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Ansia e depressione tra i più giovani: una nuova piaga sociale

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Negli ultimi 50-70 anni i tassi di ansia e depressione tra i giovani Americani sono aumentati costantemente. Secondo recenti stime, sempre più studenti delle scuole superiori e degli studenti universitari soddisfano i criteri per la diagnosi di Disturbo depressivo maggiore e/o disturbo d'ansia.

ansia e depressione tra i più giovani una nuova piaga socialeQuesta presenza maggiore di psicopatologia non è da ascriversi al mutamento dei criteri diagnostici.

Le prove più recenti per il forte aumento generazionale nella depressione, l'ansia e altri disturbi mentali provengono da uno studio condotto da Jean Twenge della San Diego State University.

Il team di ricerca ha comparato dati provenienti dal Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI), un questionario utilizzato per valutare una varietà di disturbi mentali, che era stato compilato da un campione di studenti universitari negli Stati Uniti fino al 1938, e il Minnesota Multiphasic Personality Inventori-Adolscence (MMPI-A) che era stato compilato da studenti delle scuole superiori che risalivano al 1951.

I risultati si sono mostrati coerenti con altri studi, indicando drammatici aumenti di ansia e depressione – nei bambini così come negli adolescenti e nei giovani adulti – negli ultimi cinque o più decenni.

Solitamente si guarda alla storia per comprendere quali progressi sono stati fatti negli anni, ma se il progresso è misurato nella salute mentale e nella felicità dei giovani, allora si è tornati indietro, agli inizi degli anni '50.

La domanda che l'autore dell'articolo, il Dottor Peter Gray, Professore e ricercatore del Boston College, è proprio questa: capire il perché sta avvenendo questo.

Una cosa che si conosce dell'ansia e della depressione è che sono correlate in modo significativo con il senso di controllo delle persone o la mancanza di controllo sulla propria vita.

Le persone che credono di essere responsabili del proprio destino hanno meno probabilità di diventare ansiose o depresse rispetto a coloro che credono di essere vittime di circostanze al di fuori del loro controllo.

Si potrebbe pensare che il senso di controllo personale è aumentato negli ultimi decenni. Sono stati compiuti reali progressi nella capacità di prevenire e curare malattie; i vecchi pregiudizi che limitavano le opzioni delle persone a causa della razza, del genere o dell'orientamento sessuale sono diminuiti; e la persona media è più ricca rispetto ai decenni passati.

Tuttavia, i dati indicano che la convinzione dei giovani di avere il controllo sul proprio destino è diminuita drasticamente nel corso dei decenni.

La misura standard del senso del controllo è un questionario sviluppato da Julien Rotter verso la fine degli anni '50, chiamato External Locus of Control Scale. Il questionario consiste in 23 coppie di dichiarazioni. Una dichiarazione in ogni coppia rappresenta la credenza di un locus of control interno (controllo da parte della persona) e l'altra rappresenta dal locus of control esterno (controllo da circostanze al di fuori della persona).

Molti studi nel corso degli anni hanno dimostrato che le persone con punteggio alto nel locus of control interno ottengono migliori risultati nella vita rispetto a coloro che presentano punteggi alti nel locus of control esterno.

In una ricerca pubblicata alcuni anni fa, Twenge e i suoi colleghi hanno analizzato i risultati di molti studi precedenti in cui era stata utilizzata la Scala Nowicki-Stricklanda, con un campione dal 1960 al 2002. Questa scala è simile a quella di Rotter, ma modificata per l'uso con i bambini.

I ricercatori hanno scoperto che in questo periodo i punteggi medi si erano drasticamente spostati - per i bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni e per gli studenti universitari - dalla componente Interna a quella Esterna della scala.

In effetti, il cambiamento è stato così grande che il giovane medio nel 2002 è stato più esterno rispetto all'80% dei giovani negli anni '60.

L'aumento dell'esternalità sulla scala Rotter nel corso dei 42 anni ha mostrato la stessa tendenza lineare dell'aumento della depressione e dell'ansia.

È ragionevole suggerire che l'ascesa dell'Esternalità, e il declino dell'Internalità, sia causalmente correlata all'aumento dell'ansia e depressione.

Quando le persone credono di avere poco o nessun controllo sul loro destino diventano ansiose, iniziando a pensare che qualcosa di terribile possa accadere loro in qualsiasi momento.

Quando l'ansia e il senso di impotenza diventano eccessive, le persone sviluppano la depressione, in cui il pensiero costante è quello di non riuscire a fare nulla per cambiare le cose.

La teoria di Twenge è che gli aumenti generazionali di ansia e depressione sono legati al passaggio da obiettivi “intrinseci” a “estrinseci”.

Gli obiettivi intrinseci sono quelli che hanno a che fare con il proprio sviluppo come persone – come diventare competenti nell'operare scelte corrette e sviluppare una filosofia di vita significativa.

Gli obiettivi estrinseci, d'altra parte, sono quelli che hanno a che fare con premi materiali e giudizi di altre persone. Includono obiettivi di alto reddito, status e bell'aspetto.

Twenge cita prove che i giovani oggi sono, in media, più orientati verso obiettivi estrinseci rispetto a quelli intrinseci.

Ad esempio, un sondaggio annuale delle matricole del college mostra che la maggior parte degli studenti oggi elenca “l'essere economicamente benestanti” come più importante per loro rispetto al “sviluppare una filosofia di vita significativa”. Negli anni '60 e '70 era vero il contrario.

Lo spostamento verso obiettivi estrinseci potrebbe essere correlato in modo causale allo spostamento verso un Locus of control esterno. Abbiamo un controllo molto meno personale sul raggiungimento di obiettivi estrinseci rispetto a quelli intrinseci.

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Con un sforzo personale, si può migliorare decisamente la propria competenza, ma ciò non garantisce la ricchezza. Si può, attraverso pratiche spirituali o approfondimenti filosofici, trovare il senso nella vita, ma ciò non garantisce che le persone ci troveranno più attraenti.

Nella misura in cui il senso emotivo di soddisfazione deriva dal progresso verso obiettivi intrinseci, si può controllare meglio il benessere emotivo. Nella misura in cui la soddisfazione deriva dai giudizi e dalle lodi degli altri, il controllo sullo stato emotivo è nettamente inferiore.

Twenge suggerisce che il passaggio da obiettivi intrinseci a estrinseci rappresenta uno spostamento generale verso una cultura del materialismo, trasmesso attraverso la televisione e altri media.

I giovani sono esposti dalla nascita alla pubblicità e ad altri messaggi che implicano che la felicità dipende dall'aspetto, dalla popolarità e dai beni materiali.

Il Dottor Grey, in accordo con Twenge, suggerisce tuttavia un'altra causa: la sua ipotesi è che gli aumenti generazionali verso obiettivi estrinseci, ansia e depressione sono tutti causati in gran parte dalla diminuzione delle opportunità di giocare e dall'aumento del tempo e del peso che viene attribuito all'istruzione.

Secondo il Dottor Grey, la libertà dei bambini di giocare ed esplorare il mondo, indipendentemente dalla guida diretta o indiretta degli adulti, è diminuita notevolmente negli ultimi decenni.

Il gioco libero e l'esplorazione sono, storicamente, i mezzi con cui i bambini imparano a risolvere i propri problemi, controllano le proprie vite, sviluppano i propri interessi e diventano competenti nel perseguire gli obiettivi.

In effetti, il gioco, per definizione, è controllato e diretto dai giocatori; e il gioco, per definizione, è diretto verso obiettivi intrinseci piuttosto che estrinseci.

Privando i bambini dell'opportunità di giocare da soli, lontano dalla supervisione e controllo diretto degli adulti, probabilmente li stiamo privando delle opportunità di imparare come prendere il controllo della propria vita”, commenta l'autore.

Erroneamente si può pensare di proteggerli, ma in realtà diminuisce la loro gioia, il loro senso di autocontrollo, la loro capacità di scoprire ed esplorare, e conseguentemente, si aumenta la probabilità che soffriranno di ansia, depressione e altri disturbi.

In questo scenario, la scuola ha svolto un ruolo cruciale. Oggi i bambini trascorrono più ore, più giorni all'anno e anni della loro vita a scuola. Viene dato un enorme peso ai voti. Al di fuori della scuola, i bambini trascorrono più tempo in ambienti in cui sono diretti, classificati, giudicati e premiati dagli adulti.

In tutte queste situazioni gli adulti hanno il controllo, i bambini imparano velocemente che le loro scelte e attività e i loro giudizi non contano; ciò che conta sono le scelte e i giudizi degli adulti.

In tal senso, gli insegnanti non sono del tutto prevedibili: puoi studiare duramente e ottenere comunque un voto scadente perché non hai capito esattamente cosa l'insegnante voleva che studiassi.

L'obiettivo in classe, nella mente della grande maggioranza degli studenti, non è la competenza ma prendere buoni voti.

Data una scelta tra imparare veramente qualcosa e prendere un buon voto, la grande maggioranza degli studenti, senza esitazione, sceglierebbe la seconda opzione. Questo è vero in ogni fase del processo educativo, almeno fino all'ingresso universitario.

Questo sistema di test e valutazioni costanti è un sistema che sostituisce molto chiaramente gli obiettivi intrinseci con quelli estrinseci.

La scuola è anche un posto dove i bambini hanno poco margine di scelta. Sono radunati in spazi pieni di altri bambini che non hanno scelto, e devono trascorrere una buona parte di ogni giornata scolastica in quegli spazi. Nel gioco libero, i bambini che si sentono molestati o vittime di bullismo possono abbandonare quella situazione e trovare un altro gruppo che sia più compatibile.

Alcuni anni fa, Mihaly Csiksentmihalyi e Jeremy Hunter hanno condotto uno studio sulla felicità e infelicità negli studenti delle scuole pubbliche.

Ognuno dei 828 partecipanti, provenienti da 33 diverse scuole in 12 diverse comunità in tutto il paese, indossava uno speciale orologio da polso per una settimana, programmato per fornire un segnale in momenti casuali tra le 7:30 e le 22:30.

Ogni volta che scattava il segnale, i partecipanti compilavano un questionario che valutava dove si trovavano, cosa stavano facendo e quanto erano felici o infelici in quel momento.

I livelli più bassi di felicità si sono verificati quando i bambini erano a scuola, e i livelli più alti quando erano fuori dal contesto scolastico e impegnati in conversazioni o momenti di gioco con gli amici.

La felicità media è aumentata nel fine settimana, per poi crollare nel tardo pomeriggio della domenica, in previsione della settimana scolastica in arrivo.

La società e i rigidi dettami educativi attuali mettono quindi i bambini nella condizione di trascorrere più tempo nel luogo in cui meno vorrebbero stare.

Il costo di quella convinzione, misurata dalla felicità e dalla salute mentale dei bambini è enorme.

Pertanto, conclude l'autore, è forse il momento di ri-pensare l'educazione.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Twenge, J., et al., (2010). Birth cohort increases in psychopathology among young Americans, 1938-2007: A cross-temporal meta-analysis of the MMPI. In press, Clinical Psychology Review 30, 145-154.
  • Csikszentmihalyi, M., & Hunter, J. (2003). Happiness in everyday life: The uses of experience sampling. Journal of Happiness Studies, 4, 185-199
  • Herman, K. C., et al. (2009). Childhood depression: Rethinking the role of school. Psychology in the Schools, 46, 433-446.

 

 

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