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La madre assente ed il figlio invisibile

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La madre assente, autoritaria, controllante e/o narcisista filtra la visione dei figli attraverso la lente dei propri bisogni e desideri, traducendosi in una “cecità” materna che rende il bambino invisibile.

madre assente figlio invisibileNel suo romanzo “Anna Karenina”, Lev Tolstoj osservò che “le famiglie felici sono tutte uguali; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.

Tuttavia, tra le differenze ci sono ampi punti in comune, soprattutto nelle madri assenti o non amorevoli e nelle loro modalità con cui si comportano e trattano i propri figli.

Esistono infatti specifici comportamenti materni che modellano i figli in modi molto specifici. 

Comportamenti materni ed effetti sulla prole

Le madri con uno stile combattivo creano un'atmosfera in cui una figlia impara a proteggersi da sé e ad annullare le risposte emotive; queste figlie spesso si disconnettono dai loro sentimento perchè le loro reazioni – lacrime, tremori, uno sguardo di paura - possono effettivamente peggiorare le cose energizzando la reattività delle loro madri.

Solitamente queste figlie fanno quello che possono per rimanere sotto il radar di sua madre; l'invisibilità è preferita.

L'esatto opposto è vero per la figlia di una madre sprezzante che la ignora in modi che sono più letterali, e tende a emarginare o non rispondere a tutto ciò che dice o fa sua figlia.

Quella figlia farà tutto il possibile per farsi ascoltare e attirare l'attenzione di sua madre e ciò include diventare una “stella” in un certo senso (buoni voti, popolare, atletica e via dicendo), o recitare in modi cattivi o autodistruttivi.

Come una figlia osservò ironicamente: “almeno lei ha visto e riconosciuto me quando sono finita nei guai. Era meglio che lei non mi vedesse affatto”.

Le figlie di madri controllanti, combattono per trovare la propria voce nel tentativo di ritagliarsi uno spazio che appartenga solo a loro, ascoltando e facendo scelte che esprimono i loro pensieri, bisogni e desideri.

A loro è stato insegnato che senza il controllo della madre, è probabile che falliscano, e la maggior parte delle volte, ci credono.

Le figlie di donne ad alto contenuto di caratteristiche narcisistiche perdono di vista sè stesse, ma in un modo diverso, poiché sono valutate per quello che fanno in funzione della gloria che riflettono sulle loro madri, e non per chi rappresentano realmente.

Le figlie di madri emotivamente non disponibili somigliano molto alle figlie di quelle sprezzanti, ma sono emotivamente anche più affamate e più confuse.

Non è solo quello che succede a casa che conta, perchè anche quello che non succede è importante.

È molto difficile capire come può una madre essere presente fisicamente ma emotivamente assente.

Le figlie di madri invischiate non hanno un senso di sé, perchè le loro madri non le vedono come separate; private dell'ossigeno emotivo, non riescono a prosperare, a sviluppare una propria identità, in quanto invasa da una presenza materna soffocante.

Le differenze sono molte e profonde ma, detto questo, c'è molto che è condiviso in termini di esperienza.

In situazioni di questo tipo, nel processo di intervento e gestione dell'utente, è fondamentale comprendere chiaramente il background di provenienza e soprattutto come questo le abbia influenzate.

Sembra ingannevolmente semplice ma, in realtà, è un processo complicato e di solito lungo.

Prima di tutto, gli eventi infelici rilasciano emozioni potenti come dolore, tristezza, panico, vergogna che richiedono una corretta elaborazione e gestione.

Ciò significa che un'infanzia in cui i bisogni emotivi non sono stati soddisfatti influenzerà di più e produrrà sentimenti più difficili da trattare rispetto ad un'infanzia abbastanza “decente”, per non parlare di una famiglia il cui clima è amorevole.

I bambini che crescono in famiglie i cui bisogni emotivi vengono soddisfatti durante l'infanzia apprendono come elaborare le emozioni negative; i bambini non amati o invisibili purtroppo non hanno questa stessa possibilità, in quanto soffrono di “menomazioni” nell'intelligenza emotiva.

Diamo un'occhiata adesso a ciò che la madre assente amorevole non fa mai. L'assenza di questi comportamenti colpisce le figlie in modi importanti.

Quando si parla di madri assenti o non amorevoli, di solito ci si concentra sui comportamenti tossici presenti nella famiglia e su come questi influenzano lo sviluppo della figlia.

Questi includono l'ignoranza o l'emarginazione attiva, l'iper-criticità e via dicendo. È anche fondamentale comprendere come l'assenza di comportamenti positivi modifichino lo sviluppo di una figlia perchè questi potenziali deficit devono essere affrontati nel corso della guarigione e del recupero.

Comprendere come gli stili di attaccamento insicuro - ansioso/preoccupato, evitante/pauroso, evitante/preoccupato - si siano formati aiuta a tenere conto dei comportamenti materni presenti e assenti.

La madre assente: 5 cose che non fa mai

Promuovere uno stile di attaccamento sicuro

Essere in grado di creare legami emotivi, sostenere e prosperare in una relazione, avere una base sana di autostima, essere in grado di gestire emozioni difficili o dolorose, essere in grado di prendere rischi calcolati e di rialzarsi dopo un fallimento, è il risultato di una madre che agisce in modo quasi sempre coerente.

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Le madri assenti o non amorevoli non mostrano, in generale, questi comportamenti in modo affidabile o coerente.

All'inizio dell'infanzia, la danza diadica di madre e figlio depone le rappresentazioni mentali di ciò che è il mondo della relazione.

Quando risponde in modo affidabile, offre lo spazio per calmarsi, la bambina viene confortata quando è arrabbiata, facendo sì che la figlia scopre che il mondo è un luogo sicuro di cui si può fidare.

Mentre tutti gli umani nascono con la capacità di empatia, tuttavia, questa, si sviluppa attraverso queste intime interazioni tra madre e figlio.

Queste madri non dimostrano né empatia nè sintonizzazione.

 

Rispettare i confini

Il bambino con attaccamento sicuro ha la consapevolezza di essere separato e individuale, e di avere lo spazio per essere sé stesso.

Una madre rifiutante, ipercritica, assente o non amorevole si inserirà nello spazio del bambino, travisando i suoi segnali, intromettendosi quando il bambino ha bisogno di ritirarsi; in alternativa, una madre emotivamente non disponibile non risponde, insegnando al bambino che è da solo e che ha bisogno di auto-proteggersi.

Le figlie non amate hanno difficoltà a capire che i confini fanno parte di una relazione sana; un attaccamento ansioso, confonde il bisogno dell'altro con il rifiuto, mentre quelli evitanti pensano che i confini siano dei muri che consentono di tenere a bada gli altri e loro stessi al sicuro.

 

Accettazione dei modelli

La madre amorevole comunica il messaggio “Tu sei tu e vai bene così come sei”, fornendo le basi per una sana autostima della figlia.

L'accettazione non significa che una madre distoglie lo sguardo dai difetti o dalle cose che ha bisogno di imparare da suo figlio, né deve essere confusa nel consegnare al bambino un trofeo per averlo semplicemente mostrato.

Una madre amorevole disciplina e fissa le regole ma senza denigrare o svergognare suo figlio. L'accettazione di sé include ammettere la sconfitta o il fallimento.

Questo, purtroppo, non si può dire delle madri con comportamenti combattivi, ipercritici o sprezzanti che spesso praticano abusi verbali, prendendo di mira la personalità, gli sguardi o le azioni di un bambino.

Ciò che viene detto a queste figlie è interiorizzato come autocritica, ossia quel modus operandi della mente che attribuisce problemi, battute d'arresto o fallimenti a difetti fissi nel carattere che non possono essere modificati.

Questa abitudine è difficile da rompere, anche per un adulto proprio perchè è andata sedimentandosi nella struttura di personalità del soggetto.

 

Vedere la figlia interamente

Questo aspetto fa parte dell'accettazione ma va ben oltre: vedere veramente il bambino così com'è e riconoscere i suoi bisogni, desideri e pensieri come legittimi, anche se a volte discutibili.

Ciò non significa, naturalmente, che il genitore sia necessariamente d'accordo con tutte le sue scelte, anche quando raggiunge l'età adulta; significa semplicemente che lo si accetta per quello che è e che si è aperti alla discussione.

Le madri assenti, autoritarie, controllanti e narcisiste filtrano la loro visione dei figli attraverso la lente dei loro bisogni e desideri, che si traduce nel non vedere affatto il proprio figlio.

Dal momento che il volto della madre è il primo specchio in cui intravediamo noi stessi, le figlie non amate raramente si vedono chiaramente; se non altro vedono riflesse le proiezioni dei bisogni e dei desideri della madre.

 

Assumersi la responsabilità

E' impossibile per una madre perfetta rimanere sulla strada maestra e non perdere mai la calma, essere sintonizzati 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e non commettere mai errori.

Gli umani sono imperfetti per definizione; ma – ed è un grande ma - la madre amorevole si prende la responsabilità per i suoi passi falsi intervenendo per riparare la “breccia” nella relazione.

È conscia e consapevole della sua influenza e del suo potere e sta attenta a non abusarne; lei conosce il valore delle “scusa”.

Ciò non accade mai con la madre assente o non amorevole che giustifica il suo comportamento ad ogni angolo o, se lei spegne il fuoco, nega che sia mai accaduto.

La maggior parte delle figlie di madri non amorevoli incolpano sé stesse dei loro fallimenti, della relazione disfunzionale durante l'infanzia, l'adolescenza e anche adulta.

In realtà, è più facile incolpare sé stessi poiché ci si aggrappa alla speranza che cambiando sé stessi si può avere una relazione “normale”.

È molto più facile e meno doloroso attribuirsi la colpa rispetto al vedere che la tossicità si dipana a partire dalla relazione fondante e fondamentale con la propria madre.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 


 

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Tags: scuole di psicoterapia, madre assente, figlio invisibile, stile di attaccamento, madre non amorevole, madre ipercritica, madre autoritaria, madre narcisista

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