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Famiglia e comportamenti a rischio in adolescenza

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Che ruolo ha la famiglia nella prevenzione e/o esacerbazione di comportamenti adolescenziali a rischio? Lo stile genitoriale che funzione svolge?

famiglia comportamenti rischio adolescentiL'adolescenza è un periodo dello sviluppo spesso segnato dalla sperimentazione e dall'impegno in nuove attività.

Molti adolescenti si impegnano in comportamenti rischiosi, inclusi l'iniziazione sessuale, rapporti sessuali multipli e uso di alcool.

Per prevenire gravi problemi di salute fisica e psicologica durante l'adolescenza e la successiva età adulta, è fondamentale per i membri della famiglia e gli operatori sanitari riconoscere ed eliminare tutti quei fattori correlati ai comportamenti rischiosi degli adolescenti.

Per gli adolescenti, l'attività sessuale precoce, nonché l'uso di alcool rappresentano problemi sanitari ben documentati.

Nel 2007, un report del U.S. Department of Health and Human Service ha rilevato che circa il 48% degli studenti delle scuole superiori ha riferito di avere rapporti sessuali, il 15% dei quali ha riferito di aver avuto quattro o più partner sessuali.

Uno studio longitudinale su 884 studenti di scuole superiori ha evidenziato che circa il 6,2% degli adolescenti negli Stati Uniti hanno avuto rapporti sessuali prima dell'età di 13 anni.

L'iniziazione sessuale precoce è stata associata a rischi sanitari più elevati e risultati negativi di salute, tra cui la mancanza dell'uso del preservativo, maggiori tassi di infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanza adolescenziale.

L'uso dell'alcool durante l'adolescenza è anche preoccupante; circa il 16% di soggetti con età compresa tra i 12 ed i 17 anni ha riferito di aver bevuto un alcolico prima del compimento del 13esimo anno di età.

Nel 2009, circa il 41,8% degli studenti delle scuole superiori beveva alcool con una certa frequenza all'interno di diverse situazioni sociali.

Da altre analisi è emeroe che adolescenti, figli di mamme single, o con entrambi i genitori a casa, che consumavano alcool, avevano una probabilità doppia di aver già sperimentato rapporti sessuali rispetto a soggetti che non assumevano sostanze.

La correlazione tra l'iniziazione sessuale e l'uso di alcool rende indispensabile un'analisi delle potenziali relazioni tra questi comportamenti e gli aspetti demografici, personali e familiari di un adolescente.

Questo studio esamina il rapporto tra fattori personali, influenza familiare, auto-efficacia, comportamento sessuali e uso di alcool negli adolescenti.

Poiché esiste una limitata conoscenza dell'influenza familiare sullo sviluppo di comportamenti sani da parte degli adolescenti, i risultati di questo studio aiuteranno i fornitori di assistenza sanitaria della comunità, i fornitori di assistenza sanitaria mentale, gli amministratori scolastici, i consiglieri ed anche i genitori ad identificare opportunità di intervento che possono incoraggiare gli adolescenti ad esercitare i comportamenti sani evitando quelli rischiosi.

La ricerca ha suggerito diversi e significativi predittori dell'iniziazione sessuale e dell'uso di alcool, inclusa la funzione familiare, la struttura familiare, e il senso di auto-efficacia negli adolescenti nell'intraprendere comportamenti sessuali sicuri.

Al fine di promuovere un comunicazione efficace ed una cura preventiva, è importante determinare la relazioni tra i fattori familiari, i comportamenti sessuali e l'uso di alcool in adolescenza.

Gli obiettivi specifici di questo studio cercheranno di determinare: quanto i fattori demografici personali e la struttura familiare sono associati con l'uso di alcool e comportamenti sessuali; quanto il funzionamento familiare è associato con i comportamenti sessuali e l'uso di alcool quando i fattori personali e la struttura familiare sono controllati; quanto la struttura familiare, il funzionamento familiare, e l'autoefficacia, influenzano i comportamenti sessuali e l'uso di alcool negli adolescenti; infine, come i risultati connessi al comportamento sessuale e l'uso di alcool siano correlati tra di loro.

Diversi studi hanno già mostrato una relazione tra struttura familiare e attività sessuale negli adolescenti. In questo studio, per struttura familiare si farà riferimento al reddito dei genitori, lo stato civile e l'istruzione raggiunta.

Ricerche recenti hanno suggerito che il reddito genitoriale e lo stato socioeconomico sono predittori significativi della precoce iniziazione sessuale negli adolescenti. In particolare, lo stato socioeconomico più elevato è associato al ritardo dell'iniziazione sessuale.

Inoltre, ricerche precedenti hanno trovato un'associazione significativa tra le famiglie monoparentali e le prime relazioni sessuali tra gli adolescenti.

Le ragazze adolescenti che vivono in famiglie con due genitori, e ragazzi aolescenti le cui madri hanno segnalato livelli di istruzione superiore sono molto più probabili di astenersi da attività sessuali precoci.

Sebbene questi risultati indichino alcune associazioni tra struttura familiare ed esordio sessuale nell'adolescenza, la relazione tra l'uso di alcool, i comportamenti sessuali precoci e la struttura familiare rimane poco chiara.

I ricercatori hanno anche valutato sei variabili che riguardano gli aspetti della funzione familiare, in particolare: la percezione degli adolescenti sugli atteggiamenti parentali verso il sesso, il grado di permissività genitoriale, il discutere di sesso da parte della madre, la comunicazione generale madre-figlio, e la relazione con il padre e la famiglia. Ogni variabile della funzione familiare verrà successivamente descritta.

La ricerca ha notato associazioni significative tra gli atteggiamenti di disapprovazione parentale sia per quanto riguarda l'uso di alcool che il rapporto sessuale.

La disapprovazione genitoriale verso l'attività sessuale precoce e l'uso dell'alcool erano significativamente correlati con un esordio sessuale “ritardato” ed una minore probabilità di fare uso di alcool.

Mentre la disapprovazione elicita una comunicazione in cui si scoraggiano e si evidenziano i rischi dell'uso dell'alcool e del comportamento sessuale precoce, un genitore permissivo, al contrario, agisce “in modo non punitivo, accettante e affermativo nei confronti degli impulsi, desideri e delle azioni del bambino”.

In particolare, un genitore permissivo consente al bambino di regolare le proprie attività in modo autonomo, evitando l'esercizio del controllo e incoraggiandolo, indirettamente, a non osservare le regole.

La ricerca ha dimostrato che la genitorialità permissiva è un fattore di rischio per l'iniziazione sessuale precoce nonché l'uso di alcool.

Il diminuito coinvolgimento dei genitori e l'assenza di decisioni genitoriali circa la salute del figlio sono predittori dell'iniziazione sessuale precoce.

Un parenting meno permissivo, d'altra parte, è invece maggiormente protettivo rispetto all'esordio sessuale negli adolescenti.

Le figlie di madri che limitano e controllano la loro partecipazione ad attività esterne hanno dimostrato un rischio minore per l'attività sessuale precoce.

In termini di previsione dell'uso di alcool tra gli adolescenti, tuttavia, non è chiaro quali stili siano più protettivi.

Sebbene le pratiche di parentela rigorose non siano significativamente correlate all'uso di alcool, il sostegno genitoriale nonché pratiche di monitoraggio sono legate ad una minore probabilità di fare uso di alcool.

Diverse ricerche hanno inoltre suggerito che il discutere di sesso con i propri figli è protettivo rispetto ai comportamenti di salute rischiosi. Come confermano altri autori, quando le figlie si sentono a loro agio nel comunicare con le proprie madri rispetto al sesso, sono meno inclini ad impegnarsi in tali rapporti durante l'anno successivo.

La connessione comunicativa dell'adolescente con i propri genitori e la famiglia è un fattore importante nel processo decisionale della messa in atto di comportamenti a rischio.

Vi è inoltre un accento sempre maggiore sulla compresione ed importanza della figura paterna come fattore di influenza sullo sviluppo dei comportamenti rischiosi negli adolescenti.

In questo studio, verranno utilizzati dati longitudinali a partire da un insieme di comportamenti adolescenziali, per esplorare la prova di una relazione tra la percezione degli adolescenti sulla connettività con le loro famiglie e le loro segnalazioni circa i rapporti sessuali e l'uso di alcool.

Il modello concettuale di questo studio fa riferimento alla Teoria cognitiva sociale, che descrive il comportamento umano come processo triadico, dinamco e reciproco in cui interagiscono il comportamento, i fattori personali e le influenze ambientali.

In questo studio, il modello triadico viene operazionalizzato con queste misure:

  • fattori personali: età, sesso, razza/etnia (variabile indipendente);
  • fattori ambientali: struttura familiare e funzione familiare (variabile indipendente);
  • comportamenti: iniziazione sessuale e uso di alcool (variabile dipendente).

Secondo la teoria cognitiva sociale, l'auto-efficacia percepita, definita come la credenza di un individuo rispetto alla capacità di produrre effetti, funge da importante costrutto nell'adeguamento cognitivo di un'adolescente influenzandone così la sua decisione.

La teoria cognitiva sociale propone che, per gli adolescenti, l'interazione delle competenze personali, l'efficacia di autogestione e l'influenza del gruppo dei pari, determina quanto si abbandonano in attività rischiose o incidano cronicamente su di essi.

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L'auto-efficacia è necessaria per il cambiamento del comportamento perchè influenza direttamente lo sforzo e le prestazioni di un determinato compito.

Basandosi su questi risultati, il presente studio ha esaminato se l'auto-efficacia dell'adolescente nell'impegnarsi in comportamenti sessuali sicuri è legata alla struttura corrente o passata della famiglia o alla funzione familiare e alle modalità in cui la percezione dell'auto-efficacia influenza l'iniziazione sessuale futura o l'uso di alcool.

Il coinvolgimento degli adolescenti in comportamenti di salute rischiosi è un problema complesso che può portare a devastanti conseguenze e costi per la salute sia per l'individuo che per il sistema sanitario generale.

Una comprensione più esplicita delle influenze familiari sui comportamenti a rischio di salute negli adolescenti potrà quindi aiutere i fornitori di assistenza sanitaria e assistenza mentale ad elaborare programmi efficaci di intervento sia a livello individuale che comunitario.

Una revisione della letteratura suggerisce diverse ipotesi che possono essere testate attraverso l'analisi statistica del datase Add Health:

  • la struttura familiare è legata ai comportamenti di salute rischiosi degli adolescenti;
  • la funzione familiare è predittiva dei comportamenti sessuali e dell'uso di alcool quando i fattori personali sono mantenuti costanti;
  • la struttura ed una funzione familiare più forte sono associati ad una maggiore auto-efficacia per il sesso sicuro;
  • l'uso di alcool ed i comportamenti sessuali sono significativamente associati negli adolescenti.

Per gli obiettivi di questo studio, la struttura familiare include le variabili del reddito genitoriale, stato civile e istruzione; la funzione familiare include la disapprovazione degli atteggiamenti parentali sul sesso, il grado di permissività genitoriale, la comunicazione genitore-figlio, la connessione familiare e la comunicazione madre-figlio.

Il campione dello studio è stato reclutato attraverso il database dell'University of North Carolina Add Health, campionando circa 100.000 adolescenti con un età compresa tra gli 11 ed i 16 anni (età media: 14,50).

Risultati e discussioni

Mentre i fattori personali e la struttura familiare correlano con i comportamenti adolescenziali a rischio, questo studio ha dimostrato che alcune variabili della funzione familiare contribuiscono al mantenimento e/o assenza dei comportamenti a rischio.

Questi fattori modificabili includono disapprovazione parentale verso determinati atteggiamenti, stile di parenting strutturato, connessione con il padre e la famiglia, e comunicazione madre-figlio.

Ancora più importante, quando i fattori personali e la struttura familiare si mantengono costanti, l'effetto della funzione familiare è maggiormente significativo nel tempo.

Una comprensione delle variabili della funizone familiare può così fornire punti di discussione significativi con gli adolescenti e le loro famiglie.

I fornitori di servizi assistenziali possono così essere in grado di offrire interventi che massimizzano gli effetti protettivi di una famiglia riducendo così i comportamenti rischiosi degli adolescenti.

Ad esempio, lavorare con le famiglie per promuovere maggiori strategie di disapprovazione sull'attività sessuale adolescenziale precoce può essere un modo efficace per ridurre la probabilità di un pre-adolescente di impegnarsi in comportamenti sessuali rischiosi.

Sebbene lo status civile ed i reddito dei genitori possano contribuire all'iniziazione sessuale i degli adolescenti, questa ricerca riporta che una maggiore supervisione dei genitori può essere utile per ritardare il comportamento sessuale di iniziazione.

I presenti risultati mostrano che, mentre i livelli più elevati del reddito nonché maggiori livelli di istruzione sono protettivi per i comportamenti sessuali, sono anche fattori di rischio per l'uso di alcool negli adolescenti.

Ciò potrebbe essere attribuito alle differenze di percezione delle norme sociali rispetto al bere: i genitori più ricchi possono inavvertitamente modellare il comportamento del bere come un'attività socialmente accettabile.

Tali adolescenti possono anche avere più accesso e più opportunità di consumare alcool. Poiché l'uso di alcool degli adolescenti è altamente correlato con partner sessuali multipli nonché si pone come co-fattore per l'HIV, è importante elaborare strategie per ridurre al minimo tale rischio.

Un grado più elevato di stili parentali permissivi è risultato associato con comportamenti sessuali precoci nonché uso di alcool.

Poiché non è stato riscontrato che l'auto-efficacia dell'adolescente, nell'intraprendere rapporti sessuali sicuri, si pone come protettiva contro i comportamenti sessuali rischiosi, gli autori ipotizzano che la fiducia degli adolescenti nella loro capacità di interrompere l'attività sessuale quando non dispongono di preservativi potrebbe essere sovrastimata, in particolare per coloro che non erano sessualmente attivi in un momento precedente.

È possibile che questo aspetto dell'autoefficacia non sia sufficiente per spiegare i comportamenti rischiosi degli adolescenti nel tempo.

L'auto-efficacia appare pertanto come una competenza dominio-specifico. Sebbene le credenze correlato al senso di auto-efficacia possano aumentare e sostenere la motivazione di un individuo, le convinzioni annesse all'auto-efficacia, prese singolarmente, non producono i risultati comportamentali desiderati se mancano le altre competenze necessarie per tale azione.

Quindi, è importante per un adolescente sviluppare altre strategie come l'auto-regolazione, ossia quella capacità di prendere il controllo del proprio comportamento al fine di ottenere il risultato desiderato.

In definitiva, la gestione di queste pressioni e nonché di attività rischiose richiede all'adolescente la capacità di utilizzare una gamma di tecniche, sia per quanto riguarda l'auto-regolazione che l'auto-effifacia.

Anche la connettività familiare dell'adolescente è risultata altamente protettiva rispetto i comportamenti a rischio. La sensazione di una famiglia vicina e presente può infatti aiutare l'adolescente a sviluppare la capacità di amare ed entrare in connessione con gli altri.

L'insorgenza di rapporti sessuali precoci fungono da modalità attraverso cui gli adolescenti sostituiscono l'assenza di vicinanza della famiglia.

Le famiglie operano come sistemi sociali multipli, con più relazioni inter-bloccanti. Come tale, è importante valutare come funziona la famiglia nel suo complesso. È stato suggerito che l'efficacia del genitore e l'efficacia familiare possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo degli adolescenti.

Ad esempio, i risultati del presente studio hanno mostrato che, mentre le percezioni degli adolescenti sulla comunicazione generale con le loro madri erano protettive contro i comportamenti sessuali precoci ed il numero di partner sessuali, la comunicazione madre-figlio sul sesso non era altrettanto protettiva.

È possibile che l'apertura di una madre nel consentire al figlio di comunicare i sentimenti attraverso la comunicazione generale può essere più efficace nel prevenire le conseguenze negative del sesso.

I quesiti circa la relazione tra l'uso dell'alcool ed il comportamento sessuale rimangono. Anche se non è possibile stabilire una relazione causale in questo studio, non si possono ignorare le associazioni tra la funzione familiare, modalità di consumo dell'alcool e comportamenti sessuali.

In accordo con la letteratura, gli autori hanno riscontrato non solo che la disapprovazione genitoriali circa il sesso si pone come protettiva, ma che, questo stesso stile genitoriale è protettivo rispetto al consumo di alcool.

Ciò sottolinea l'importanza dell'influenza genitoriale, in particolare la percezione degli atteggiamenti genitoriali sullo sviluppo di un comportamento di salute, incluso quando iniziare a fare sesso o consumare alcool.

È quindi fondamentale incoraggiare i genitori a connettersi con i loro figli ed aiutarli ad apprendere modalità efficaci per esprimere i loro atteggiamenti, valori, aspettative e convinzioni sui comportamenti di salute.

 

Tratto dalla rivista “Family Studies Journal”

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

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Tags: scuole di psicoterapia, adolescenza, famiglia, struttura familiare, auto-efficacia, Self-efficacy, comportamenti a rischio, rapporti sessuali precoci, uso di alcool

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