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Come le coppie affrontano la perdita del proprio figlio

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All'interno dle presente articolo, la Dottoressa Marilyn Mendoza, docente di psichiatria al dipartimento della Tulane University Medical Center, illustrerà come le coppie affrontano la perdita del proprio figlio.

come le coppie affrontano la perdita del proprio figlioQuando incontrò Ann e David, i cui nomi sono di fantasia, il loro figlio era in coma, e stava per morire dopo un intervento cardiochirurgico fallito.

Quando entrò nel reparto, Ann piangeva appoggiata al letto del figlio, mentre David era in un'altra parte della stanza, aveva la testa chinata e stava giocando sul suo cellulare.

Fissò a lungo la Dottoressa e poi tornò nuovamente a giocare al cellulare; l'unica volta in cui la Dottoressa lo vide senza telefono fu al funerale del figlio.

David tornò a lavoro il giorno dopo il funerale; secondo quanto racconta Ann, erano diversi anni che concentrava la maggior parte della sua attenzione ai giochi online.

Osservando questa situazione, alcuni potrebbero supporre che David non si preoccupasse di quello che stava succedendo, che non amasse il figlio o che non stava sperimentando il dolore.

Pensare questo, però, sarebbe tremendamente sbagliato perchè David era altrettanto impegnato come Ann, ma si occupava del suo dolore in un modo diverso.

Queste dinamiche, secondo la Dottoressa Mendoza, non sono poi così insolite per le coppie che perdono i propri figli.

Dato che i cervelli maschili e femminili sono anatomicamente e funzionalmente diversi, non sorprende che abbiamo diversi modi di comportarsi, gestire le emozioni, ed elaborare le informazioni.

Queste differenze sono forse più evidenti nei momenti di dolore; oltre alle differenze biologiche, ci sono altri fattori che aiutano a determinare come si vive ed esperisce il dolore, come ad esempio le esperienze passate rispetto al lutto, gli stili familiari, le norme sociali e così via.

Mentre non esiste un modo prestabilito di piangere in base al sesso di appartenenza, ci sono alcuni comportamenti che sono più tipicamente associati agli uomini.

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Anche se la cultura sta cambiando, la maggior parte degli uomini sono stati spesso costretti a non mostrare le loro emozioni; sentono di dover essere quelli “forti” dopo una morte.

Essi considerano il loro ruolo come quelli che devono risolvere il problema e non manifestare di poterne avere alcuno; il custode a cui appoggiarsi e che sostiene.

Le donne sono invece tenute a gridare apertamente il proprio dolore e manifestarlo, mentre gli uomini credono che sia preferibile nascondere i propri sentimenti.

Il loro lutto si trasforma così in un'esperienza privata e solitaria; possono piangere sotto la doccia, quando escono in macchina o vanno a passeggiare con il cane.

Tuttavia, raramente grideranno o manifesteranno il dolore dinnanzi ad altre persone, nemmeno con gli amici maschi più stretti.

Gli uomini hanno inoltre più probabilità di esprimere la tristezza attraverso la rabbia, tendono a rientrare al lavoro il prima possibile, cercano di tenersi occupati e perdersi in qualche attività come la riproduzione di videogiochi o la realizzazione di qualcosa di fisico.

Essere attivi è una parte importante con cui gli uomini tentano di fronteggiare un determinato evento.

Poiché non esiste un modo giusto o sbagliato di soffrire, questi diversi stili diventano un problema quando un partner pensa che l'altro non stia soffrendo come dovrebbe.

Questo si manifesta spesso in coppie in cui un partner, solitamente la moglie, esprime apertamente il suo dolore mentre il marito non lo fa; questo malinteso spesso può portare ad un maggiore sofferenza quando l'altro viene percepito come freddo e distaccato.

In questi casi, l'uomo può iniziare a risentirsi e ad essere nervoso perchè vede la moglie che piange continuamente e si lamenta, e non lo lascia libero di vivere il dolore a modo suo.

Un'altra denuncia comune della moglie è che lui non le parla quasi mai della morte del figlio, e che cerca di trascorrere del tempo lontano da lei.

Tuttavia, il fatto di non poter o voler piangere dinnanzi a lei, lo portano a sentirsi impotente e più emotivo, facendo così scaturire la necessità di distanziarsi.

Un'altra differenza che si presenta in questo momento è il modo in cui gli uomini e le donne si sentono rispetto al sesso e l'intimità; la perdita di interesse in tali contesti non è rara quando i genitori stanno vivendo la perdita del proprio figlio.

Le donne possono non avvertire, quasi completamente, la necessità di un contatto fisico, mentre l'uomo non può. Le coppie devono quindi lavorare insieme per ristabilire questa parte della loro vita.

Fino ad allora, è importante per la coppia mantenere un certo grado di tenerezza e affetto fino a quando entrambi non saranno pronti a rientrare in intimità.

Pertanto, non è come si vive il dolore la questione; quello che è importante è capire che ci sono queste differenze che devono essere comprese e accettate.

La comunicazione è la chiave; affrontare una perdita è sicuramente una prova molto dura, e i conflitti di coppia facilmente si manifestano. Bisogna pertanto trovare un luogo sicuro e dei modi più funzionali di esprimere il proprio dolore.

Aiutare gli uomini e le donne a imparare a capire ed accettare il modo in cui gli altri vivono il proprio dolore è sicuramente fondamentale per sostenerli in un momento così delicato, non solo della loro vita, ma anche del loro rapporto.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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Tags: scuole di psicoterapia, lutto., dolore, Dottoressa Giorgia Lauro, perdita del proprio figlio, elaborazione del dolore, differenze di genere, coppie che perdono i figli, differenze biologiche

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