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Cyberspazio: tra limiti e possibilità

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Il cyberspazio può essere inteso come sistema dinamico in cui il generarsi di connessioni ha ripercussioni dirette sulla sfera esterna - società e spazio - e contestualmente su quella interna - Sè e mente - creando un dialogo costante che autoalimenta e autoinfluenza le due sfere.

cyberspazio e realtà virtualeIl progresso tecnologico e l'avvento di Internet degli ultimi decenni ha completamente reinventato le modalità con cui cerchiamo informazioni, l'intrattenimento e gestiamo i social media, nonché le nostre relazioni. Grazie alla presenza dello smartphone, l'accesso ad internet è sempre più a portata di mano, un gesto onnipresente che permea gran parte delle nostre azioni quotidiane.

Nel contesto delle neuroscienze, neuropsicologia, psichiatria e psicologia si cerca di indagare sempre di più quale sia l'impatto che l'uso di internet produce a livello cerebrale. La plasticità del cervello che consente il dispiegarsi del comportamento adattivo, della cognizione sociale, della tonalità emotiva con cui facciamo esperienza di cose, persone e situazioni risente sempre di più dell'onnipresenza tecnologica, al punto che gli scienziati cominciano a chiedersi quanto la tecnologia è in grado di raggiungere il cervello umano e cambiare le percezioni che abbiamo strutturato del mondo.

Quanto oggi l'identità online, nell'alternarsi dei diversi profili che si possiedono sui social media, corrisponde all'identità reale o, al contrario, quanto l'identità reale assume forme sempre più sfumate sui profili social?

Il cyberspazio diviene quindi arena in cui la ricerca di informazioni, i feedback istantanei, emozioni trasformate in emoji ed emoticon consentono all'utente di sperimentare una gamma diversa di sensazioni. Le persone si ritrovano ad utilizzare questo spazio per esplorare la loro identità, ruoli sociali e ambienti, grazie alle rappresentazioni virtuali di sé stessi o di ciò che in letteratura prende il nome di “avatar” digitale (Przybylski et al., 2012; Slater et al., 2010).

In termini di salute mentale, i nuovi modelli comportamentali promossi dall'utilizzo spesso spasmodico di Internet influenzano gli aspetti cognitivi, percettivi e soggettivi, creando un divario tra la nostra identità pubblica e privata. Se è pur vero che tali modelli possono oscillare tra poli positivi e negativi, determinando effetti similari, allo stesso tempo il mondo online, il cyberspazio e la realtà virtuale possono essere esplorati in modo diverso, per diversi scopi producendo conseguenze diverse.

Nel presente articolo si cercherà infatti di comprendere le caratteristiche del cyberspazio legate agli aspetti clinici e sanitari, la relazione tra cyberspazio e realtà virtuale (Virtual Reality, VR) come risorsa professionale in campo psicoterapeutico e, infine, l'utilizzo del cyberspazio come causa di psicopatologia.

Il cyberspazio

Il termine “Cyberspazio”, è una parola composta in cui l'origine del primo termine, “Cyber”, deriva dalla parola greca “Kybernetes” (κυβερνήτης) e che letteralmente significa “timoniere, pilota di una nave”. Allo stesso tempo, la radice “cyber” è anche correlata a “cyborg”, termine atto a descrivere un organismo bionico, un ibrido tra uomo e macchina, costituito da elementi artificiali, meccanici ed elettronici, in grado di comunicare con l'organismo umano. 

Il termine “Cyberspazio” è stato coniato per la prima volta nel 1982, da William Gibson e si riferisce a una realtà virtuale generata dal computer. Secondo Gybson, il cyberspazio è il nome di una realtà non spaziale, caratterizzata dalla capacità di presenza virtuale e interazione tra le persone attraverso lo strutturarsi di “icone e realtà artificiali”. Il cyberspazio è quindi da intendersi come sistema dinamico in cui il generarsi di connessioni ha ripercussioni dirette sulla sfera esterna (società e spazio) e contestualmente su quella interna (Sè e mente), creando un dialogo costante che autoalimenta e autoinfluenza le due sfere.

 

Articolo tratto da Società Italiana di Psicologia Online (SIPSIOL) - Procedi nella lettura dell'articolo

 

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