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Disturbo da stress post-traumatico complesso e disturbi alimentari

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Tra i segni clinici più caratteristici del disturbo da stress post-traumatico complesso vi è un'immagine di sé negativa e un'incapacità di fronteggiare forti sentimenti di rabbia o tristezza, meccanismo noto come “regolazione degli affetti”. A loro volta, questi gettano le basi per una probabile insorgenza di disturbo del comportamento alimentare.

disturbo da stress post traumatico complesso e disturbi alimentariEssendo un concetto relativamente nuovo e ancora scarsamente riconosciuto, sono poche le persone che ricevono una diagnosi di disturbo da stress post-traumatico complesso (Complex Post-Traumatic Stress Disorder, C-PTSD).

Di norma, una diagnosi di questo tipo arriva solo dopo che si è intrapreso un percorso di psicoterapia. Quando le persone sviluppano tale disturbo vengono indirizzate verso uno specialista o decidono di ricercare un aiuto per gestire uno dei suoi sintomi, inclusi episodi dissociativi, problemi relazionali e abuso di sostanze o alcool.

Uno dei problemi più comuni che portano alla scoperta di un disturbo da stress post-traumatico complesso è la presenza di un disturbo alimentare, tra cui anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata.

Nel presente articolo, la Dottoressa Fabiana Franco, Docente di Psicologia presso la George Waschington University, ha delineato alcuni dei motivi per cui il disturbo da stress post-traumatico complesso si manifesta spesso sotto forma di disturbo alimentare.

Il disturbo da stress post-traumatico complesso è simile al disturbo da stress post-traumatico ma, come suggerisce il nome, è più “complesso”.

Questa complessità si riferisce sia alla sua origine che ai suoi effetti. Tale psicopatologia è il risultato, non di un piccolo numero di eventi drammatici, ma piuttosto di una serie prolungata di eventi violenti, che si svolgono all'interno di una relazione asimmetrica, spesso durante l'infanzia per mano di un genitore.

Le persone affette da disturbo da stress post-traumatico complesso mostrano molti degli stessi sintomi delle vittime di disturbo da stress post-traumatico, ma soffrono di sintomi più profondi e complessi, tra cui ansia e depressione prolungate, spesso associati a disturbi di personalità e soprattutto al disturbo bipolare.

Forse, tra i segni più caratteristici di tale disturbo vi è un'immagine di sé negativa e un'incapacità di fronteggiare forti sentimenti di rabbia o tristezza, meccanismo noto come “regolazione degli affetti”.

In sintesi, i cluster di sintomi per il disturbo da stress post-traumatico complesso sono i seguenti:

Alterazioni nella regolazione degli affetti e degli impulsi;

  • cambiamenti nelle relazioni con gli altri;
  • sintomi somatici;
  • cambiamenti nel significato;
  • cambiamenti nella percezione di sé;
  • cambiamenti nell'attenzione e nella coscienza.

Vediamo adesso gli aspetti di comorbidità associati al disturbo da stress post-traumatico complesso.

La comorbidità con i disturbi del comportamento alimentare

La correlazione o comorbidità tra il disturbo da stress post-traumatico e disturbi alimentari è ben consolidata. Come con l'alcool e l'abuso di sostanze, la relazione sembra essere in gran parte correlata a una forma di comportamento “auto-medicante”.

Le persone che hanno vissuto esperienze traumatiche convivono spesso con un senso di impotenza, determinato dalla loro incapacità di impedire che l'incidente traumatico accada o di evitare di essere traumatizzati da esso.

L'atto di 'morire' volontariamente e coscientemente di fame o di impegnarsi in comportamenti di spurgo per cambiare la propria forma fisica è un metodo che la vittima usa per riaffermare il controllo sul proprio corpo.

Inoltre, mentre si impegna in queste forme estreme di comportamento, la vittima avverte un senso di sollievo da sentimenti di angoscia mentale non dissimili da quello che deriva dall'uso di droghe o alcool.

Forse, i sopravvissuti di eventi traumatici spesso passano da una forma di comportamento auto-medicante a un'altra, incluse dipendenze legate allo stile di vita come il gioco d'azzardo o il sesso, l'uso di sostanze, vari disturbi alimentari e persino l'autolesionismo.

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Con la presenza di un disturbo da stress post-traumatico complesso, il pericolo di cadere nei disturbi alimentari è ancora maggiore. Come accennato in precedenza, le persone che soffrono di tale psicopatologia hanno in genere difficoltà con la “regolazione degli affetti” o la gestione di forti emozioni.

La vita di tali soggetti è come un ottovolante emotivo con inneschi frequenti e spesso imprevedibili che lo portano a vivere emozioni estreme di rabbia o tristezza. La voglia di automedicarsi è, quindi, molto forte, e spesso non inibita dal “buon senso”.

Un altro fattore di rischio è che le persone con disturbo da stress post-traumatico complesso hanno quasi sempre difficoltà a formare relazioni intime come conseguenza di un abuso prolungato per mano di un caregiver.

Di norma, le persone che non hanno relazioni soddisfacenti hanno maggiori probabilità di cadere vittima di comportamenti autodistruttivi, sia perché non hanno il sostegno e l'assistenza reciproca di un partner, sia perché il dolore della solitudine stessa li spinge a cercare comportamenti auto-lenitivi.

Infine, la natura sessuale abusiva di molti casi di disturbo da stress post-traumatico complesso è anche un ulteriore fattore di rischio per i disturbi alimentari.

È ben documentato che le vittime di stupro e altre forme di abuso sessuale hanno maggiori probabilità di sviluppare disordini alimentari, sebbene le ragioni esatte di ciò non siano chiare.

In sintesi, le persone che soffrono di disturbo da stress post-traumatico complesso sono ad alto rischio di sviluppare disordini alimentari.

Quando una persona con disturbo da stress post-traumatico cerca un supporto psicologico per un disturbo alimentare o altro problema, di solito diventa chiaro molto rapidamente la presenza del disturbo post-traumatico.

Anche se non si ha familiarità con questo tipo di psicopatologia, di solito il clinico riesce a rendersi conto che i problemi riportati sono iniziati o peggiorati dopo l'identificazione di un evento traumatico.

Spesso avranno ricordi vividi di questo evento da cui faticano a fuggire, e anche quando il loro ricordo dell'evento è parziale o oscurato, sono quasi sempre consapevoli che l'evento è successo.

Al contrario, il disturbo da stress post-traumatico complesso è spesso caratterizzato da assenza di memorie.

Le persone che intraprendono la psicoterapia spesso dimenticano interi pezzi della loro infanzia e sono molto resistenti all'idea che i loro problemi siano legati a traumi infantili.

Sfortunatamente, è frequente il caso che le persone affette da disturbo post-traumatico complesso passino dalla psicoterapia per un sintomo o una sindrome a un'altra psicoterapia prima che venga suggerito qualsiasi legame alla propria infanzia.

Gli psicoterapeuti che lavorano con pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare dovrebbero quindi andare anche alla ricerca di eventuali segni del disturbo da stress post-traumatico complesso.

Dal momento che, coloro che soffrono di tale psicopatologia in genere non riferiscono o non sono consapevoli dei ricordi traumatici, c'è bisogno di un approfondimento della loro infanzia.

Oltre a essere attenti ai ricordi traumatici, psicologi e psicoterapeuti dovrebbero essere attenti all'assenza di ricordi o a una riluttanza inspiegabile da parte della persona in terapia a discutere della propria infanzia.

Ovviamente, ciò va contro la tendenza generale della psicoterapia negli ultimi decenni, che è stata quella di concentrarsi sul “qui e ora” e di evitare le esplorazioni del passato a favore di una terapia sintetica focalizzata sulla soluzione.

Tuttavia, alla luce di quanto esposto sin ora, la scoperta di una realtà traumatica complessa richiede un ripensamento e una modifica del modo in cui condurre una terapia.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

Bibliografia

  • Mason, S. M., Flint, A. J., Roberts, A. L., Agnew-Blais, J., Koenen, K. C., & Rich-Edwards, J. W. (2014). Posttraumatic stress disorder symptoms and food addiction in women, by timing and type of trauma exposure. JAMA Psychiatry, 71(11), 1271–1278.
  • Tagay, S., Schlottbohm, E., Reyes-Rodriguez, M. L., Repic, N., & Senf, W. (2014). Eating Disorders, Trauma, PTSD and Psychosocial Resources. Eating Disorders, 22(1), 33–49.

 

 

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