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Come chiudere la relazione terapeutica?

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Quali sono gli elementi da considerare nella chiusura della relazione terapeutica? La chiusura può essere intesa come perdita e/o trasformazione?

chiudere relazione terapeuticaCome per tutte le relazioni, una relazione terapeutica ha un inizio e una fine.

 

La conclusione di una relazione terapeutica offre spesso un'opportunità per il terapeuta ed il cliente ad impegnarsi nel processo di terminazione, che può riguardare un'attenzione sul corso del trattamento, aiutando così il cliente a prevedere ed elaborare la chiusura.

Anche se riconosciuto come importante, il termine della terapia non ha ricevuto l'attenzione empirica che merita. Tuttavia, i risultati di alcuni studi offrono un certo sostegno per due prospettive teoriche sulla chiusura terapeutica.

La prima prospettiva, in cui la chiusura è intesa come perdita, è radicata nelle teorie psicodinamiche e descrive il termine della psicoterapia come una perdita significativa per il cliente e sottolinea l'importanza di lavorare su questa perdita.

La seconda prospettiva, in cui la chiusura è intesa come trasformazione, richiama l'attenzione sul tempo necessario per interiorizzare la crescita e trasformare la relazione terapeutica fornendo ai clienti nuove conoscenze relative a sé stessi e alla relazione terapeutica.

Rispetto a queste prospettive, un gruppo di ricercatori ha offerto un contributo rispetto all'importanza della relazione terapeutica durante la fase finale di essa.

Charles J. Gelso e Avantika Bathia hanno esaminato le percezioni dei terapeuti rispetto a tre elementi caratterizzanti la relazione terapeutica durante la fase di chiusura della terapia.

I tre elementi riguardano l'alleanza di lavoro, il rapporto reale ed il transfert.

Seguendo la definizione ampiamente usata da Bordin, l'alleanza di lavoro è stata concettualizzata in termini di legame di lavoro e accordo sui rispettivi compiti ed obiettivi tra il terapeuta ed il cliente.

Gelso ha definito il rapporto reale come legame personale tra terapeuta e cliente, caratterizzato dal grado in cui il terapeuta ed il cliente sono spontanei e genuini tra loro e si percepiscono reciprocamente in modo realistico.

Questa stessa definizione è stata utilizzata all'interno dello studio.

Il transfert è stato concettualizzato come esperienza del cliente e del terapeuta basata sulle esperienze passate del cliente e che coinvolge uno spostamento dei sentimenti, atteggiamenti e comportamenti radicati in precedenti relazioni significative sul terapeuta.

Rispetto alle domande che hanno guidato la ricerca, Gelso e Baita si sono chiesti:

dal punto di vista del terapeuta, quanto tempo è trascorso nella fase di chiusura? In che modo le percezioni terapeutiche dell'alleanza di lavoro, della relazione reale e del transfert, durante la fase di chiusura, si riferiscono al successo complessivo del trattamento? Come il terapeuta percepisce la sensibilità del cliente alla perdita associata al transfert durante la fase di chiusura?”

Il campione della ricerca era costituito da 233 terapeuti di vari orientamenti teorici con rispettiva licenza negli Stati Uniti.

I terapeuti che hanno partecipato allo studio hanno individuato una fase di chiusura del trattamento nel loro lavoro con un cliente.

La fase di chiusura è stata definita come “ultima fase di consulenza, durante la quale il terapeuta ed il cliente lavorano consapevolmente od inconsapevolmente per portare a termine il trattamento”.

Così, all'inizio, i risultati e le implicazioni dello studio non riguardano le chiusure terapeutiche che si verificano senza avviso e/o abbandono da parte del cliente.

I principali risultati dello studio e le raccomandazioni per la pratica clinica verranno discussi in seguito.

I terapeuti hanno riportato il numero di sessioni che si sono rivelate necessarie per la fase di chiusura, nonché il numero totale di sessioni incluse nel trattamento.

I risultati hanno indicato che la percentuale di tempo trascorso per la chiusura era circa del 17% rispetto al numero totale di sessioni.

L'esame dei punteggi dei terapeuti rispetto alla valutazione della fase di chiusura e dell'esito complessivo del trattamento ha rivelato che il successo della fase di chiusura è correlato al successo del trattamento complessivo in misura moderata (r=30, p< .01).

Le valutazioni del terapeuta sull'alleanza di lavoro ed il rapporto reale durante la fase di chiusura correla positivamente con la fase di chiusura e l'esito complessivo del trattamento.

In un modello di regressione con elementi inerenti la relazione terapeutica esaminati insieme, solo l'alleanza di lavoro ha significativamente predetto l'esito complessivo del trattamento, evidenziando il suo contributo unico al risultato complessivo del trattamento.

Le valutazioni terapeutiche del transfert, sia positivo che negativo, sono stati associati positivamente alle valutazioni del terapeuta rispetto alla sensibilità percepita del cliente alla perdita.

Come possono quindi tali risultati acquisire importanza per il lavoro terapeutico?

I suggerimenti che seguiranno non sono direttive dirette, ma si basano sulle possibili interpretazioni dei risultati di questo studio, così come sulle impressioni cliniche nel lavoro terapeutico.

Innanzitutto è bene non affrettare la chiusura: secondo i terapeuti coinvolti, la percentuale media del tempo trascorso per porre fine al trattamento è pari al 17% rispetto al numero totale di sessioni.

Forse questo numero può fornire una stima approssimativa del tempo da spendere per portare a termine il trattamento, anche se è necessaria una ricerca in questo ambito.

Efficacia della fase di chiusura: dalla visione del terapeuta, una fase finale di successo è legata ad un migliore risultato complessivo del trattamento, anche se la fase di chiusura deve essere distinta dal trattamento complessivo.

Questo risultato è in linea con quanto suggerito da Joyce, Piper, Ogrdniczuk e Klien, i quali sostengono che i risultati della fase di chiusura differiscono dai risultati complessivi.

Nel trattamento, quindi, sembra che il terapeuta abbia un valore che tende all'esperienza del cliente nella fase finale, mediante un'analisi della soddisfazione del cliente e una riflessione sul lavoro terapeutico svolto durante la fase di chiusura.

Rispetto all'alleanza di lavoro, i terapeuti rivelano che questa sia particolarmente importante nella fase finale della terapia.

Alla luce di questa constatazione, sembra utile rivedere l'alleanza e portarla all'avanguardia nel lavoro terapeutico durante la fase di chiusura.

Ad esempio, consolidando e discutendo gli obiettivi del trattamento, e favorendo così un processo di chiusura condiviso.

La forza del legame personale tra terapeuta e cliente durante questa fase è importante per il raggiungimento di buoni risultati.

Pertanto sarebbe utile che i terapeuti riflettano sulla forza di tale rapporto ponendosi anche delle domande: c'è un rapporto reale e personale tra il cliente e me, oltre un rapporto professionale? Sono in grado di capire ed esprimere ciò che sento veramente sul mio cliente? Il mio cliente sembra condividere materiale vulnerabile con me?

Queste sono solo alcuni esempi di domande che potrebbero fornire una visione della forza della relazione reale.

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Rispetto al transfert, data la relazione positiva tra la sensibilità del cliente percepita rispetto alla perdita ed il transfert, appare utile per i terapeuti essere particolarmente attenti al transfert durate la fase di chiusura, nel contesto delle precedenti esperienze di perdita del cliente.

Come questo viene affrontato nel lavoro terapeutico dipende spesso dall'orientamento teorico ma, sembra che i clienti possono esperire sentimenti verso i terapeuti alla fine del trattamento a seguito di precedenti perdite.

Questi sentimenti sembrano essere positivi e negativi, almeno agli occhi del terapeuta, ma non necessariamente correlati a risultati negativi.

La tendenza al transfert, sia positivo che negativo, rappresenterebbe pertanto un'area significativa del lavoro terapeutico durante la fine del trattamento.

Per concludere, la chiusura del trattamento offre un'occasione unica per riflettere sulla fine della relazione e per elaborare la fine rispetto a perdite precedenti.

Le implicazioni chiave per i terapeuti riguardano l'alleanza di lavoro, il rapporto reale con il cliente ed il transfert durante la fase finale, nonchè la valutazione dell'efficacia di tale chiusura in relazione al lavoro terapeutico complessivo.

 

Tratto da “Scienceforpsychotherapy”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 


 

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Tags: scuole di psicoterapia, paziente, terapeuta, perdita, relazione terapeutica, trasformazione

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