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Il ruolo della negazione nella dipendenza

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La teoria psicoanalitica e psicodinamica offre alcuni preziosi contributi nel contesto della dipendenza, anche per ciò che concerne il ruolo della negazione in questa popolazione specifica di pazienti.

il ruolo della negazione nella dipendenzaNegli approcci psicoanalitici, la dipendenza è vista come il risultato dell'interazione di forze psicologiche che operano al di sotto della consapevolezza.

Alla radice vi è un'interazione complessa e dinamica di Es (istinti, pulsioni e impulsi), Super-Io (coscienza, moralizzazione) ed Io (l'aspetto identitario basato sulla realtà) che diventa parte della personalità e spinge ripetutamente verso comportamenti di dipendenza, nonostante le conseguenza.

Poiché, Io, Es e Super-Io sono costrutti intellettuali astratti, come può la validità della teoria psicodinamica essere dimostrata in modo oggettivo?

Ovviamente non vi è una risposta a questa domanda, ma si potrebbe dimostrare che è utile in una certa misura nella comprensione del comportamento umano, pur rimanendo un quadro concettuale, largamente privo di prove concrete, e quindi aperto alla sfida.

Quella mancanza di specificità è una ragione per cui la teoria psicoanalitica può accogliere comodamente affermazioni apparentemente contraddittorie come:

La dipendenza da oppiacei è un tentativo di affrontare un'intensa depressione legata ai sentimenti di privazione cercando un'esperienza lenitiva, infantile, simbiotica o... un tentativo di cercare sollievo da norme genitoriali crudeli, dure, eccessivamente punitive che creano sentimenti di essere inaccettabili e privi di valore, o... una difesa contro impulsi aggressivi profondi e travolgenti che potrebbero far precipitare l'identità verso uno stato psicotico”.

La teoria psicoanalitica e psicodinamica offre quindi alcuni preziosi contributi nel contesto della dipendenza, anche per ciò che concerne la nostra comprensione delle difese psicologiche che si riscontrano in questa popolazione di pazienti.

A tal proposito, il meccanismo di difesa della negazione gioca un ruolo importante nella dipendenza. I tossicodipendenti sono notoriamente inclini a negare.

La negazione spiega perchè l'uso di droghe persiste di fronte a conseguenze negative. La dipendenza costa loro il lavoro, la salute e la famiglia.

Se rimangono 'ignoranti' riguardo alle conseguenze negative delle loro azioni, allora queste conseguenze non possono guidare il loro processo decisionale.

Le credenze razionali sono formate sulla base di solide prove e sono aperte ad una revisione appropriata quando nuove prove rendono meno probabile che siano vere.

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È ormai noto che siamo inclini a vari pregiudizi cognitivi che hanno potenti influenze su come prendiamo le decisioni.

Ad esempio, il pregiudizio di conferma induce le persone ad abbracciare informazioni che confermano le loro narrative preesistenti.

Le persone possiedono alcune convinzioni - spesso inconsapevolmente – in parte perchè attribuiscono valore ad esse.

Il termine negazione o repressione fa riferimento all'ignorare selettivamente le informazioni. La negazione è un rifiuto di riconoscere la realtà della propria situazione, è una forma di credenza motivata o autoinganno che distacca l'individuo dalla realtà.

Per mantenere una visione positiva di sé stesse, le persone rivedono le loro convinzioni di fronte a nuove prove, ma ignorano le cattive notizie.

Processi psicologici come la distrazione, l'oblio e la repressione possono servire come una variante del rifiuto.

Va notato che questi processi psicologici possono essere o meno processi consapevoli. La prospettiva psicodinamica suggerisce che la negazione sia fondamentalmente un meccanismo di difesa.

Cioè, gli individui con disturbo da uso di sostanze usano la negazione per impedire che emozioni minacciose entrino nel pensiero cosciente.

In assenza di una capacità di fronteggiare gli stati negativi, gli individui tendono ad erigere potenti e intransigenti difese in uno sforzo disperato per evitare di sentirli.

Mantenere i sentimenti inaccettabili fuori dalla consapevolezza porta allo sviluppo di un “falso Sè”.

Il prezzo di questa protezione è l'incapacità di cercare aiuto. Ad esempio, un alcolista respinge l'idea che il suo consumo eccessivo costituisca un problema.

La dipendenza può anche tradursi in una fonte terribile di vergogna, odio verso di sé e bassa autostima.

Per un tossicodipendente, può essere terrificante riconoscere il danno che una persona ha causato a se stessa e potenzialmente agli altri di cui ci si prende cura.

Gli utenti spesso riportano un'improvvisa dissociazione da sé stessi. Ad esempio, l'alcool e l'eroina sono spesso ricercati per il loro intorpidimento.

Ammettere le conseguenze negative richiede di porre fine al comportamento che causa queste conseguenze.

Ma l'abbandono stesso porterà dolore e angoscia. La negazione, quindi, protegge una persona da questa esperienza negativa negando la realtà della propria situazione, quando ciò provocherebbe dolore psicologico e sofferenza.

Ci sono anche prove che suggeriscono che i tossicodipendenti mancano delle conoscenze sulle conseguenze negative non solo perchè ricorrono alla negazione, ma anche a causa della compromissione della consapevolezza di sé.

È stato riconosciuto che l'abuso cronico di droga è associato ad una ridotta consapevolezza di sé – disfunzione della corteccia insulare – che si manifesta come negazione della gravità della dipendenza e del bisogno di un trattamento.

Ad esempio, solo una piccola parte di bevitori cronici ammette di avere un problema di alcool. Questo è un motivo per cui alcune persone continuano a bere anche quando si rendono conto che tale abitudine sta distruggendo le loro vite.

I tossicodipendenti non guardano al futuro, sono temporalmente miopi. Cioè, le conseguenze future non sono pesate rispetto ai benefici attuali.

I benefici del consumo di droga possono essere chiari e immediati, mentre i costi in genere incerti e ritardati.

Tendono a preferire le droghe perchè, al momento della scelta, attribuiscono un valore alla sostanza più di quando valutino una ricompensa futura possibile ma incerta.

In sintesi, la negazione è fondamentale per la spiegazione del perchè i tossicodipendenti persistono nell'uso di sostanze nonostante le conseguenze dannose.

L'ansia associata al pensare alle conseguenze può in alcune circostanze indurre i tossicodipendenti a reprimere o negare l'esistenza di problemi sulla loro dipendenza. La negazione allevia l'ansia.

L'acquisizione della conoscenza causale delle conseguenze negative dell'uso di droghe deve quindi essere considerata un passo importante nel recupero.

Dal momento che le persone usano la negazione per proteggersi dal dolore psicologico, il tossicodipendente deve essere dotato di nuovi strumenti per affrontare efficacemente quel dolore.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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