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Cambiamenti cerebrali e schizofrenia

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Per alcune malattie, i cambiamenti patologici cerebrali si manifestano molti anni prima che compaiono i sintomi. Possono essere rilevati cambiamenti nella funzione cerebrale prima della comparsa di sintomi psicotici evidenti?

cambiamenti cerebrali e schizofreniaPer alcune malattie, i cambiamenti patologici si manifestano molti anni prima che compaiono i sintomi.

Tra queste, un esempio è caratterizzato dalla Malattia di Alzheimer; anche se i sintomi della demenza non sono spesso evidenti fino a quando le persone raggiungono i 70-80 anni di età, i cambiamenti cerebrali misurabili iniziano 20 o più anni prima.

La possibilità di rilevare la malattia di Alzheimer prima della manifestazione dei sintomi clinici e di iniziare il trattamento per ritardare l'insorgenza dei sintomi può essere possibile.

Inoltre, per le persone ad alto rischio di sviluppare questo disturbo, può essere possibile che i trattamenti avviati prima dell'inizio del processo patologico possano effettivamente prevenire la malattia.

Che dire di altri disturbi che coinvolgono il cervello, ad esempio la schizofrenia?

La schizofrenia è un disturbo cronico associato a sintomi “positivi” come allucinazioni e deliri, sintomi “negativi” come ritiro sociale e diminuzione della motivazione, e sintomi “cognitivi” come scarsa memoria di lavoro e problemi di attenzione.

I sintomi positivi di solito diventano clinicamente evidenti durante l'adolescenza o la prima età adulta e sono spesso i sintomi che scatenano la valutazione e il trattamento psichiatrico.

La schizofrenia è una grave malattia mentale, invalidante e cronica che colpisce più di 21 milioni di persone in tutto il mondo.

I sintomi includono allucinazioni uditive, visive, tattili e olfattive, possedere delle false credenze, pensieri e comportamenti disorganizzati, appiattimento emotivo e deficit cognitivi.

Questi sintomi possono determinare nel soggetto sensazioni di paura con conseguente ritiro e isolamento sociale. Il loro comportamento disorganizzato può essere percepito dagli altri come incomprensibile e spaventoso.

Le persone affette da schizofrenia possono intraprendere discorsi senza senso; essi possono restare seduti per ore senza muoversi o parlare, o possono iniziare a parlare con se stessi.

Molte persone affette da tale malattia possono avere difficoltà a mantenere un lavoro o prendersi cura di sé; colpisce sia uomini che donne allo stesso modo, anche se la ricerca ha evidenziato come negli uomini vi sia un esordio più precoce dei sintomi.

Coerentemente con quanto esposto nella prima parte di questo articolo, gli autori di un nuovo studio si sono chiesti se possono essere rilevati cambiamenti nella funzione cerebrale prima della comparsa di sintomi psicotici evidenti.

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In tal caso, ciò potrebbe fornire l'opportunità di iniziare trattamenti potenzialmente preventivi.

Lo studio pubblicato sulla rivista “JAMA Psychiatry” di Josephine Mollon e colleghi ha tentato di rispondere a questa domanda.

Questi ricercatori hanno analizzato i dati dell'Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC).

Questo studio ha reclutato oltre 14.000 donne che vivevano ad Avon, in Inghilterra, che hanno dato alla luce bambini tra il 1° Aprile 1991 ed il 31 Dicembre 1992.

Da allora sono stati raccolti dati su questa coorte di bambini a intervalli regolari. Lo sviluppo cognitivo è stato valutato a 18 mesi, 4 anni, 8 anni, 15 anni e 20 anni di età.

Sono state misurate una varietà di abilità verbali e non verbali. All'età di 18 anni, gli individui sottoposti a test psicologici estesi, sono stati valutati per la presenza di vari disturbi psichiatrici, tra cui la schizofrenia.

L'analisi di questi dati longitudinali ha rivelato che gli individui che avevano sviluppato la schizofrenia all'età di 18 anni presentavano una compromissione dello sviluppo delle abilità verbali tra i 18 mesi e 4 anni rispetto ai gruppi di controllo senza sintomi psicotici.

Questo ritmo più lento di sviluppo delle abilità verbali si è stabilizzato all'età di 8 anni. Analogamente, lo sviluppo delle abilità cognitive non verbali è risultato compromesso tra 18 mesi e 4 anni, ma queste capacità hanno continuato a perdere terreno in tutte le successive età esaminate.

Per essere chiari, le persone che hanno sviluppato la schizofrenia hanno sviluppato abilità verbali e non verbali, ma ad un ritmo più lento rispetto ai controlli, e quindi sono state sostanzialmente compromesse a partire dall'età in cui si sono sviluppati i sintomi clinici”, hanno riferito gli autori.

Questi dati supportano fortemente l'idea che la schizofrenia sia un disturbo dello sviluppo, cioè un disturbo causato dallo sviluppo anormale dei circuiti cerebrali durante i primi anni di vita.

Questo lavoro suggerisce che le strategie di intervento avviate nei bambini molto piccoli possono essere in grado di ritardare i sintomi e/o ridurre la gravità dei sintomi.

Strategie mirate ad ampliare lo sviluppo del linguaggio o ad addestrare i bambini a compiti non verbali possono consentire ul nuovo cablaggio cerebrale in un'età in cui il cervello è altamente plastico e più capace di una nuova programmazione.

È probabile che prima si verifichi un intervento, maggiore è la possibilità di successo. Questo studio è importante in quanto dimostra che le anormalità che contribuiscono alla schizofrenia iniziano in età molto precoce.

Aumenta anche la possibilità che le anormalità possono essere parzialmente, se non completamente, reversibili prima dell'inizio di sintomi clinicamente evidenti.

La menomazione cognitiva è una delle principali cause di disabilità in coloro che soffrono di schizofrenia.

Se le prime anomalie sono reversibili o correggibili, potrebbe essere possibile prevenire alcuni dei risultati devastanti associati alla schizofrenia.

 

Tratto dalla rivista “JAMA Psychiatry”

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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