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Complesso di Edipo: mito o realtà?

Lo psicologo Lawrence Josephs ed i suoi colleghi hanno provato a studiare il Complesso di Edipo in laboratorio. I ricercatori hanno ipotizzato che stimolare le persone a pensare alla “scena primaria” avrebbe scatenato emozioni simili a quelle di un'infedeltà coniugale.

Complesso di Edipo mito o realtaSigmund Freud è una figura controversa nella storia della psicologia e forse nessuna delle sue idee è più controversa della sua teoria sul complesso di Edipo.

Freud credeva che gli esseri umani fossero sessuali fin dalla nascita, nel senso che esperienze sensuali estremamente piacevoli, come carezze, coccole e baci, fossero essenziali per il normale sviluppo nell'infanzia.

Freud credeva anche che i bambini in età prescolare fossero naturalmente incuriositi dalla sessualità, compresa la questione “da dove vengono i bambini”.

Durante questo periodo, ha affermato, i bambini sviluppano fantasie sessuali che coinvolgono il genitore del sesso opposto.

Ma temono anche la rabbia del genitore dello stesso sesso, e così imparano a reprimere i loro desideri incestuosi.

Questo, quindi, dà vita alla formazione più concreta del Super-io del bambino, inteso come una versione della coscienza o senso della moralità.

Durante il periodo in cui i bambini si trovano nella fase del complesso di Edipo, secondo la teoria, un'esperienza che per loro si pone come particolarmente traumatizzante è quella di assistere alla “scena primaria” - il termine che Freud ha utilizzato per descrivere la situazione in cui il bambino vede i genitori impegnati in un rapporto sessuale.

Non è l'osservazione di un atto sessuale di per sé dannoso per il bambino; piuttosto, questi bambini sperimentano la scena primaria come un atto di infedeltà sessuale.

Sebbene i ricordi legati al complesso di Edipo siano repressi, i loro effetti influenzano presumibilmente gli atteggiamenti sessuali in età adulta.

È questo aspetto della teoria di Freud che lo psicologo Lawrence Josephs ed i suoi colleghi hanno provato a studiare in laboratorio.

I ricercatori hanno ipotizzato che convincere le persone a pensare alla scena primaria avrebbe scatenato emozioni simili a quelle di un'infedeltà coniugale.

Nell'esperimento, i partecipanti sono stati prima separati in base al sesso, quindi all'interno di ciascun genere sono stati divisi in tre condizioni.

I partecipanti di ciascun gruppo hanno letto una breve storia su un personaggio del loro sesso: Jack per gli uomini e Jill per le donne.

Nella condizione del “perdente edipico”, Jack/Jill è un bambino di sei anni che si trova davanti ad una situazione in cui i genitori stanno facendo l'amore.

Nella condizione di “tradimento coniugale”, Jack/Jill è un adulto che vede il suo/sua partner fare sesso con un'altra persona.

Nella condizione di controllo, Jack/Jill è uno studente universitario che si reca a mensa con i suoi compagni per fare colazione.

A tutti i partecipanti sono stati inviati successivamente dei questionari per valutare il loro atteggiamento nei confronti della pornografia.

Nella condizione di controllo, i maschi hanno espresso opinioni molto più positive rispetto alle femmine, proprio come hanno dimostrato altre ricerche.

Tuttavia, nelle condizioni di “perdente edipico” e “tradimento coniugale”, l'atteggiamento maschile nei confronti di questi argomenti è sceso agli stessi livelli delle donne.

Forse non sorprende che gli uomini si sentirebbero meno favorevoli nei confronti della pornografia dopo aver pensato ad un tradimento coniugale, dal momento che molte persone considerano l'uso del porno all'interno di una relazione come forma di infedeltà.

È meno chiaro perchè pensare alla scena primaria produca lo stesso effetto. Potrebbe essere che immaginare i propri genitori durante l'atto sessuale sia semplicemente una situazione sessuale che richiama emozioni di disgusto.

Tuttavia, i dati sono ancora coerenti con la teoria edipica, che tratta la scena primaria come un esempio di infedeltà.

In un esperimento di follow-up dello stesso progetto, ai partecipanti è stato chiesto di svolgere un compito di completamento delle parole.

Cioè, sono state date le prime poche lettere di una parola e le restanti sostituite con spazi vuoti.

Dal momento che ci sono più modi di completare le parole, le risposte sono interpretate come un qualcosa a cui la persona sta attualmente pensando o da cui è influenzato in base alla propria storia di vita.

Ad esempio, data la radice della parole SWE--, le persone che hanno letto una storia sui biscotti o sulla cucina, probabilmente risponderanno Sweet (dolce), mentre quelle che hanno una storia di allenamento in palestra probabilmente completeranno la parola come Sweat (sudore).

Quando i partecipanti - sia maschi che femmine - hanno letto la storia sul tradimento coniugale, molti di loro hanno completato le parole con termini sessuali dispregiativi, a differenza del gruppo di controllo, che fornivano principalmente parole senza connotazioni sessuali.

Ancora una volta, questa scoperta non è sorprendente. Ancora più degno di nota è stato il fatto che la storia sulla scena primaria suscitava termini sessualmente più dispregiativi di quanto non fosse la condizione di tradimento coniugale.

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Il fattore di “disgusto” esposto sopra può quindi spiegare la presenza di atteggiamenti sessuali conservatori ma non come reazione all'aumento di pensieri sessuali dispregiativi dopo aver letto la storia sulla scena primaria.

In realtà, questa scoperta è esattamente ciò che Freud aveva previsto. Non solo i bambini interpretano la scena primaria come un atto di infedeltà, ma è anche particolarmente traumatizzante perchè il genitore del sesso opposto è il loro primo amore, e quindi l'infedeltà è particolarmente dolorosa.

Per esplorare ulteriormente l'idea che la scena primaria sia interpretata come un'infedeltà sessuale, i ricercatori hanno condotto un altro esperimento parallelo ai due precedenti.

La condizione di controllo era la stessa - andare a fare colazione con i propri amici -, ma le altre due erano le seguenti.

Nella condizione del “vincitore edipico”, Jack/Jill di sei anni entra nella camera da letto dei genitori mentre stanno dormendo, si arrampica sul letto e si accosta al genitore del sesso opposto mentre spinge il genitore dello stesso sesso dall'altra parte.

Nella condizione di “caccia al compagno”, Jack/Jill è un adulto che entra nell'ufficio di un collega sposato ma attraente ed intraprende un rapporto sessuale con lui/lei.

Dopo aver letto la storia, i partecipanti hanno risposto ad un questionario per valutare il loro atteggiamento nei confronti dell'infedeltà.

Non vi era alcuna differenza negli atteggiamenti per i maschi tra il gruppo di controllo e la condizione “caccia al compagno”, ed i loro atteggiamenti erano già abbastanza liberali.

Al contrario, le donne hanno espresso atteggiamenti molto più positivi quando sono state incoraggiate a pensare di impegnarsi in un “affare clandestino” in ufficio.

Mentre le persone condannano l'infedeltà negli altri e sono ferite dal tradimento coniugale, giustificano le loro scappatelle extraconiugali.

Più notevoli di tutti erano i dati della condizione del “vincitore edipico”. Sia gli uomini che le donne hanno espresso atteggiamenti sessuali molto più liberali dopo essere stati spinti a pensare di segnare una vittoria edipica.

Ancora una volta, questa scoperta è completamente coerente con la teoria Freudiana. Sebbene gli esperimenti riportati forniscano supporto per la teoria edipica, i ricercatori sono ancora cauti.

Freud riteneva che il complesso di Edipo fosse un'esperienza universale della prima infanzia. Tuttavia, i ricercatori sottolineano anche che il segreto sessuale non è un aspetto universale del comportamento umano.

In Occidente, i genitori nascondo il sesso dai propri figli per paura che osservare atti sessuali o persino acquisire qualsiasi tipo di conoscenza sessuale prima della pubertà possa essere psicologicamente dannoso.

Ma in molte culture di tutto il mondo, il sonno comune è la norma, quindi i bambini hanno diverse opportunità di osservare i loro genitori fare sesso. Inoltre, i bambini che crescono nelle fattorie - ossia la stragrande maggioranza fino a poco tempo fa - avevano molte opportunità di osservare gli animali durante il sesso, così come il parto.

In altre parole, questi bambini capiscono i meccanismi del sesso molto prima di diventare sessualmente attivi.

Freud credeva che la scena primaria traumatizzasse i bambini piccoli. Tuttavia, i dati interculturali smentiscono questa nozione.

Ciò che è veramente importante è come i genitori rispondono quando i loro figli li colgono in flagrante.

Quando questo avviene i bambini imparano o che il sesso è un atto naturale tra partner amorevoli, o che è cattivo, sporco e qualcosa di cui vergognarsi.

Il complesso di Edipo di Freud potrebbe quindi non essere universale, come da lui proposto. Ma l'idea sembra incapsulare gli atteggiamenti conflittuali sul sesso che ancora è fortemente presente nella società occidentale.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

Josephs, L., Katzander, N., & Goncharova, A. (2018). Imagining parental sexuality: The experimental study of Freud’s primal scene. Psychoanalytic Psychology, 35, 106-114.

 

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Tags: scuole di psicoterapia, psicoanalisi, Sigmund Freud, Complesso di Edipo, mito o realtà, sessualità infantile, esperimento, scena primaria, sviluppo psicosessuale

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