Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.
Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy.

L'elenco online di tutte le Scuole di Psicoterapia italiane

Segui Scuole di Psicoterapia sui Social Network       

Pubblicità

 

“A Christmas Carol”: un'analisi psicologica del romanzo di Charles Dickens

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Nel presente articolo, il Dottor Stephen Diamond delinea un'analisi psicologica di Mr Scrooge, il protagonista dell'opera “A Christmas Carol”, di Charles Dickens, nel tentativo di farci comprendere come la “Sindrome da amarezza” che caratterizza il personaggio principale sia tipico di molti individui dei giorni nostri.

a christmas carol un analisi psicologica del romanzo di charles dickensIl Natale è nuovamente arrivato e con esso anche l'ingresso nel nuovo anno.

C'è qualcosa di speciale in questa stagione di transizione, caratterizzata da giorni più bui e più freddi dell'anno; giorni pronti a lasciare il posto a giorni più lunghi, caldi e, auspicabilmente, più brillanti.

Sembra che non importa quanto difficile, traumatico o scoraggiante possa essere stato l'anno precedente per alcuni di noi, questi prossimi dieci giorni ci ispirano a lasciare andare il passato, a rinunciare alla frustrazione, alla delusione, alla disperazione o risentimento, e si attende con ansia il futuro con una speranza, energia e ottimismo rinnovato.

Dal punto di vista psicologico, questo passaggio è essenziale, dal momento che, continuare ad inciampare nella rabbia o ostilità anno dopo anno, consciamente o inconsciamente, è ciò che alla fine dà origine a quello che lo psichiatra tedesco Michael Linden chiama Disordine post-traumatico da amarezza, o come vedremo più avanti, ciò che lo Psicologo clinico e forense Stephen Diamond definisce “Sindrome di Scrooge”.

Quando la rabbia viene cronicamente repressa e negata diventa potenzialmente pericolosa, in quanto si pone come fase finale di un processo morboso e distruttivo. Ma questa spirale del risentimento, dell'amarezza e dell'odio non è irreversibile e può essere prevenuta.

A prescindere che si sia religiosi o meno, questa è sicuramente una stagione di rinnovamento spirituale, di speranza e rinascita.

Il rinnovamento spirituale è il tema centrale della storia “A Christmas Carol”, di Charles Dickens. E' un potente promemoria esistenziale per tutti noi: nonostante i problemi scoraggianti che possiamo incontrare, abbiamo sempre la possibilità di lasciare andare il risentimento, perdonare e perdonarsi, chiarendo e ricominciando dai valori più profondi, riacquisendo il coraggio e guardando con speranza al futuro, mentre apprezziamo con gioia il presente.

A Christmas Carol dovrebbe essere il film ideale per le vacanze. Ci sono state numerose versioni basate sul romando di Charles Dickens del 1843, tra cui un adattamento del 2009 interpretato da Jim Carrey nel ruolo di Scrooge, il personaggio principale del racconto.

L'irritabile, pessimista e misantropo Mr Scrooge ricorda qualcosa del disturbo post-traumatico da amarezza. Probabilmente, lui, come tanti oggi, soffre di un disturbo la cui base è caratterizzata dalla rabbia, da una depressione cronica o forse un disturbo di personalità profondamente radicato.

Sebbene l'amarezza ed il narcisismo patologico di Mr Scrooge non lo hanno mai spinto a diventare un assassino di massa, avrebbe potuto farlo in teoria. E , in casi estremi di vita reale, come le ultime sparatorie di massa perpetrate praticamente su base settimanale lo scorso anno, ne sono una manifestazione diretta.

In che modo uno Scrooge sdegnoso, amareggiato ed egoista può essere diagnosticato e trattato oggi da un professionista della salute mentale? E cosa si può apprendere da lui per aiutare a capire meglio e prevenire tragedie come le atroci esplosioni di violenza che permeano la cultura occidentale di oggi?

Questi sono i quesiti a cui ha cercato di dare risposta il Dottor Stephen Diamond, psicologo clinico e forense di Los Angeles, attraverso un'analisi psicologica del personaggio principale del racconto di Dickens, Mr Ebenezer Scrooge.

La società attuale è spesso attraversata da rabbia patologica, risentimento e amarezza. Quando questa rabbia repressa nel tempo muta, trasformandosi in risentimento, a sua volta, si tramuta in odio.

Questo è un processo lento e insidioso, ma il risultato finale, se non controllato, è la distruttività verso se stessi e/o gli altri. Tuttavia, non tutte le persone arrabbiate o amareggiate diventano fisicamente violente.

Ma non c'è dubbio che la loro rabbia e amarezza incidano negativamente sulle loro vite e sulla vita di coloro che gli stanno attorno.

Se si vuole comprendere meglio come prevenire almeno in parte la violenza epidemica che sempre di più sta plasmando la società, bisognerebbe spostare lo sguardo sulle componenti evolutive dell'amarezza.

Il disturbo post-traumatico da amarezza è stato proposto per essere incluso nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Al pari del disturbo da stress post-traumatico, probabilmente il disturbo da post-traumatico da amarezza, si rivolge ad una persona che sta vivendo, testimoniando o che si confronta direttamente con un evento o eventi altamente traumatici – anche se, a differenza del disturbo da stress post-traumatico, non necessariamente pericolosi per la vita - come ad esempio divorzio difficile, lutti significativi, gravi malattie, disabilità, abuso emotivo o fisico e così via, che portano a sentimenti di amarezza, ostilità, rabbia, risentimento, irritabilità croniche, ed il desiderio ossessivo, a volte irresistibile di vendetta o punizione.

Queste caratteristiche dovrebbero persistere per un minimo di sei mesi, ma più realisticamente, almeno per un anno, secondo il Dottor Diamond.

Più genericamente, il disturbo post-traumatico da amarezza è un disturbo della rabbia. Come per la maggior parte dei disturbi mentali diagnosticabili oggi, il grado di amarezza avrebbe bisogno, per definizione, di causare disagio clinicamente significativo o compromissione in aree sociali, lavorative o di altre importanti aree di funzionamento.

Le sensazioni di amarezza che comunemente vanno e vengono con le inevitabili frustrazioni esistenziali della vita e le delusioni non sono sufficienti per giustificare questa diagnosi. Il livello di amarezza deve, per definizione, essere eccessivo, pervasivo, persistente e debilitante.

Sicuramente si potrebbe affermare che Ebenezer Scrooge, protagonista del racconto di Dickens, per quanto amareggiato, freddo ed odioso, si presenta come un uomo d'affari astuto, benestante e accorto, dimostrando, al contempo, una significativa menomazione nel funzionamento sociale e interpersonale.

Pubblicità

Scrooge è un solitario sociale, ma non a causa di un'estrema introversione. Non ha altro che ostilità e disprezzo per gli altri ed i loro problemi.

Dal punto di vista diagnostico, si potrebbe dedurre che Scrooge esibisce tratti di disturbo schizoide, narcisistico e disturbo ossessivo-compulsivo, ognuno dei quali, come il disturbo post-traumatico da amarezza, affonda le sue radici anche nella rabbia repressa e nel risentimento”, sostiene il Dottor Diamond.

Emozionalmente ferito, come lo stesso Dickens era stato durante l'infanzia, e inconsciamente guidato da perdite traumatiche da bambino - la madre di Scrooge morì dandolo al mondo – e rifiutato dal padre in seguito al lutto che lo incolpò per la morte della madre, Mr Scrooge prende una decisione fatale di allontanarsi dalla donna che ama e che lo ama, scegliendo deliberatamente una vita dedicata agli affari, al commercio, al materialismo e al fare soldi.

Alla fine diventa un uomo benestante, di grande successo ma profondamente amareggiato, totalmente solo e alienato da ogni intimo rapporto, amicale e familiare.

La sua è una posizione difensiva, cinica, negativa, sfinita, motivata inconsciamente, a quanto pare, da rabbia, risentimento e ferite narcisistiche”, spiega il Dottor Diamond.

Mr Scrooge esprime una mancanza quasi totale di empatia o compassione per gli altri, o per l'umanità in generale. Rifiuta di permettere a chiunque di avvicinarsi emotivamente a lui, presumibilmente per paura di essere nuovamente abbandonato o rifiutato, respingendo le persone con la sua rudezza, insensibilità, egoismo.

Scrooge ha dimenticato come si gioca, si ride e come si ama, nonché accettare di essere amato. Da molto tempo ha perso il contatto con il suo sé autentico, il suo cosiddetto bambino interiore, che, se affrontasse nella sua terapia potrebbe prendere il nome di “piccolo Ebezener”.

Freddamente disumanizza gli altri e, così facendo, disumanizza se stesso. Come gli psicoterapeuti possono constatare ogni giorno, la miglior difesa è un buon attacco, e Scrooge, come molti pazienti, sotto la sua facciata civile e di successo, è arrabbiato, irritabile, irascibile e offensivo.

Scrooge è un uomo represso, apparentemente ben educato, rispettabile, senza gioia e duro, il cui risentimento irrisolto e l'amarezza pervasiva avvelenano e paralizzano la sua intera personalità. A lui non piace nessuno, ed è universalmente antipatico a tutti. La sua è una struttura caratteriale tossica. Non desidera né gode di relazioni intime o legami familiari caldi, sceglie sempre attività solitarie, trae poco piacere in tutto tranne che nel fare denaro.

Sembra indifferente alle critiche degli altri, e dimostra freddezza emotiva, distacco e affetti smussati, tratti strettamente associati al disturbo di personalità schizoide.

Ha un atteggiamento altezzoso, arrogante, egocentrico, avido, eccessivamente devoto al lavoro e alla produttività, ad esclusione delle attività ricreative e delle amicizie, rigido, testardo, avaro e sfruttatore degli altri, come il suo dedito e bonario impiegato ma maltrattato, Bob Cratchit.

In breve, Scrooge è un uomo patologicamente amareggiato, e lo è stato per la maggior parte della sua vita adulta. Purtroppo, questa particolare condizione, che potrebbe prendere il nome di “Sindrome di Scrooge” non è rara e potrebbe essere ancora più diffusa oggi che nell'Inghilterra del XIX° secolo di Dickens.

Comprende un miscuglio di narcisismo patologico, amarezza traumatica e avidità. Oggi vediamo prove di tale avidità e arroganza in molti dei nostri funzionari e politici, così come nelle istutizioni finanziarie.

L'amarezza, che io definisco uno stato cronico e pervasivo di risentimento bruciante, è una delle più distruttive e tossiche delle emozioni umane”, sostiene il Dottor Diamond. L'amarezza è una sorta di morbosa ostilità caratterologica nei confronti di qualcuno, qualcosa o verso la vita stessa, derivante dalla costante repressione di rabbia o risentimento riguarda a come una persona percepisce di essere stato trattato.

L'amarezza è una prolungata, risentita sensazione di vittimizzazione e svalutazione. L'amarezza, come il risentimento e l'ostilità, deriva dalla cattiva gestione a lungo termine di fastidio, irritazione, frustrazione e rabbia.

Il filosofo Friederich Nietzsche ha osservato che “nulla consuma un uomo più rapidamente dell'emozione del risentimento”.

Il signor Scrooge è completamente consumato dall'amarezza, dall'ostilità e dalla rabbia, eppure non lo sa nemmeno.

È beatamente inconsapevole, incosciente, di ciò che Jung chiamava la sua “ombra”, benchè sia chiarissima a tutti gli altri. Sembra che egli abbia perso la sua anima, ed il suo cuore è congelato dall'amarezza.

Se per qualche ragione Scrooge, fosse venuto in contatto con uno psichiatra o psicoterapeuta dei giorni nostri per la valutazione ed il trattamento, sospetto che molto probabilmente gli sarebbe stato diagnosticato un disturbo della personalità e, molto probabilmente, un disturbo cronico dell'umore come la distimia o la depressione maggiore”, ha proseguito il Dottor Diamond.

Il Disturbo depressivo maggiore tende a essere ricorrente, può coesistere con il Disturbo distimico e spesso include sentimenti persistenti di irritabilità, frustrazione e rabbia, interesse o piacere diminuiti nella maggior parte delle attività ed una visione profondamente pessimistica della vita.

Un psicoterapeuta cognitivo-comportamentale potrebbe esaminare e ristrutturare i modelli di pensiero negativo di Scrooghe nonché i suoi schemi cognitivi centrali.

Anche con altre forme di psicoterapia o trattamento, fermo restando che la maggior parte delle persone che manifestano la 'Sindrome di Scrooge' non ricercano un trattamento perchè ritengono di non averne bisogno, la prognosi di questa tipologia di pazienti verrebbe considerata scarsa, data la cronicità, la natura caratterologica e la gravità dei suoi sintomi.

Ma, per Scrooge, che fu creato da Dickens molto prima che la psicoterapia e la psicofarmacologia fossero inventate, tutto ciò sta per cambiare, perchè in una notte, sarà completamente trasformato, guarito, nato di nuovo.

Come succede? Cosa può insegnarci il viaggio di Scrooge sul trattamento e riabilitazione dell'amarezza cronica? E riguardo la psicoterapia?

Gli individui cronicamente amareggiati spesso sentono che il destino gli ha inflitto una tiro ingiusto e che nulla che possono fare ora conti qualcosa. Tendono ad esternare i loro problemi, insistendo sul fatto che il mondo deve cambiare piuttosto che se stessi.

Protestano, spesso passivamente, contro l'ingiustizia della vita. Allo stesso tempo, queste persone hanno spesso soccombuto all' “impotenza appresa”, sentendosi senza speranza e impotenti. Così si accovacciano e respingono il mondo, in punizione per essere stati frustrati, rifiutati o abbandonati. Il loro disprezzo caratterologico avvolge un'ira nascosta contro la realtà.

Una guerra virtuale contro il mondo e, in molti casi, compreso quello di Mr Scrooge, è presente una rabbia feroce ed implacabile verso Dio, che sentono in qualche modo che l'abbia delusi.

Forse è per questo che Scrooge è così contrario a celebrare il Natale ed il periodo natalizio: potrebbe aver creduto un tempo in Gesù Cristo, ma da tempo ha perso la fede, diventando un ateo amareggiato e disilluso, sostituendo la spiritualità con la sua adorazione della materialità, nel tentativo di mantenere un senso del significato della vita”, ipotizza il Dottor Diamond.

Queste persone cadono facilmente nel nichilismo: la convinzione filosofica che la vita è completamente priva di significato e che non importa molto. Il nichilismo non nega il lato oscuro della vita, ma fa sì che che si resti amaramente concentrati su di esso.

Contrariamente ai comuni fraintendimenti sulla filosofia esistenziale e la psicologia, la negazione filosofica chiamata nichilismo non è una soluzione a lungo termine costruttiva o realizzabile per far fronte alla condizione umana e ai fatti esistenziali della vita.

È piuttosto un rifiuto rabbioso, amaro e risentito e l'incapacità di abbracciare e amare la vita così com'è. Il nichilismo è quindi una manifestazione di profondo scoraggiamento e disperazione.

Coraggio”, scrive il teologo esistenziale Paul Tillich (1952), “è il potere della vita di affermarsi nonostante... l'ambiguità, mentre la negazione della vita a causa della sua negatività è un'espressione di vigliaccheria”.

È questo stato semi-nichilista di amarezza che incarna Mr Scrooge, e così tante altre persone oggi.

Qual è l'antidoto all'amarezza del nichilismo? Come può qualcuno trascendere il risentimento e l'amarezza cronica?

Pubblicità

Solo, come al solito, nel suo confortevole, ma spartano appartamento, la vigilia di Natale, Scrooge sperimenta una serie di strane, terrificanti, ma meravigliose visite visive: prima, dal patetico fantasma del suo ex compagno, Jacob Marley, seguito dagli spiriti del passato, del presente e del futuro natale.

Nei diversi film ispirati all'opera di Dickens, questi eventi sono, come nel libro, sempre presentati soggettivamente, dalla prospettiva di Scrooge, ma tendono ad essere letti concretamente e obbiettivamente dallo spettatore. Come possiamo comprendere questi fenomeni psicologicamente piuttosto che letteralmente?

Potremmo dire che l'inconscio di Scrooge è stato attivato, e inizia a parlargli in quella sera fredda e solitaria attraverso i suoi sogni”.

I sogni, come ha scoperto Sigmund Freud, sono la via regia o “via regale” dell'inconscio e possono essere intesi come forme di comunicazione dall'inconscio. L'inconscio, come ha sottolineato lo psicologo analitico Carl Jung, è compensativo per l'atteggiamento cosciente.

Scrooge ha raggiunto un punto nella vita in cui il suo vecchio personaggio, il suo scelto modo di essere nel mondo, è diventato troppo unilaterale e non più praticabile. È quindi ora che Scrooge individui e aggiusti il suo atteggiamento negativo, amareggiato e autolesionista nei confronti della vita, per diventare l'uomo più grande che avrebbe dovuto essere. Liberarsi finalmente dalle catene forgiate dalla sua nevrosi caratterologica cronica.

Le allucinazioni vere e molto reali di Scrooge (o ipnagogiche) e apparenti incubi, con le loro strazianti visite e visioni della sua infanzia traumatica gli mostrano la strada. I suoi sogni, sinteticamente ma con forza, indicano il problema attuale e cosa deve accadere per migliorarlo.

Ma, per Dickens, è ancora Scrooge a dover prendere la decisione, a compiere la sua scelta esistenziale.

Lui, e solo lui, è responsabile nel decidere quale atteggiamento prendere nei confronti di questi messaggi che fanno riflettere e che disturbano dall'inconscio.

Questo è sempre il caso dei nostri sogni: possiamo scegliere di prenderli sul serio e considerare attentamente ciò che hanno da dire, o ignorarli e respingerli. Obbedire o respingere la saggezza, guida inquietante del sogno”, spiega il Dottor Diamond.

L'esperienza di Scrooge è abbastanza simile a quella che si presenta durante il corso di psicoterapia per alcuni pazienti, sebbene il processo ed il quadro temporale tendano generalmente a richiedere più tempo.

Ma i sogni possono giocare un ruolo centrale nella crescita personale e nella trasformazione. Scrooge, materialista e razionalista che era, inizialmente e prevedibilmente, respinge i suoi sogni semplicemente come il prodotto insignificante di un “pezzo di carne non digerito”.

Ma in seguito si convince dell'inevitabile realtà e verità di questi sogni e del loro significato spirituale e psicologico. È mostrato, in alcune forme abbastanza dolorose, scioccanti e terrificanti, la persona amareggiata, crudele, spregevole e disprezzata che era diventato. È costretto a sperimentare appieno la verità di chi è diventato, e quale sarà il suo destino se dovesse scegliere di rimanere su questo stesso percorso.

Questo è anche ciò che accade nella vera psicoterapia, intesa non come la sola soppressione dei sintomi, ma come auto-riflessione, guardare da vicino e onestamente a se stessi, a chi si è diventati e dove si sta dirigendo.

Riconoscere e possedere la propria ombra è sempre fastidioso. È più facile e più conveniente proiettarlo sugli altri, come professa Jung. Questo è uno dei motivi, spesso inconsapevoli, per resistere alla vera psicoterapia, o scappare prematuramente.

La psicoterapia è sempre un confronto scomodo con se stessi. E con le realtà esistenziali del male, della finitudine e della morte. Ma tale auto-riflessione è assolutamente necessaria se si verifica una vera trasformazione interiore. Uno deve, come Scrooge, scontrarsi faccia a faccia son i suoi demoni interiori, spiriti o fantasmi”.

Ma, come Scrooge, molti di noi resistono fermamente a tale auto-esame finchè qualche crisi interiore o esteriore ci costringe o ci costringe a farlo. Nel trattamento dell'amarezza patologica, l'amarezza prima e le sue conseguenze negative, sia presenti che future, devono essere riconosciute dal paziente.

Successivamente, le cause passate e presenti di questo inasprimento, delle radici psicologiche ed esistenziali della rabbia repressa, devono essere portate alla consapevolezza ed esaminate attentamente.

Infine, il paziente deve riconoscere che lui o lei ha una scelta nel qui e ora. Continuare a rifiutare la vita o ad abbracciarla. Questo è esattamente ciò che accade a Scrooge.

In quel momento altamente accelerato e profondamente trasformazionale, che senza dubbio sembrava un mese o un anno di terapia, il vecchio Scrooge muore in modo figurato e rinasce il giorno di Natale: il giorno, naturalmente, in cui la nascita di Cristo - che è morto ed è stato, per i cristiani, miracolosamente risorto o rinato – è tradizionalmente celebrato”.

Una specie di processo di psicoterapia incredibilmente condensato. La fede di Scrooge nella bontà della vita si rinnova durante quella vigilia di Natale veramente terapeutica e spiritualmente simbolica.

Che è in definitiva ciò che deve accadere nell'efficace trattamento psicologico dell'amarezza cronica: una riscoperta o un rinnovo della 'fede' perduta nella vita, e nella capacità e volontà di viverla pienamente”, ha proseguito il Dottor Diamond.

Scrooge è un personaggio archetipico. Lui prende molte forme e tutti noi possediamo un potenziale “Scrooge interiore”, la capacità di amareggiarsi, essere cinici ed egoisti, avidi e misantropi.

Essere sedotti e ipnotizzati dal mondo materiale e amaramente disillusi dal prossimo, perdere la fede nella vita. Quindi cos'è che ha salvato Scrooge da se stesso?

Non si tratta di credere nel Natale in se o in Dio, ma si tratta di credere nella vita e partecipare pienamente a questa. Con l'aiuto dei suoi sogni Scrooge subisce una metamorfosi e la storia ci dice che questo cambiamento è stato permanente: da amareggiato, miserabile, duro misantropo incapace di amare o di empatia, è passato ad un essere umano gentile, premuroso, generoso e molto più felice.

E, psicologicamente parlando, tutto grazie agli impressionanti poteri curativi dell'inconscio. Oggi il concetto di “inconscio” è liquidato da molte psicoterapie tradizionali come irrilevante o fittizio, e quindi, raramente, se mai affrontato, a detrimento dei pazienti o clienti. Accade spesso che un sogno o una serie di sogni sia ciò che fa precipitare qualcuno nella ricerca di una psicoterapia. Oppure potrebbe essere una crisi esistenziale che costringe la persona a esaminare attentamente o a mettere in discussione se stessa, i suoi valori, le scelte di vita, le emozioni e le motivazioni.

In tali casi, i sogni, spesso i sogni negativi o gli incubi, possono essere considerati sintomatici di qualche squilibrio all'interno della personalità, ed un tentativo da parte dell'inconscio di compensare questo sviluppo affilato. Durante il processo di psicoterapia, prestare attenzione ai sogni e prendere sul serio i messaggi vitali e rivelatori che trasmettono dall'inconscio può portare a risultati altrettanto liberatori e fortificanti.

Quindi prestate particolare attenzione ai sogni, specialmente in questo periodo particolare dell'anno. Forse stanno cercando di dirvi qualcosa che potrebbe potenzialmente alterare il tuo destino, perché questa è la stagione miracolosa di morte e rinnovamento, di desinenze e inizi, di oscurità e luce. È un periodo di transizione veramente spirituale in cui facciamo il punto su dove siamo stati e consideriamo dove vogliamo andare”, ha concluso il Dottor Diamond.

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Scuoledipsicoterapia.it?
Iscriviti alla nostra newsletter per essere in continuo contatto con la psicoterapia!
captcha 
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 

 

Scuola Italiana di Analisi Reichiana - Siar

Specializzarsi in Psicoterapia: Scuola Italiana di Analisi Reichiana - Siar Orientamento: Corporeo Analitico ReichianoSede legale: Via Valadier, 44 - 00193 ROMAContatti: Tel. e Fax. 06 3224535Riconoscimento: Riconosciuta dal MIUR con D.M...

leggi tutto...

ISIPSé - Scuola di Specializzazione in Psicologia del Sé e Psicoanalisi Relazi…

Specializzarsi in psicoterapia -  ISIPSé - Scuola di Specializzazione in Psicologia del Sé e Psicoanalisi Relazionale Orientamento: Psicoanalitico / Psicodinamico / RelazionaleSede legale: Via Col Di Lana 28 – 00193 RomaSede didattica:...

leggi tutto...


Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

Psiconline.it
News, informazioni, notizie,
consulenza psicologica online gratuita,
servizi per il mondo professionale, articoli e tanto altro.
Dal 1999 la psicologia e gli psicologi in rete!

 

logo psicologi italiani

 

logo psiconline



 

 

Tags: scuole di psicoterapia, psicoterapia, disturbi dell'umore, disturbi di personalità, giorgia lauro, Dottoressa Giorgia Lauro, rabbia repressa, A Christmas Carol, Charles Dickens, Dottor Stephen Diamond, analisi psicologica di Mr Scrooge, Disturbo post-traumatico da amarezza, sindrome da amarezza, sindrome di Scrooge, natale, rinnovamento, amarezza, risentimento, cinismo

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

0
Condivisioni