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L'importanza del saper perdonare

Il vivere un dolore, soffrire in modo leggero o più grave, e imparare a perdonare coloro che ci arrecano del male migliora significativamente sia il benessere psicologico che la salute fisica.

perdonare psicoterapiaIl Dottor Everett Worthington ha studiato il perdono per quasi un decennio, fino a quando non si è trovato di fronte alla peggiore tra le opportunità possibili per mettere alla prova la sua ricerca: sua madre è stata uccisa in casa.

Anche se la polizia era fiduciosa nell'aver identificato l'autore, in realtà l'uomo non è mai stato condannato. Nonostante la tragica natura di quella perdita, non significa che il perdono non è stato preso in considerazione.

Avevo applicato molte volte il modello del perdono, ma mai per un evento così grande”, afferma Worthington, professore di psicologia presso la Virginia Commonwealth University.

Come si è scoperto, sono riuscito a perdonare il giovane molto rapidamente”. Worthington sottolinea però come, per lo sviluppo di tale abilità, abbia impiegato anni di pratica.

La maggior parte di noi non sarà mai in grado probabilmente di perdonare un'offesa devastante come l'omicidio di una persona amata, eppure quasi tutti possono trarre vantaggio dal perdonare”, sostiene il Dottor Loren Toussaint, Docente di Psicologia al Luther College.

Il vivere un dolore, soffrire, in modo leggero o più grave, imparare a perdonare coloro che ti fanno del male migliora significativamente sia il benessere psicologico che la salute fisica.

Il perdono è un argomento psicologico, sociale e biologico”, aggiunta “è la vera connessione mente-corpo”.

Cosa significa saper perdonare?

Molte persone pensano al perdono come il lasciare andare o passare sopra a qualcosa ma, come sostiene Bob Enright, Psicologo dell'Università del Wisconsin, c'è molto più di questo.

Il vero perdono consente di fare un passo avanti, offre qualcosa di positivo, come l'empatia, la compassione e la comprensione verso la persona che ci ha procurato del male.

Quell'elemento rende il perdono sia un virtù che un potente costrutto nella psicologia positiva.

Al di fuori dei contesti scientifici, tuttavia, molte persone sono un po' confuse sul concetto; una credenza comune ma sbagliata è che perdonare equivale a farsi giustizia da soli, ripagare con la stessa moneta.

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Ma il perdono non richiede la conciliazione, tanto meno assolve criteri tipici della giustizia, spiega Worthington: una ex vittima di abusi non deve riconciliarsi con il suo carnefice, deve solo riconciliare quelle parti separate all'interno della sua coscienza, attraverso processi di riconoscimento e comprensione.

Se io decido di perdonare o non perdonare comunque non influenzo il decorso della giustizia; il perdono avviene nella mia pelle”.

Un altro equivoco è che perdonare qualcuno sia un segno di debolezza; rispetto a questo, l'autore sostiene che la persona che afferma ciò non deve averlo mai vissuto o fatto.

E ci possono essere buone ragioni per imparare a farlo; la ricerca ha dimostrato che il perdono è legato ai risultati di salute mentale come riduzione dell'ansia, depressione e le principali patologi psichiatriche, nonché con meno sintomi di salute fisica e minori tassi di mortalità.

Toussaint e Worthington suggeriscono:

Sappiamo che lo stress cronico è cattivo per la nostra salute; il perdono ci permette così di lasciar andare gli stress cronici interpersonali che ci causano un onere eccessivo”.

Mentre il sollievo da stress è importante, Enright ritiene che esistano altri meccanismi importanti per cui il perdono svolge un lavoro magico.

Uno di questi riguarda la “rabbia tossica”; non c'è niente di sbagliato nel provare una rabbia sana.

Quando questa però diviene profonda e duratura, può condizionarci negativamente e abbattersi su di noi in modo sistematico.

Quando ti liberi dalla rabbia, i muscoli si rilassano, non sei più ansioso, hai più energia e il tuo sistema immunitario può rafforzarsi”.

In una meta-analisi, Yoichi Chida ha scoperto che la rabbia e l'ostilità sono legati ad un più alto rischio di malattie cardiache, mentre la loro presenza in soggetti aventi già una diagnosi di questo tipo produce minori risultati in termini di salute fisica e mentale.

Il perdono può anche aiutare a ricostruire l'autostima, aggiunge Enright “Quando le persone vengono trattate ingiustamente, sapete a chi finiscono di non piacere? A sé stesse!”.

Quando ti rialzi dopo il dolore subito e offri la bontà alla persona che ti ha fatto del male, cambierai la visione di te stesso”.

Perdonare significa anche compiere degli sforzi

Come per qualsiasi carattere umano, alcune persone sono naturalmente più inclini al perdono di altre.

Worthington ha trovato nella sua ricerca che soggetti di questo tipo tendono ad avere livelli più elevati di piacevolezza e livelli inferiori di nevroticismo.

Le persone che hanno tendenze a ruminare sono generalmente meno rapide a perdonare, in quanto hanno maggiori probabilità di trattenersi nei dispiaceri o a sentirsi ferite nei sentimenti.

Anche le persone che hanno una fede religiosa sembrano avere un'inclinazione maggiore verso il perdono, e come sottolinea Worthington “questo avviene, perchè in un certo senso tutte le principali religioni valorizzano il perdono”.

Perdonare può infatti ricompensarci, come Toussaint e colleghi hanno riscontrato in uno studio che esplora la relazione tra stress, benessere psicologico e perdono.

Hanno trovato, come previsto, che le persone che avevano maggiori livelli di stress accumulato hanno mostrato peggiori risultati di salute mentale.

Ma tra il sottoinsieme di volontari che presentavano maggiori punteggi nella categoria del “perdono”, lo stress elevato non prediceva una scarsa salute mentale.

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La forza del perdono nel cancellare quel collegamento fu sorprendente, afferma Toussaint.

Pensavamo che il perdono mutasse qualcosa nella relazione tra lo stress e l'ansia psicologica, ma non ci aspettavamo che la spegnesse”.

In uno altro studio, Toussaint seguì i partecipanti per cinque settimane e misurò le variazioni del loro livello di perdono; ha scoperto che quando il perdono aumentava, i livelli di stress diminuivano.

La riduzione dello stress, a sua volta, determinava una diminuzione dei sintomi correlati alla salute mentale.

Sviluppare l'empatia è quindi un buon punto di partenza. Molte persone possono trarre così vantaggio dal cercare di imparare a perdonare, sostiene Toussaint.

Gli psicologi, in tal senso, possono anche offrire strategie più formali per aiutare le persone a perdonare.

Il modello del processo terapeutico del perdono di Enright utilizza un sistema a 20 step per spostare le persone attraverso 4 fasi: scoprire i propri sentimenti negativi rispetto l'offesa ricevuta, decidere di perdonare, lavorare per comprendere l'offesa dell'altro e scoprire l'empatia, e infine sviluppare la compassione.

Enright ha dimostrato che questo modello è efficace in diversi interventi; uno studio ha ad esempio dimostrato che la depressione, l'ansia ed il disturbo da stress post-traumatico tendono ad alleviarsi in quelle donne che hanno subito un abuso emotivo coniugale.

Attraverso questi esercizi cognitivi, iniziano a vedere l'altra persona come un essere umano ferito, invece di stereotiparli e definirli 'bestie'”, sostiene Enright.

Il perdono è spesso una caratteristica importante nella terapia di coppia, in cui il tradimento ed il risentimento divengono spesso i protagonisti, afferma Kristina Coop Gordon, psicologa clinica e ricercatrice presso l'università del Tennessee.

L'aspetto principale di cui si occupa riguarda il “come affrontare l'infedeltà”.

In questo contesto, l'esplorazione del perdono innesca un meccanismo tale per cui che le coppie devono affrontare la ferita ed il tradimento fino a quando non raggiungono un senso di sicurezza tale da consentirgli di andare avanti.

Questo aspetto del “guardare indietro” può essere un punto di partenza per la terapia, a differenza di alcuni modelli, come il cognitivo-comportamentale, che tende invece a concentrarsi sul presente.

La Dottoressa Gordon ritiene che può essere importante rivedere il passato per perdonare e andare avanti.

A volte vale la pena ri-tornare a eventi storici precisi ed elaborarli in modo più profondio sia per la coppia che per il singolo”, afferma.

Se sei troppo concentrato sul presente, puoi dimenticare l'influenza che il passato esercita su di esso”.

Nonostante i vantaggi dimostrati, il perdono può comunque essere un concetto difficile da abbracciare per alcune persone.

Può sembrare ingiusto che ci si debba 'sforzare' di perdonare una persona che, a nostro parere, reputiamo sbagliata.

Ma questa è la vita, dice il Dottor Enright... e conclude “Senza la nostra meritevole esperienza, possiamo sperimentare ondate di ingiustizie; l'infortunio è ingiusto, la persona che lo attua pure, ma ora abbiamo un posto per guarire e perdonare”.

 

Tratto da Apa.org

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)


 

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Tags: scuole di psicoterapia, salute mentale, perdono, perdonare

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