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Disabilità e ricerca dell'intimità

La più grande sfida che le persone con disabilità affrontano quando si tratta di intimità riguarda le convinzioni promosse dalla società sulla sessualità e le relazioni sessuali; nozioni come “perchè qualcuno dovrebbe scegliere di stare con qualcuno disabile quando potrebbe avere una persona non disabile?”

disabilità e ricerca dell intimità Da adolescente, Danielle Sheypuk, psicologa americana e avvocato per persone con disabilità, si è sentita colpita quando i parenti hanno chiesto a sua sorella minore: “allora, stai uscendo con qualcuno? Chi è il tuo ragazzo?”.

Nessuno aveva mai posto a Danielle quelle domande, perchè era su una sedia a rotelle a causa dell'atrofia muscolare spinale di tipo 2.

Il messaggio implicito era chiaro: “incontri e relazioni non erano contemplati per qualcuno come me”, ricorda.

Oggi, la Sheypuk è una psicologa che lavora nel suo studio privato a New York specializzata nel trattamento della disabilità e problemi di intimità. Circa la metà dei suoi clienti ha infatti una disabilità.

Parlano con lei delle loro relazioni e dei problemi legati alla sessualità, compreso quanto sia difficile incontrare persone e affrontare commenti invasivi del tipo “puoi fare sesso?”, o “quando non hai la tua sedia a rotelle, ti senti impotente?”.

In questo senso, cercano di sottolineare gli ostacoli pratici legati all'essere una persona disabile. In questi casi, attraverso la guida dello psicoterapeuta cercano di apprendere come calmare le voci interiori che hanno interiorizzato sulla loro inadeguatezza come partner sessuali.

Lo stigma ed i malintesi sono numerosi, profondi e dolorosi”, afferma la Sheypuk.

Le persone con disabilità ricevono il messaggio: “poichè il tuo corpo è così diverso, sarà difficile trovare qualcuno che 'guardi oltre quei problemi' e ti veda per quello che sei veramente”.

Di conseguenza, dice la Sheypuk, molti dei suoi clienti – che sono fiduciosi in altre aree della vita - hanno un'autostima che è quasi inesistente quando si tratta di relazioni e sessualità.

Fronteggiare gli stereotipi

La più grande sfida che le persone con disabilità affrontano quando si tratta di intimità sono le convinzioni della società sulla sessualità e le relazioni sessuali, nozioni come “perchè qualcuno dovrebbe scegliere di stare con qualcuno disabile quando potrebbe avere una persona non disabile?”, afferma Linda Monda, psicologa con disabilità che pratica presso il Long Beach Healthcare System.

La ricerca documenta la presenza di questi stereotipi. Michelle R.Nario-Redmon, professoressa di psicologia presso l'Hiram College in Ohio, ha intervistato 50 persone con disabilità e 47 persone senza disabilità riguardo agli stereotipi legati alla disabilità.

Entrambi i gruppi condividevano la stessa visione: le persone con disabilità sono asessuate e poco attraenti.

Un altro studio condotto dal ricercatore dell'Università di Alberta, Shaniff Esmail, ha intervistato 32 persone, tra cui fornitori di servizi, persone con disabilità visibili ed invisibili ed il pubblico in generale sul loro atteggiamento nei confronti della sessualità e della disabilità.

Ancora una volta, l'opinione prevalente era che le persone con disabilità fossero asessuate. A volte la stigmatizzazione nei confronti delle persone con disabilità può essere sottilmente espressa, dice Erin Andrews, psicologa e supervisore del Central Texas Veterans Health Care System, con un'amputazione dell'arto, madre di due figli e sposata con una persona non disabile.

Lo trova frustrante quando la gente commenta con elogi il marito per averla sposata. Le persone solitamente gli dicono “sei un brav'uomo, sei meraviglioso”.

L'implicazione è che “è un eroe o persona da ammirare perchè è disposto a mettere da parte gli standard tradizionali di bellezza e sessualità per stare con me. È quasi un tabù ammettere che le persone con disabilità possono essere sessualmente attraenti”.

Questi atteggiamenti possono minare la vita delle persone con disabilità in molti modi, risultando non solo in una minore autostima e soddisfazione sessuale, ma anche in un minore accesso alle informazioni mediche e all'assistenza sanitaria sessuale, così come a maggiori difficoltà nel trovare partner e nell'avvio di famiglie.

E contrariamente agli stereotipi, la ricerca mostra che le persone con disabilità hanno gli stessi livelli di desiderio sessuale delle persone senza disabilità e molti hanno relazioni sessuali positive.

Tuttavia, a seconda di quando si è verificata la disabilità e di quanto sia grave, alcuni hanno meno rapporti sessuali e più insoddisfazione sessuale.

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Uno studio condotto dalla School of Psychology della Dearkin University in Australia, ha scoperto che le persone con disabilità che avevano sperimentano la loro disabilità più a lungo avevano sensazioni significativamente più positive sulla loro sessualità.

Trovare un partner

Certo, per alcune persone con disabilità, trovare un partner è la prima sfida. “Ciò che la maggior parte delle persone desidera è una relazione”, afferma Sigmund Hough, terapeuta sessuale e neuropsicologa clinica per la riabilitazione presso il Servizio per lesioni del Midollo Spinale a Boston.

Quando questa tipologia di utenti richiede una consulenza, non chiedono mai informazioni sul sesso. Quello che stanno cercando è una connessione significativa con un'altra persona.

Oggigiorno, molte persone cercano queste connessioni online. 

"La tecnologia ha notevolmente migliorato la vita delle persone con disabilità in molti modi”, dice la Sheypuk.

Non solo possono effettuare una consulenza online, ma gli incontri online aiutano le persone a connettersi più facilmente rispetto al passato.

Questo facilità di accesso, tuttavia, comporta degli svantaggi, come decidere quando e come divulgare una disabilità, soprattutto se è invisibile.

Cercare di capire come si parla di disabilità nelle fasi iniziali di incontri e appuntamenti è complicato”, afferma Mona.

Lo rivelate o no? Se rivelato, qualcuno vi contatterà ancora? Se non lo rivelate fino a quando non vedete qualcuno e poi 'oh, a proposito sono su una sedia a rotelle', questo non è sempre il migliore modo per iniziare”.

Una volta stabilita una connessione online, un altro ostacolo riguarda l'organizzazione del trasporto e l'incontro di persone, che, a seconda della disabilità e di dove si vive, può presentare diverse sfide, sottolinea la Hough.

La sicurezza è una preoccupazione aggiuntiva, dato che le persone con disabilità sono ad alto rischio di violenza sessuale, abuso fisico e sono potenzialmente più vulnerabili.

La Sheypuk aiuta i clienti ad escogitare piani di emergenza, come avere un assistente domestico in un'altra stanza. Le persone non eterosessuali con disabilità hanno ulteriori preoccupazioni riguardo alla sessualità.

Una review condotta da alcuni psicologi californiani sottolinea che le persone lesbiche, gay o bisessuali sono una “doppia minoranza”, vivendo un'altra serie di stigma in aggiunti a quelli legati alla disabilità.

Uno studio condotto su una “Minoranza sessuale” di donne, guidate da Michele Eliason, dottore di ricerca presso l'Università di San Francisco, ha riscontrato una qualità della vita peggiore rispetto ai coetanei minorenni non disabili, con maggiori disturbi di ansia e stress, oltre a più esperienze di discriminazione.

Il blogger e consulente per i diritti dei disabili in Canada, Andrew Gurza, affetto da paralisi cerebrale, afferma come vi sia una mancanza di consapevolezza sulla disabilità nella comunità LGBTQ.

Le persone di questa comunità non sono abituate a vedere le persone con disabilità in generale, per non parlare del fatto che “qualcuno con una disabilità è in prima linea rispetto a ciò che possono desiderare sessualmente e intimamente”.

Una soluzione, dice, è che ci sia più discussione “sull'esperienza vissuta” di avere una disabilità - le sfide quotidiane, come organizzare il trasporto o l'aiuto di un assistente - che possono alleviare la paura dell'ignoto che le persone senza disabilità possono avere.

Dov'è il mio sesso?

Alla fine degli anni '90, Margaret Nosek, direttore del Center for Research on Women with Disabilities alla Baylor Medical School, ha intervistato 475 donne statunitensi con disabilità fisica e ha scoperto che il 41% riteneva di non avere informazioni adeguate su come la loro disabilità influenzava il loro comportamento sessuale.

Questi diversi modi di intendere e conoscere la sessualità possono implicare la necessità di ripensare le tradizionali scritture sessuali e di scartare l'idea del rapporto sessuale come l'unico modo per fare l'amore.

La più bella intimità che ho visto era tra due clienti che fisicamente non erano in grado di impegnarsi nel tipico rapporto eterosessuale; ma potevano guardarsi negli occhi con un livello di passione ed intimità che era al 100% più forte di quelle che si vede nelle coppie medie!”, afferma Alette Coble-Temple, docente di psicologia presso la John F. Kennedy University.

Mentre resta ancora molto da fare per educare le persone sulla sessualità e la disabilità, la consapevolezza è in crescita soprattutto perchè i giovani con disabilità utilizzano i social media per connettersi e diffondere informazioni.

L'obiettivo ultimo è quindi quello di educare le persone e responsabilizzarsi nell'avere atteggiamenti positivi verso la sessualità.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Rowen, T.S., Stein, S., & Tepper, M.,Sexual Health Care for People With Physical Disabilities, Journal of Sexual Medicine, 2015.
  • Holland-Hall, C., & Quint, E.H., 2017, Sexuality and Disability in Adolescents.

 

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