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Il comportamento antisociale in adolescenza

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Può il comportamento antisociale in adolescenza essere considerato normativo, dati i compiti di sviluppo che tipicamente caratterizzano l'adolescenza? C'è una tendenza verso la devianza ed una maggiore severità nei comportamenti degli adolescenti e, quindi, verso più alti tassi di comportamento delinquenziale?

il comportamento antisociale in adolescenzaIl comportamento antisociale in adolescenza è stato motivo di preoccupazione crescente nelle società occidentali.

Esempi diffusi attraverso i media evidenziano l'attuale rilevanza di questo argomento. Se, da un lato, è possibile che i giovani ora, più che mai, mostrino comportamenti antisociali, è anche possibile che questa percezione sia solo parziale e condivisa da molti a causa di una crescente consapevolezza sociale e di una più ampia attenzione pubblica a questo tipo di comportamenti.

Indipendentemente da ciò, è fondamentale approfondire ulteriormente questo argomento. Può il comportamento antisociale dell'adolescenza essere considerato normativo, dati i compiti di sviluppo che tipicamente caratterizzano l'adolescenza?

C'è una tendenza verso la devianza ed una maggiore severità nei comportamenti degli adolescenti e, quindi, verso più alti tassi di comportamento delinquenziale?

In primo luogo, dovremmo chiarire che cosa comporta il concetto di comportamento antisociale.

Secondo Morize e Kazemian (2015), questo comportamento coinvolge non solo azioni criminali, ma anche comportamenti socialmente devianti che vanno contro le regole stabilite socialmente, tra cui impulsività, conflitti con autorità, opposizione e aggressività.

È un concetto completo che include una vasta gamma di comportamenti con livelli molto distinti di gravità e conseguenze sia per le vittime che per i responsabili.

Come tale, il comportamento delinquenziale nell'adolescenza, e criminale nell'età adulta, può essere concettualizzato come parte di una sindrome da comportamento antisociale più profonda che tende ad essere più persistente e stabile, comportando un tale grado di distruttività che potrebbe essere punito a seguito di una condanna.

Molti ricercatori si sono concentrati sulle specificità del comportamento antisociale limitato all'adolescenza, con conseguenze sociali e individuali meno gravi rispetto al comportamento antisociale che inizia a manifestarsi nella prima infanzia e persiste nell'età adulta.

In effetti, la ricerca ha costantemente rilevato un picco marcato nella prevalenza dei comportamenti antisociali in adolescenza rispetto a quanto osservato in altre fasi dello sviluppo.

Impatto dell'età di esordio

Nel complesso, la ricerca suggerisce che esiste una relazione tra età di inizio e gravità/persistenza.

I comportamenti antisociali ad insorgenza precoce tendono ad essere più seri e persistenti in quanto vi è un modello coerente che inizia presto nello sviluppo ed è quindi piuttosto difficile da arrestare.

Con un comportamento antisociale che inizia più tardi nello sviluppo, gli individui potrebbero avere già avuto l'opportunità di sviluppare risorse adattive che funzionano come fattori protettivi contro le traiettorie antisociali prolungate.

A seguito di numerosi articoli pubblicati sull'argomento da un progetto di ricerca sviluppato in Portogallo, viene ora presentata una riflessione sulle sue conclusioni principali e sul loro significato per questa discussione.

Questa ricerca mirava a comprendere se esiste una tendenza antisociale generalizzata che si applica a tutta la devianza dell'adolescenza o se ci sono aspetti distinti che rendono la delinquenza e la trasgressione adolescenziale fenomeni separati che richiedono distinti livelli di analisi.

Sono stati analizzati due diversi campioni, uno composto da ragazzi (39,5%) ed uno di ragazze (60,5%) di età compresa tra i 9 ed i 17 anni appartenenti alla popolazione generale (N=489), ed un altro composto da ragazzi delinquenti che avevano ricevuto una condanna con età compresa tra i 14 ed i 29 anni (N=121).

Entrambi i campioni sono stati valutati in termini di comportamenti, personalità, abilità sociali e ambiente familiare.

Sebbene ogni studio abbia comportato analisi e discussioni specifiche, una considerazione congiunta delle loro conclusioni offre informazioni rilevanti per una migliore comprensione del quadro più ampio dei comportamenti antisociali degli adolescenti.

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Una delle prime conclusioni riguarda le somiglianze riscontrate tra comportamento antisociale negli adolescenti della popolazione generale e adolescenti delinquenti; questo risultato può sostenere l'argomentazione secondo cui esiste un'unica tendenza antisociale che comporta molti tipi diversi di comportamenti, livelli di gravità e conseguenze.

In effetti, lo psicoticismo è stato identificato come un significativo predittore di comportamento antisociale in entrambi i campioni, come suggerito dalla letteratura precedente, che evidenzia il ruolo dei tratti della personalità legati all'impulsività e all'egocentrismo su tutti i tipi di comportamento antisociale.

Questo predittore non era correlato con l'età in nessuno dei campioni, indicando una relativa stabilità dello psicoticismo durante l'adolescenza.

Conformità sociale

La conformità sociale è stata anche evidenziata come significativamente correlata al comportamento antisociale in entrambi i campioni, suggerendo che i conflitti con autorità e controlli sociali informali bassi possono essere coinvolti nel comportamenti antisociale, indipendentemente dalla sua gravità e tipo.

È stato anche riscontrato che l'età svolge il ruolo di mediatore sui comportamenti antisociali nella popolazione generale. Questo può quindi spiegare il picco di tali comportamenti durante questa fase di sviluppo.

Il ruolo delle conformità sociale sottolinea l'importanza delle costruzioni sociali sulle scelte comportamentali degli adolescenti. È un argomento centrale da affrontare per promuovere controlli sociali informali, de-costruire l'immagine positiva e le caratteristiche allettanti che il comportamento antisociale può avere tra gli adolescenti, migliorando così la motivazione verso alternative pro-sociali.

Le percezioni degli adolescenti sul loro ambiente familiare erano inoltre predittive di comportamenti antisociali in entrambi i campioni.

Come la conformità sociale, l'ambiente familiare era anche un mediatore delle relazione tra età e comportamento antisociale nella popolazione generale, suggerendo che i cambiamenti normativi nelle dinamiche familiari nell'adolescenza possono essere anche alla base della più alta prevalenza di comportamenti antisociali in questa fase di sviluppo.

Infatti, anche se la famiglia come contesto evolutivo tende ad essere oscurata dal gruppo dei pari nell'adolescenza, questi risultati suggeriscono che la famiglia ha un impatto significativo sulle scelte comportamentali degli adolescenti.

Al contrario, vi erano differenze importanti in entrambi i campioni, secondo cui i comportamenti delinquenziali costituiscono una realtà strutturalmente distinta che ha bisogno di una concettualizzazione ad un livello diverso.

In effetti, le variazioni di età nella conformità sociale e nell'ambiente familiare non sono state confermate nel campione di adolescenti delinquenti rispetto alla popolazione generale.

Dal punto di vista dello sviluppo, ci si aspetterebbe che, quando le persone si avvicinano all'età adulta, mostrerebbero livelli più elevati di conformità alle regole sociali e percezioni meno negative del loro ambiente familiare.

Questa situazione non rappresentava la “norma” nel campione di ragazzi delinquenti, supportando l'idea che questa popolazione sperimentasse una traiettoria di sviluppo non normativa, che a sua volta costituisce un fattore di rischio per la persistenza dei loro repertori comportamentali.

Nella popolazione generale, il comportamento antisociale non mostrava differenze significative in base allo stato socioeconomico, essendo abbastanza trasversale a tutti gli adolescenti indipendentemente dalle loro condizioni di vita.

Caratteristiche distinte

Nel campione di adolescenti delinquenti, tuttavia, è stato sorprendente notare che un'eccezionale maggioranza di partecipanti presentava un basso livello socioeconomico.

È ragionevole presumere che i bambini che vivono in condizioni socioeconomiche basse possano essere esposti a diversi fattori di rischio correlati ai loro contesti che aumentano la probabilità di coinvolgimento antisociale.

Un'altra caratteristica distinta del campione di adolescenti delinquenti era il fallimento accademico, con la maggior parte dei ragazzi che frequentavano livelli scolastici ben al di sotto di quanto ci si aspetterebbe per la loro età.

Questo fattore indica anche la relazione tra basso rendimento scolastico, avversità dello sviluppo e problemi comportamentali.

Questo insieme di studi presenta prove a sostegno dell'idea che, nonostante le caratteristiche comuni, diversi livelli di gravità del comportamento antisociale nell'adolescenza possano richiedere interventi specializzati.

Mentre la trasgressione sociale nell'adolescenza tende ad essere motivata da cambiamenti normativi dello sviluppo, la delinquenza implica fattori più strutturali e stabili.

Pertanto, con gli adolescenti in generale, viene suggerito un focus sulle dimensioni individuali negli interventi di gruppo.

Questa opzione offre numerosi vantaggi in termini di design ed efficacia in termini di costi e tempi, soprattutto a livello di intervento primario e secondario.

Concentrarsi sulle disposizioni individuali, sullo sviluppo socio-emotivo e sulla percezione dell'ambiente familiare e dell'accettazione sociale può rivelarsi piuttosto efficace.

Nonostante i fattori esterni che possono promuovere o scoraggiare certi comportamenti, le percezioni individuali, le abilità e le motivazioni per accettare o rifiutare un determinato percorso rappresentano aspetti della personalità dell'individuo e delle sue convinzioni circa sé stesso ed il mondo.

Date le prove disponibili, per gli adolescenti delinquenti si suggeriscono interventi più ampi e complessi a livello individuale, sociale e familiare.

Nei casi in cui il comportamento antisociale diventa così serio, può essere più efficace concentrarsi non solo sulle disposizioni individuali - che sono ancora di primaria importanza – ma anche sulle condizioni di vita, i contesti di sviluppo e le opportunità educative degli individui.

Questo approccio dovrebbe essere promosso non solo con lo scopo di reintegrare i giovani problematici nelle società fornendo loro opportunità di cambiamento, ma dovrebbe anche essere preso in considerazione per una prevenzione precoce, identificando le popolazioni a rischio e affrontando i fattori rischio psicologici, sociologici e politici.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Elliott, M. C., Dupéré, V., & Leventhal, T. (2015). Neighborhood context and the development of criminal and antisocial behavior. In J. Morizot & L. Kazemian (Eds.), The development of criminal and antisocial behaviour. (pp. 253-265). Switzerland: Springer.
  • Morgado, A. M., & Vale Dias, M. L. (2016a). Adolescent antisocial behaviour: A comparative analysis of male and female variables related to transgression. The European Proceedings of Social and Behavioural Sciences EpSBS, 13, 370-386.
  • Morgado, A. M., & Vale Dias, M. L. (2016b). Antisocial behaviour in adolescence: Understanding risk factors and mediators through a structural equations model. International Journal of Developmental and Educational Psychology, 2, 381-392.
  • Morizot, J. & Kazemian, L. (2015). Introduction: Understanding criminal and antisocial behavior within a developmental and multidisciplinary perspective. In J. Morizot & L. Kazemian (Eds.). The development of criminal and antisocial behavior.(pp. 1-16).
  • Payne, A. A., & Welch, K. (2015). How school and education impact the development of criminal and antisocial behavior. In J. Morizot & L. Kazemian (Eds.), The development of criminal

 

 

 

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