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Il modello psicoanalitico e psicodinamico

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Sigmund Freud, padre della psicoanalisiLa storia e gli sviluppi

Il padre della psicanalisi: Sigmund Freud

Nei primi del novecento, S. Freud medico e analista viennese elaborò alcune teorie che contribuirono in maniera significativa alla nascita del sistema di pensiero psicanalitico e agli sviluppi successivi delle attuali teorie psicodinamiche.

La Psicoanalisi rappresenta un modello di sviluppo della personalità, una filosofia dell'uomo e un metodo psicoterapeutico basato sull'interpretazione.
Dagli anni '20 fino agli anni '40, le teorie di Freud nutrendosi del contributo di analisti come Jung e Adler ebbero un grande prestigio diffondendosi in Europa e nel Nord America.
Questa nuova prospettiva dinamica concepisce l'uomo come un essere biologico dotato di una esistenza psichica, di cui è inconsapevole, caratterizzata sin dalla nascita da spinte pulsionali e istintuali (di tipo sessuale ed aggressivo) e da desideri che mossi dal principio del piacere premono sulla coscienza per essere soddisfatti. Nel tentativo del migliore adattamento possibile ad una realtà, che nell'idea freudiana è razionale ed oggettiva e non può essere modificata, l'io e la coscienza impongono all'uomo di rinunciare a queste spinte ed autoregolarsi attraverso il principio di realtà. Per tanto il modello psicoanalitico si basa sull'ipotesi dell'esistenza di processi psichici inconsci che influenzano il comportamento e che sono alla base dei sintomi nevrotici.

Nel tempo molti proposero nuovi modelli, distaccandosi dal pensiero tradizionale freudiano, dando luogo a nuove teorie psicodinamiche: "la psicologia dell'Io" proposta da alcuni psicoanalisti come Anna Freud, Hartmann, Erikson, metteva in risalto l'importanza dell'ambiente sulla personalità e nella formazione della nevrosi, come risultato del conflitto tra l'io e le diverse pressioni sociali. Per la teoria delle "relazioni oggettuali" i primi rapporti instaurati tra bambino e le figure affettive di riferimento portavano alla formazione di modelli interni, influenzanti le relazioni umane costruite dall'individuo nel corso della vita; la capostipite della scuola fu Melanie Klein la quale propose lo sviluppo psicologico come il prodotto di un conflitto amore/odio nei confronti dell'oggetto(il seno materno), che il bambino avverte come buono o cattivo a seconda della cura e della disponobilità materna. Oltre alla Klein anche Winnicott che contribuisce alla nascita di un nuovo filone, la Psicologia del sè, indirizza l'attenzione sui primi rapporti che si instaurano tra il bambino e la madre. Lo sviluppo della personalità sana sarebbe connessa alla relazione tra il bambino e quella che Winnicott chiama madre "sufficientemente buona", capace di gratificare i bisogni fisici e psicologici del figlio.

La visione dell'uomo e della patologia

Lo sviluppo psicologico secondo Freud, avviene durante l'infanzia, attraverso il superamento di specifici stadi psicosessuali. In ogni fase il bambino ricerca il piacere e la soddisfazione delle sue pulsioni attraverso la stimolazione di una determinata zona erogena: nello stadio orale, la gratificazione viene raggiunta attraverso la stimolazione della bocca; nel sadico-anale dell'ano; nel fallico, dei genitali. In quest'ultimo stadio compare il complesso di Edipo che si ripresenterà e verrà superato nell'età puberale. E' il momento in cui la sessualità infantile raggiunge la massima intensità per poi subire una inibizione nello stadio successivo, il "periodo di latenza" in cui l'energia verrà indirizzata in modo maturo verso mete sociali ed ideali. Il mancato superamento di ognuno di questi stadi determina il fenomeno della "fissazione" della libido e della energia istintuale, che determinerà la patologia nell'adulto. In quest'ottica l'individuo viene visto come un sistema energetico regolato da tre istanze: Es, Io e Super-io in costante mediazione. La dinamica di questo processo, determina la struttura della personalità, il carattere e l'equilibrio psichico dell'individuo. L'Es rappresenta il processo di personalità presente sin dalla nascita, sede degli istinti la cui meta è la loro soddisfazione; l'Io invece è l'istanza che regola la personalità mediando tra gli istinti dell'Es e l'ambiente circostante, sede dell'intelligenza e della razionalità; infine il Super-io è la componente giudicante, che permette all'individuo di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

L'individuo per poter sopravvivere ad eventi che non sa gestire svilupperà dei meccanismi di difesa, considerati forme di adattamento; si tratta di processi inconsci, importanti per gestire l'angoscia generata dal conflitto tra le tre istanze di personalità per il controllo dell'energia psichica all'interno del sistema.

Quando l'Io utilizza in modo eccessivamente rigido i meccanismi di difesa, quest'ultimi risulteranno disadattivi, generando uno stile di vita problematico. Per gli psicoterapeuti di indirizzo psicoanalitico il sintomo manifestato dal paziente è la conseguenza di un conflitto inconscio la cui origine va ricercata nelle frustrazioni e nei traumi vissuti nelle relazioni affettive durante l'infanzia. Le teorie psicodinamiche contemporanee considerano le prime relazioni con la madre il fattore di maggiore influenza per lo sviluppo psicologico del bambino, in base al significato che quest'ultimo attribuisce alle esperienze vissute con la madre empatica si costituirà una immagine interna di Sè e degli altri necessaria per gestire i futuri rapporti interpersonali.

La Psicoterapia considera la manifestazione psicopatologica come espressione di un disagio psichico profondo del cui significato l'individuo non è consapevole.


Le caratteristiche del processo terapeutico e il ruolo del terapeuta

Per riportare alla luce i conflitti rimossi, si dispone di diverse tecniche come il metodo delle "libere associazioni", in cui pazienti sono invitati a riferire senza alcuna censura tutto ciò che gli passa per la mente compresi i pensieri illogici; anche se i materiali esposti sembrano non essere in relazione tra loro in realtà la sequenza di associazioni fornirà all'analista informazioni sul modo in cui il paziente connette i vari eventi. Il metodo centrale della prassi clinica è l'interpretazione utilizzata per far comprendere al paziente i vissuti dolorosi rimossi. Secondo la prospettiva psicoanalitica e dinamica il paziente ripropone in terapia le modalità relazionali avute nell' infanzia con uno dei genitori, rivelatrici dei conflitti interiori sottostanti. Un passaggio centrale del processo di guarigione è l'analisi e la risoluzione del transfert che il paziente mette in atto nei confronti dell'analista. Il processo terapeutico prevede il cambiamento o la totale riorganizzazione della personalità del paziente attraverso la creazione di rapporti gratificanti col mondo circostante, riparando ai deficit affettivi del paziente dovuti ad una relazione primaria difettosa.

Tutto questo è possibile all'interno di una buona relazione terapeutica, facilitata dall'interpretazione dei contenuti affiorati in seduta, che agevolano la comprensione intellettuale ed emotiva del materiale inconscio emerso, favorendo una presa di coscienza che consente di ricondurre i problemi attuali ai traumi emotivi vissuti nel passato dando luogo all'insight, essenziale per un concreto cambiamento. Nel processo di cura è fondamentale capire, analizzare e interpretare le dinamiche che caratterizzano la relazione terapeutica e le resistenze che il paziente oppone, inconsciamente, al percorso verso la guarigione. L'analisi del transfert e la sua risoluzione rimane un passaggio determinante per l'esito positivo del processo terapeutico.

Numerosi terapeuti ad orientamento psicodinamico presero distanza dalla posizione freudiana, secondo la quale il terapeuta dovrebbe porsi in maniera neutrale e distaccata, come uno schermo bianco su cui il paziente proietta le proprie rappresentazioni interne (desideri e conflitti edipici inconsci) in grado di interpretare i contenuti transferali emersi, senza esserne minimamente influenzato. Sullivan, infatti, considera il terapeuta un osservatore partecipe, attento al comportamento del paziente ed al proprio, ciò nonostante non si lascia coinvolgere emotivamente. Tale trattamento non è accessibile a tutti, il paziente dovrà disporre di una buona capacità di verbalizzazione, di molto tempo,

 

 

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