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Cancro e Comportamento di Tipo C

I nostri comportamenti ed emozioni possono influenzare il rischio di contrarre il cancro? Questa è la domanda che la Dottoressa Lydia Temoshok ha preso in considerazione nel 1979, quando decise di intraprendere uno studio di ricerca intrigante e controverso con pazienti affetti da melanoma.

cancro comportamento tipo cIl melanoma è un tumore, spesso molto aggressivo, che origina nella cute, o più raramente, negli occhi o nelle mucose, e si sviluppa a partire dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che conferisce alla cute la sua colorazione.

In quello stesso periodo, il Dottor Richard Sagebiel, Direttore del Melanoma Clinic dell'Università della California, San Francisco, aveva iniziato a notare “uno strano ma comune schema di stress e coping” nella maggior parte dei suoi pazienti.

Aveva iniziato a pensare che questo potesse essere un fattore significativo nella connessione tra cancro e comportamento, e contattò la Temoshok per discutere le potenzialità di uno studio di ricerca.

La Temoshok aveva già indagato gli effetti dello stress sulla salute quando faceva parte della School of Medicine dell'Università della California.

Lydia Temoshok è una psicologa riconosciuta a livello nazionale nel campo della medicina comportamentale, dell'oncologia psico-sociale e della ricerca su HIV e AIDS.

Successivamente iniziò a trascorrere del tempo presso la Melanoma Clinic, intervistando pazienti e conducendo un'indagine preliminare.

Ciò che trovò, risultò così interessante che prese la decisione di dedicare tutto il suo tempo allo studio della psicologia nel contesto della malattia oncologica.

Quello che la Temoshok ha riscontrato attraverso le interviste, in un campione 150 pazienti, è stato un modello di comportamento sorprendentemente simile.

I pazienti si ponevano in modo straordinariamente gentile, modificavano i loro orari per trovare il tempo di parlare con lei, per non deluderla, sembravano estremamente preoccupati per la progressione della malattia, ma non per loro stessi.

Erano per lo più preoccupati delle conseguenze che questa situazione generava sulle loro famiglie.

Il modello di Comportamento di Tipo C

In effetti, i pazienti erano in una forma di negazione e la usavano come una strategie di coping; Temoshok iniziò così a sospettare che vi fosse molto più della semplice negazione e ben presto iniziò a rintracciare un modello comune.

Questi pazienti avevano la tendenza ad “accontentarsi”, e avevano passato tutta la vita a cercare di essere accettati dagli altri - coniugi, genitori, fratelli, colleghi, amici, ecc.

In realtà, le loro stesse identità sembravano essere il riflesso di ciò che gli altri percepivano. La Temoshok li descrive come “fuori dal contatto con i loro bisogni primari e le loro emozioni, in quanto concentrati sui segnali provenienti dall'esterno”.

Decise quindi di chiamare questo insieme di tratti comportamentali e metodi di coping con il termine “Tipo C”.

...Quello che condividevano era un modo di gestire lo stress della vita. I pazienti affetti da melanoma riuscivano a tenere sotto controllo i loro sentimenti. Non hanno mai espresso rabbia e raramente hanno riconosciuto la paura e la tristezza. Mantenevano una 'facciata' di piacevolezza anche nelle circostanze più dolorose o aggravanti e si sforzavano eccessivamente di compiacere le persone a cui tenevano, di compiacere le figure autorità e persino gli estranei”.

Temoshok ideò una serie di studi scientifici per esplorare i modelli di comportamento di tipo C e trovò una forte correlazione con lo sviluppo e la progressione del cancro, sebbene non si trattasse affatto di un caso di causa-effetto.

La Temoshok ha scoperto una profonda relazione tra le emozioni represse e la depressione del sistema immunitario, la nostra prima linea di difesa contro il cancro.

Il comportamento di tipo C è una versione estrema dei metodi di coping che molti di noi impieghiamo: noi piacciamo agli altri, neghiamo i nostri veri sentimenti e ci conformiamo agli standard sociali. Ma il mio studio sui pazienti con melanoma mi ha portato a prove convincenti che la nostra salute fisica è compromessa quando reprimiamo cronicamente i nostri bisogni e sentimenti per adattarli agli altri. Sono stata in grado di trovare prove che questo stile di coping indebolisce le nostre difese immunitarie e ci rende più vulnerabili alla progressione del cancro”.

Il libro di riferimento “Type A Behavior and Your Heart” aveva già identificato il modello di comportamento di tipo A e la sua connessione allo sviluppo delle malattie cardiache.

Coloro che mostrano modelli comportamentali di Tipo A sono quasi patologicamente impazienti, molto carichi e competitivi, pieni di rabbia e ostilità che esprimono liberamente e sono costantemente concentrati sui propri bisogni.

Ora per la prima volta il suo opposto polare, il modello di comportamento di Tipo C è stato identificato e correlato con la disfunzione immunitaria e lo sviluppo e progressione del cancro.

La Temoshok sottolinea che la maggior parte delle persone sane giace da qualche parte nel mezzo tra queste due polarità di tipo A e tipo C.

Questa salda terra di mezzo è talvolta identificata come modello di Tipo B. Non è un qualcosa che dipende dallo stress esperito, perchè tutti sicuramente viviamo periodi fortemente stressanti durante la vita.

Piuttosto, è come affrontiamo queste circostanze stressanti che sono un fattore determinante per lo stato della nostra salute.

La Temoshok riassume questo concetto:

Lo stress di per sé non è un fattore critico nella malattia, è la forza o la debolezza del proprio meccanismo di coping a fare la differenza”.

Dopo numerosi test psicologici e interviste, Temoshok ha identificato forti pattern di tipo C in almeno tre quarti dei 150 pazienti con melanoma.

Il Tipo C non rappresenta tanto la personalità di queste persone, quanto il modello di comportamento che usavano per far fronte allo stress esterno e al disagio interiore.

Ha scoperto che questi pazienti mostravano la maggior parte o tutti i seguenti comportamenti:

  • non esprimevano emozioni e spesso non erano a conoscenza di sentimenti di rabbia, passati o presenti;
  • tendevano a non provare o esprimere altre emozioni negative come paura, ansia o tristezza;
  • erano pazienti collaborativi e tranquilli nel lavoro, le relazioni sociali e familiari e anche conformi all'autorità esterna;
  • erano eccessivamente preoccupati di soddisfare i bisogni degli altri e non erano sufficientemente impegnati a soddisfare i propri bisogni.

Ha anche osservato e verificato scientificamente i seguenti avvenimenti:

  • i pazienti che erano più emotivamente espressivi avevano tumori più “lenti”, nel senso che il processo di divisione cellulare tumorale era rallentato, nonché un numero molto più alto di linfociti, ossia le cellule immunitarie che attaccavano il tumore;
  • i pazienti che erano meno espressivi dal punto di vista emotivo avevano un tumore “galoppante”, con maggiori divisioni cellulari tumorali ed un numero decisamente inferiore di linfociti che combattevano il tumore.
Evitamento del senso di colpa e della vergogna

Chiaramente volendo evitare di creare una situazione in cui i malati di cancro si auto-colpevolizzano , la Temoshok ha dedicato un intero capitolo del suo libro spiegando come l'uso di una “auto-coscienza compassionevole del comportamento di Tipo C” può aiutare i pazienti a superare il senso di colpa o il comportamento da vittima.

Quelli con modelli di comportamenti di tipo C sono notoriamente inclini al senso di colpa e all'autolesionismo.

La conoscenza è potere! Pertanto, usare queste informazioni per spostare i modelli di comportamento autodistruttivo può fare la differenza nella sopravvivenza di alcune persone.

Molti di noi usano meccanismi di coping che abbiamo sviluppato durante l'infanzia per sopravvivere agli inevitabili traumi della vita; riconoscere dove questi schemi non ci servono più, perchè in realtà ci feriscono, è il primo passo verso una trasformazione in positivo.

Ho anche imparato che il comportamento di Tipo C inizia involontariamente e persiste senza una volizione cosciente. Nessuno può essere incolpato dei fattori mente-corpo che entrano in gioco quando è presente un cancro, perchè nessuno sviluppa intenzionalmente un modello di comportamento incline al cancro. Inoltre, senza la conoscenza del collegamento Cancro/Tipo C, come si potrebbe capire che il suo comportamento potrebbe avere un impatto sul sistema immunitario di difesa del cancro a livello molecolare?”

All'inizio della mia ricerca mi sono resa conto che il comportamento di Tipo C era stato il miglior tentativo della persona per far fronte al dolore, lo stress, l'umiliazione ed i bisogni insoddisfatti della prima infanzia. Più tardi nella vita, questo metodo di coping aveva delle responsabilità, sia fisiche che mentali, e la persona poteva acquisire consapevolezza e cambiare, al fine di condurre un'esistenza più sana e più significativa. Il comportamento di tipo C è associato non solo al cancro ma a molte altre malattie causate dalla disfunzione immunitaria”.

La repressione della rabbia è comune nei pazienti con cancro

La Temoshok è stata la prima a sottolineare che la repressione dell'emozione della rabbia si pone come meccanismo primario di difesa psicologica nei malati di cancro.

Sta attenta a spiegare la differenza tra repressione (inconscia e inconsapevole) e soppressione (consapevolezza della rabbia e scelta di non esprimerla), che in genere non è così distruttiva per il sistema immunitario.

Esiste una sana espressione della rabbia?

A tal proposito la Temoshok cita l'autore e insegnante Stephen Levine nel descrivere la rabbia sana come “la qualità di una riluttanza a permettere alla cose di rimanere come sono”.

Visto in questo modo, la rabbia può essere usata come una forza diretta e positiva nella propria vita, come un agente di cambiamento costruttivo interno ed esterno - e dovrebbe essere espressa e rilasciata in modo appropriato.

Questo tipo di rabbia sana non deve essere confusa con il risentimento, che può insidiarsi sotto la superficie per lunghi periodi di tempo e, letteralmente, “mangiarci vivi”.

A tal proposito avvia poi una riflessione sul perdono:

Inoltre, dobbiamo valutare il contributo che fattori come il perdono possono avere sulla salute - sia a livello generale che per quelli già afflitti da condizioni gravi e croniche potenzialmente letali”.

Alcune persone avranno bisogno di tempo per elaborare ed esprimere vecchie angosce e risentimenti, mentre altri, come Greg Anderson sostiene, saranno in grado di passare direttamente al perdono e al rilascio.

Come i modelli di comportamento di tipo C contribuiscono al cancro

Temoshok dedica una parte del suo libro, pubblicato nel 1993, ad una discussione sulla scienza mente-corpo volta ad indagare le modalità con cui la mente, le emozioni ed il corpo interagiscono a livello fisiologico co-partecipando all'insorgenza della malattia.

Nota che:

Le risposte cominciano ad essere comprese, sulla scia di una vera e propria rivoluzione scientifica nello studio della psiche e del soma”.

Candace Pert, nel suo libro rivoluzionario, “Molecules of emotion”, pubblicato quattro anni dopo, nel 1997, dimostra scientificamente e drammaticamente per la prima volta il complesso sistema neuropeptidico ed il processo mediante il quale le nostre emozioni creano un reale cambiamento fisiologico nelle nostre cellule e negli organi. Questi cambiamenti possono essere limitanti o promotori dello stato di salute.

Tutta la nostra visione della salute e della malattia sta subendo un cambiamento sismico. La più forte ondata di cambiamento è il riconoscimento che le relazioni mente-corpo possono avere un profondo effetto sul nostro stato di salute o malattia. Una nuova scienza, la Psico-neuro-immunologia, traccia un labirinto di connessioni mente-corpo che coinvolgono le strutture cerebrali, i messaggeri chimici e le cellule immunitarie. I ricercatori in questo campo giovane stanno scoprendo che il modo in cui pensiamo e sentiamo altera la forza del nostro sistema immunitaria, la rete di difesa del corpo contro le malattie”.

Questo è potenziare le informazioni perchè significa che possiamo capire quali comportamenti e schemi radicati possiamo iniziare a cambiare per rafforzare il nostro sistema immunitario e consentire così ai nostri corpi di prevenire organicamente la malattia o per aiutare noi stessi a guarire quando gli squilibri (malattie) sono già presenti.

Trasformare il comportamento di Tipo C per iniziare a guarire

All'interno del suo libro, la Temoshok delinea anche teorie e processi per modificare i modelli di comportamento di Tipo C.

Le basi del processo di trasformazione di Tipo C includono nove obiettivi specifici per i pazienti oncologici:

  • Sviluppare la consapevolezza dei propri bisogni;
  • Scoprire la propria guida interiore;
  • Riformulare le idee rispetto ai propri sentimenti;
  • Apprendere le capacità di espressione emotiva con medici, infermieri, amici e familiari;
  • Prendere in carico le cure mediche;
  • Ottenere il supporto sociale di cui si ha bisogno;
  • Proteggere i propri diritti legittimi;
  • Lavorare sulla disperazione;
  • Coltivare uno spirito combattivo.

Trovare il giusto aiuto professionale nel cambiare questi schemi equivale alla sopravvivenza in molti casi. È importante scoprire quale tipo di psicoterapia o altro approccio terapeutico funziona meglio.

Questi possono includere terapie supportive-espressive, ipnosi, meditazione, tecniche di bilanciamento energetico, terapie artistiche e musicali, biofeedback e via dicendo.

Il Dottor Lawrence Le Shan, uno dei principali psicoterapeuti oncologici, nonchè pioniere riconosciuto nel campo della Psico-neuro-immunologia, descrive questi stessi concetti nella seguente citazione.

Egli afferma che ognuno di noi deve sviluppare “una preoccupazione feroce e attenzione costante per tutte le parti di noi stessi in modo che nessuna parte del nostro essere sia lasciata fuori dalla porta a piagnucolare. Troppe persone si sentono sottovalutate o indegne. Quante volte abbiamo permesso ai messaggi della società o alle nostri voci interiori negative di scavalcare la verità del nostro essere?”.

Questo è l'inizio della Trasformazione di tipo C, ossia quello spostamento che consente di abbracciare tutte le parti di noi, comprese le nostre “ombre”, e scatenare la potenziale guarigione che insita in ognuno di noi.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro


 

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Tags: scuole di psicoterapia, negazione, Lydia Temoshok, Cancer-Prone Personality, Personalità di Tipo C, Comportamento di Tipo C, rabbia, senso di colpa, strategie di coping

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