasformati.
    Questo livello di esperienze e la disidentificazione dalle stesse sembra pertanto connesso alla liberazione dei nodi conflittuali del nostro passato personale.
  • Esperienze di morte-rinascita
    Con l’intensificarsi dell’esperienza interiore, potrà capitare all’individuo di trovarsi di fronte ad esperienze nelle quali si presenterà l’occasione o la necessità di rivivere le fasi della propria nascita biologica e di doversi confrontare profondamente con la morte. La riattualizzazione del processo morte-rinascita consente all’individuo di rivivere nella loro pienezza tutti i sintomi psicofisici. Spesso il processo raggiunge un’intensità tale da spingersi fino a livello dei tessuti e delle cellule. I temi simbolici e mitologici che accompagnano tali esperienze derivano dalle culture più diverse.
    Tali esperienze sembrano porsi come viatico verso la dimensione transpersonale o spirituale nella quale verrà richiesta la trascendenza dell’ego.
  • Esperienze Transpersonali
    Si tratta di un vasto spettro di esperienze non ordinarie che hanno in comune l’esperienza provata dall’individuo che la sua coscienza si sia espansa oltre i confini dell’io trascendendo lo spazio ed il tempo.
    Molte di queste esperienze possono venire riconosciute come una regressione attraverso la propria storia personale, biologica, culturale o spirituale.
    Si può arrivare a rivivere la propria vita fetale, embrionale o addirittura cellulare, attingendo al campo informazionale dell’ovulo o dello sperma al momento del concepimento, si può varcare poi la soglia della vita attuale e dilatare la propria coscienza verso le dimensioni del passato ancestrale, razziale, animale. Dilatazione che può spingersi fino alla trascendenza di barriere spaziali ed attingere la coscienza di altre persone o animali o piante od oggetti inanimati.
    Altri gruppi importanti di esperienze transpersonali comprendono la telepatia, la chiaroveggenza, la premonizione, la diagnosi psichica, la medianità, il contatto con guide ed entità spirituali, esperienze fuori dal corpo e di sincronicità.
    Ma forse il più significativo aspetto delle esperienze tranpersonali è legato all’emergenza dall’inconscio di temi archetipici, sequenze mitologiche e fiabesche che connettono l’individuo a forze elementali originarie consentendogli di riorganizzarsi in quelle dimensioni della coscienza riconoscibili come diretta emanazione del sè transpersonale.

Dimensioni Transpersonli della coscienza

Walsh e Vaughan (23)presero in considerazione alcune delle più significative categorie di esperienze esaminate dalla Psicologia Transpersonale. Eccone alcune:
  • Peak Esperiences. Si tratta del termine che Maslow conferì alle esperienze mistiche ed estatiche, così come a tutti quegli stati di ottimale salute psicologica. Esse sembrano possedere le seguenti caratteristiche:
    * Emozioni molto profonde, intense e positive, simili all’estasi
    * Profondo senso di pace e tranquillità
    * Sensazione di essere in armonia con l’universo
    * sensazione di profonda conoscenza e comprensione
    * Sensazione di vivere un’esperienza unica, impossibile di rendere a parole.
  • Plateau Experiences. Verso la fine della sua vita Maslow coniò questo termine per identificare quella serie di esperienze positive caratterizzate da maggior durata e minor intensità rispetto alle Peak Esperiences. Si tratta, ad esempio, degli stati meditativi, degli stati di profonda pace interiore, di quegli stati di pieno compimento e così via.
  • Nadir Esperiences. Si tratta, sempre secondo Maslow, di quelle esperienze, opposte alle Peak Esperiences, caratterizzate da un profondo senso di malessere, indicative di momenti di grande trasformazione interiore, di “crisi transpersonali” come le definisce Grof.
  • Trascendenza del sé. Si tratta di stati di coscienza nei quali il senso del sé è espanso oltre le ordinarie immagini e concetti della personalità individuale. Maslow descrive i meta-bisogni per la “trascendenza del sé” come un sesto livello di bisogni che si estendono oltre i “bisogni carenziali” e i bisogni di “autorealizzazione”.
  • Stati di benessere ottimali. Peak e Plateau esperiences, sono esempi di stati dell’essere che, se coltivati, possono anche perdurare a lungo nel tempo. La Psicologia Transpersonale si occupa di realizzare tali stati che includono: piena consapevolezza, comprensione di sè, pieno compimento, libertà da conflitti interni, espansione della coscienza, estasi, compassione e servizio verso i propri simili.
  • Emergenza spirituale. La Psicologia Transpersonale ritiene che molte delle esperienze disturbanti non siano segni di psicopatologia ma bensì il risultato di trasformazioni spirituali. Le crisi psicologiche, spesso, sono in realtà delle esperienze di risveglio spirituale caratterizzate dall’emergenza di quel nucleo intimamente sano, presente in ciascun essere umano. Determinante in questo senso fù il contributo di Christina e Stan Grof,(24) così come le ricerche di Bragdon(25) e Lukoff(26) grazie alle quali nell’ultima versione del DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual) venne inclusa la categoria “Problemi Psicospirituali”
  • Spettro evolutivo della personalità. Ken Wilber(27) elaborò un modello evolutivo della personalità che distingue fasi “Prepersonali” di sviluppo precedenti ad uno stabile senso dell’io, fasi “Personali” durante le quali lo sviluppo dell’io si completa e fasi “Transpersonali”basate sulla trascendenza dell’io e l’identificazione con la totalità.
  • Meditazione. Così come il condizionamento è il metodo chiave del Comportamentismo e l’interpretazione il metodo chiave della Psicoanalisi, la meditazione è il metodo chiave della Psicologia Transpersonale. Diverse sono le pratiche di meditazione mutuate dalle antiche tradizioni spirituali, alcune basate sulla
    concentrazione su un oggetto, altre basate sull’osservazione dei contenuti della coscienza. Entrambe sono orientate alla comprensione della vera natura della mente, alla trascendenza e all’espansione del senso del sè. Negli ultimi decenni, (come vedremo in seguito) nell’ambito della Psicolgia Transpersonale, sono sorte nuove discipline e tecniche psicospirituali che hanno ampliato l’uso della meditazione anche in direzione psicoterapeutica e di rilassamento.
    Trasformazioni della visione del mondo in seguito ad esperienze transpersonali
    L’accesso alle dimensioni della coscienza tipiche dell’esperienza transpersonale sembra che producano profonde riorganizzazioni del sé che conducono l’individuo verso radicali modificazioni della propria visione del mondo.
    Pare che coloro che attraversino la soglia di morte-rinascita accedendo alle dimensioni transpersonali della coscienza stabiliscano connessioni “con le fonti spirituali intrinseche” come le chiama Grof o con “il flusso interconnesso” come direbbe Capra, con “il flusso delle forze archetipiche ed elementali” diciamo noi. In questo modo l’individuo può comprendere che la visione materialistica del mondo, le sue strutture conservative di controllo sono radicate nella paura della nascita e della morte, i suoi bisogni carenziali sono legati alla sua “sconnessione” con il “flusso delle forze” ed al conseguente fallimentare tentativo di ricevere dagli altri l’energia per vivere.
Succcessivamente alla trascendenza delle istanze dell’io, si svela la mancanza di autenticità delle spiegazioni che l’individuo si era dato di se stesso, della realtà e del mondo, passato e futuro divengono meno importanti del presente,
l’entusiasmo per il processo della vita tende a sostituire la spinta al raggiungimento di obiettivi specifici, si tende a concepire il mondo in termini energetici piuttosto che materiali.
L’enorme espansione della coscienza che si verifica in seguito ad esperienze transpersonali fa superare all’individuo le concezioni del tempo lineare e dello spazio tridimensionale, la materia si svela come una forma di energia, forma e vuoto diventano concetti relativi.
La concezione filosofica dell’esistenza si avvicina alle grandi tradizioni mistiche del mondo dove l’universo viene visto come un continuum infinito di avventure della coscienza, dove i diversi mondi spirituale, umano, animale, vegetale, minerale sono visti esistere uno per l’altro ed uno dentro l’altro.
Psicoterapia Transpersonale : Verso nuove tecnologie del sacro
La psicologia transpersonale, si diceva, è un vasto movimento culturale che, in quanto tale, travalica gli ambiti e i limiti della psicologia per contribuire alla nascita di una nuova scienza della coscienza. La sua giurisdizione si estende al campo dell’arte, della filosofia, dell’antropologia, della religione, dell’educazione, della parapsicologia, della sociologia. Uno speciale contributo, come del resto è lecito attendersi, il movimento transpersonale lo ha fornito e lo sta fornendo nel campo della psicoterapia. Sono venute infatti sorgendo negli ultimi decenni una serie di metodologie psicoterapeutiche cosidette esperienziali, come diretta emanazione applicativa delle tesi e delle scoperte del movimento transpersonale. Si tratta di metodologie estremamente eclettiche che attingono ad una notevole varietà di fonti sia psicologiche che spirituali. Metodologie che affrontano l’intera gamma delle problematiche psicologiche e che possono utilizzare l’intera gamma delle
tecniche psicoterapeutiche, da tecniche comportamentali a ristrutturazioni cognitive, pratiche Gestaltiche o indagini psicodinamiche, lavori sui sogni o col respiro, arte o musicoterapia, danzaterapia o meditazione. Per queste metodologie, Grof ha suggerito il termine di Tecnologie del sacro per sottolineare il loro orientamento, finalizzato alla realizzazione del se, vale a dire al pieno compimento della natura spirituale dell’essere umano. Tra queste possiamo citarne alcune che si rifanno direttamente alle antiche tradizioni mistiche e che sono state elaborate da insigni ricercatori universalmente riconosciuti.
Ci riferiamo alla Psicologia dello yoga elaborata dal filosofo indiano Haridas Chaudhuri ed esposta in più di quindici opere(28)o alla Essential Psychoterapy proposta dalla psicologa californiana Kathleen Riordan e basata sul lavoro di Gurdjieff(29)oppure alla Psicologia della Coscienza elaborata in più di una ventina di pubblicazioni dallo psicologo americano Robert Ornstein e basata sulla tradizione Sufi(30). Anche la Tradizione Mistica Cristiana è stata ispiratrice di una metodologia psicoterapeutica proposta nelle opere del sacerdote e mistico cattolico William McNamara,(31)
Citiamo tra le altre:
così come l’Induismo Vedanta ha ispirato le opere di K. Wilber,(32) l’Einstein della ricerca sulla coscienza e della Psicoterapia Transpersonale . Il Buddismo, dal canto suo, forse la più psicologica delle tradizioni spirituali è stato proposto in chiave psicoterapeutica da diversi autori: si pensi a Claire Myers Owens(33) psicologa texana e alla sua elaborazione psicoterapeutica del Buddismo Zen o allo psicologo californiano Daniel Goleman(34) e sue opere quali Psycology of Self-Deception e The Meditative Mind. La ricerca psicologica laica
occidentale da parte sua, come abbiamo visto, ha elaborato all’interno del movimento transpersonale una serie di tecnologie autonome. Si pensi in primo luogo alle capostipiti, vale a dire alla Psicosintesi di Roberto Assagioli (35) e alla Psicologia del Profondo di Carl Gustav Jung (36) che hanno anticipato di alcuni decenni le tesi poi sviluppate ed ampliate dalla ricerca psicologica transpersonale. Tra le più recenti possiamo citare le tecnologie elaborate da alcuni dei padri fondatori del movimento transpersonale come il Cosmodramma di Pierre Weil(37), la Terapia Olotropica di Stan Grof (38), il metodo di Claudio Naranjo basato sull’Enneagramma e la Corenergetica di John Pierrakos (39), a cavallo tra psicoterapia transpersonale e psicocorporea.
E’ in questo contesto che si colloca la Biotransenergetica(40), la metodolgia psicoterapeutica transpersonale di nuova concezione elaborata negli ultimi quindici anni presso il Centro Om di Milano da Marlene Silveira e Pier Luigi Lattuada.
 
 
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Mercoledì, 17 Gennaio 2018

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