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Ansia e disfunzioni sessuali: quale legame?

L'ansia gioca un ruolo importante nella patogenesi e nel mantenimento delle disfunzioni sessuali. Questa co-presenza è molto comune nella pratica clinica: i pazienti con disfunzioni sessuali presentano spesso un disturbo d'ansia ed in molti casi non è chiaro quale sia il disturbo primario.

ansia e disfunzioni sessualiL'ansia può essere definita come una sensazione di apprensione e paura caratterizzata da sintomi fisici, psicologici e cognitivi.

Nel contesto di stress o pericolo, queste reazioni sono normali. Tuttavia, alcune persone si sentono estremamente ansiose con le attività quotidiane, il che può causare disagio e compromissione significativa della normale attività.

I disturbi di ansia sono un gruppo di entità cliniche in cui un livello anormale di ansia è il sintomo principale.

Questo gruppo comprende disturbo di panico, fobia specifica e sociale, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo da stress post-traumatico, disturbo da stress acuto e disturbo di ansia generalizzato.

Le disfunzioni sessuali sono definite nel Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) come disturbi delle tre fasi del ciclo di risposta sessuale: desiderio, eccitazione e orgasmo, oltre al disturbo del dolore sessuale.

L'ansia gioca un ruolo importante nella patogenesi e nel mantenimento delle disfunzioni sessuali.

Questa co-presenza è molto comune nella pratica clinica.

I pazienti con disfunzioni sessuali presentano spesso un disturbo d'ansia ed in molti casi non è chiaro quale sia il disturbo primario.

D'altra parte, per molti utenti con un disturbo psichiatrico una disfunzione sessuale può essere un disturbo persistente.

L'ansia rappresenta l'ultimo percorso comune attraverso il quale i fattori sociali, psicologici, biologici e morali convergono nella compromissione della risposta sessuale.

L'espressione neurobiologica dell'ansia è complessa, ma coinvolge principalmente un rilascio di sostanze adrenergiche (adrenalina e norepinefrina).

La dominanza da parte del Sistema nervoso simpatico è anche negativamente coinvolta nelle fasi di eccitazione ed orgasmo e può così interferire con il desiderio sessuale.

Gli elementi psicologici sono generalmente considerati importanti nella patogenesi della disfunzione sessuale, ma è difficile esplorare questi fattori con strumenti standardizzati.

Ci sono pochi studi che esplorano questa ipotesi usando strumenti diagnostici, ed in alcuni casi questi studi hanno considerato l'ansia come una sensazione e non come un'entità clinica.

In questo articolo, si andrà ad esaminare la relazione tra i disturbi d'ansia e le disfunzioni sessuali.

Nel fare ciò, si terrà in considerazione non solo la dicotomia tra il funzionamento normale e patologico, ma anche la questione della soddisfazione sessuale come parte del benessere individuale e di coppia.

Si esamineranno gli studi che parlano di sessualità nei disturbi d'ansia e quelli che evidenziano l'ansia in pazienti con disfunzioni sessuali.

Disturbi d'ansia in pazienti con disfunzioni sessuali

La complessa relazione tra disturbi d'ansia e disturbi del desiderio è raramente chiarita nella letteratura medica/psicologica.

La Kaplan sottolinea una forte prevalenza del disturbo di panico (25%) nei pazienti affetti da disturbo dell'avversione sessuale.

L'ansia può distrarre dagli stimoli erotici e compromettere l'eccitazione sessuale, principalmente attraverso l'aumento del tono simpatico.

Ciò può comportare una scarsa erezione negli uomini ed una riduzione della lubrificazione e della tumescenza del clitoride nelle donne.

Vari aspetti dell'ansia sono storicamente considerati nei disturbi dell'eccitazione in particolare nel circolo vizioso dell'ansia/disfunzione/ansia da prestazione.

La disfunzione erettile che compare in luna di miele è un esempio specifico di questo, come suggerisce Shamloul, che ha studiato oltre 100 pazienti con questo problema.

Diversi studi hanno inoltre rilevato che la prevalenza dei disturbi d'ansia varia dal 2,5 al 37% nei maschi affetti da disfunzione erettile.

Tuttavia, questi studi non hanno evidenziato una correlazione significativa tra uno specifico disturbo d'ansia e la disfunzione erettile.

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Recentemente, è stato però suggerito un legame tra ansia fluttuante e disfunzione erettile; altri riferiscono che l'associazione tra ansia e disfunzione erettile è maggiore nei pazienti con età compresa tra i 45 ed i 54 anni.

Un ulteriore studio ha rilevato che la presenza di sintomi di ansia in pazienti con disturbi dell'eccitazione era associata a risultati scadenti del trattamento.

Oltre al desiderio e all'eccitazione, l'orgasmo può essere anche compromesso dall'ansia. Mentre è ampiamente accettato che pensieri e sentimenti ansiosi interrompano l'orgasmo femminile, pochi studi hanno esaminato questa relazione o cercato di identificare aspetti specifici dell'ansia correlati alla compromissione orgasmica.

Le emozioni negative, compresa l'ansia o la paura di non soddisfare le aspettative del partner, rappresentano una delle cause più comuni di eiaculazione precoce.

Questo è stato spiegato dagli scienziati come causato da una iperattività del tono simpatico che riduce il controllo dell'eiaculazione.

Altri hanno sottolineato il ruolo dell'attenzione, suggerendo che gli uomini che sono ansiosi durante il rapporto sessuale sono preoccupati per le prestazioni sessuali o l'adeguatezza sessuale e che questi pensieri possono distogliere l'attenzione dalle sensazioni sessuali che precedono l'orgasmo e l'eiaculazione.

Un'iper-attenzione alle prestazioni e timore di non riuscire a soddisfare le aspettative degli altri sono tipiche della fobia sociale, in cui la preoccupazione per la performance ed il giudizio riflettono un'eccessiva attività del tono simpatico.

Ciò è stato confermato da Tignol e colleghi, i quali riferiscono che la prevalenza della fobia sociale è del 47%, rispettivamente, nei pazienti con eiaculazione precoce.

Questo legame tra fobia sociale ed eiaculazione precoce è stato anche corroborato da alcune relazioni su casi clinici in cui la preoccupazione per le prestazioni sociali ha portato ad un'eiaculazione incontrollata.

Altri ricercatori propongono un ruolo significativo dell'ansia fluttuante in questo disturbo sessuale maschile. La relazione tra ansia ed eiaculazione ritardata non è invece chiara, sebbene alcuni ricercatori suggeriscono che l'ansia da prestazione sessuale possa contribuire a ritardare l'eiaculazione.

Disturbi d'ansia e disturbi del dolore

Elevati livelli di ansia sono stati inoltre riscontrati in donne affette da dispareunia, soffrendo di forti dolori durante i rapporti sessuali.

I fattori patofisiologici che regolano questo fenomeno sono sconosciuti. Un'ipotesi interessante suggerisce che esiste una forte relazione tra ansia ed ipervigilanza nei pazienti con ansia e disfunzione sessuale, con un'eccessiva attenzione verso stimoli minacciosi durante i rapporti sessuali.

Recenti studi hanno significativamente aumentato la comprensione della percezione del dolore e hanno dimostrato che una complessa serie di strutture come quella spinale, del mesencefalo e corticale sono coinvolte nella percezione del dolore.

La percezione del dolore può essere approssimativamente divisa in un sistema laterale, somatosensoriale coinvolto nella discriminazione della localizzazione del dolore ed intensità, ed un sistema mediale che media la qualità anticipatoria, paurosa, affettiva del dolore attraverso le strutture limbiche.

Le disfunzioni di queste strutture limbiche, compresa la corteccia dell'ippocampo, possono essere coinvolte nella dispareunia in cui il dolore rappresenta il sintomo prevalente.

In pazienti con dolore pelvico cronico sono state spesso rintracciate storie di traumi o abusi sessuali. Inoltre, alterazioni nella struttura limbica sono state riscontrate sia in pazienti con dolore pelvico cronico che in sopravvissuti al trauma.

Ciò potrebbe suggerire che il dolore rappresenti non solo un sintomo della dispareunia, ma anche un sintomo di un disturbo d'ansia più specifico quale il disturbo da stress post-traumatico.

Disfunzioni sessuali in pazienti con disturbi d'ansia

Guardando il quadro da un'altra prospettiva, le difficoltà sessuali sono comuni nei pazienti affetti da disturbi d'ansia.

Spesso infatti, un sintomo sessuale è la prima ragione che spinge gli utenti a richiedere un consulto medico. Kaplan ha suggerito una prevalenza di disfunzione sessuale nel 75% dei pazienti con disturbo di panico.

Questi dati sono stati corroborati da Figueira e colleghi, che hanno valutato retrospettivamente la funzione sessuale e la storia sessuale di 30 pazienti con disturbo di panico e fobia sociale.

Hanno osservato che il disturbo dell'avversione sessuale è la disfunzione sessuale più comune nei pazienti con disturbo di panico e che la sua prevalenza in questa popolazione è maggiore rispetto alla popolazione generale.

I pazienti affermavano di evitare il sesso perchè temevano di avere un attacco di panico durante il rapporto sessuale.

Questi risultati sono stati riscontrati in uomini e donne e suggeriscono che l'avversione sessuale può far parte dello spettro agorafobico.

Gli studi sulla sessualità in pazienti con fobia sociale mostrano una comorbilità di circa il 30%. Disturbi dell'eccitazione, perdita del desiderio durante il rapporto sessuale, e disturbi dell'eiaculazione sono più comuni nei maschi con fobia sociale.

Alcuni studi che hanno analizzato la fobia sociale nelle popolazioni maschili hanno trovato un'alta prevalenza (47%) di eiaculazione precoce, mentre altri hanno trovato un legame con l'eiaculazione ritardata (33%).

Il piacere e la soddisfazione sessuale sono compromessi in persone con fobia sociale. Le donne con fobia sociale hanno più probabilità di avere disturbi del desiderio concomitanti (46%), dolore durante il sesso (42%) e meno frequenza di pensieri e rapporti sessuali.

Le disfunzioni sessuali hanno una prevalenza del 39% nelle donne con disturbo ossessivo-compulsivo. I pazienti possono riportare disgusto sessuale, assenza di desiderio sessuale, eccitazione sessuale molto bassa, anorgasmia ed elevato evitamento dei rapporti sessuali.

I pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo presentano una grave compromissione interpersonale e tendono a percepirsi come meno sensuali rispetto ai pazienti con altri disturbi d'ansia.

Problemi irrisolti e obiettivi futuri

La relazione tra ansia e funzione sessuale è complessa perchè è stata considera in direzioni simmetriche: il sintomo primario e la conseguenza secondaria. Comprendere il legame causa-effetto nella pratica clinica richiede esperienza ed un punto di vista esteso.

La relazione tra ansia e sessualità può essere teoricamente descritta come una delle seguenti:

  • L'ansia può causare l'insuccesso sessuale;
  • Le disfunzioni sessuali possono causare ansia;
  • Le disfunzioni sessuali e l'ansia non sono causalmente correlate;
  • Ansia e disfunzioni sessuali possono essere espressioni diverse degli stessi processi.

Le analogie in neurobiologia e la buona risposta a trattamenti come la psicoterapia sembrano confermare l'ultima ipotesi, suggerendo una radice comune di queste manifestazioni.

Ottenere una completa storia psicopatologica e sessuale rappresenta un passo importante nella diagnosi che può influenzare la prognosi con entrambe le patologie. Quando si indagano i disturbi d'ansia, è importante considerare la vita sessuale del paziente e viceversa.

Quando valutiamo le disfunzioni sessuali, bisogna sempre considerare il disturbo d'ansia. Nella pratica clinica, la mancata investigazione dello 'sfondo' psicologico influenza negativamente l'obiettivo del trattamento di un paziente con una disfunzione sessuale.

La valutazione clinica non dovrebbe essere limitata al paziente ma dovrebbe estendersi anche al partner. In particolare, le/i partner di uomini con disfunzione sessuale hanno spesso non solo una vita sessuale insoddisfacente, ma anche un disturbo d'ansia.

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

  • Bibliografia
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