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La terapia dei Sistemi Familiari Interni

La terapia dei sistemi familiari interni rappresenta un tipo di terapia basata sulla conversazione in cui si lavora con l’obiettivo di identificare e comprendere le specifiche sub-personalità o nuclei familiari interni che costituiscono il sistema mentale dell’individuo.

terapia sistemi familiari interniI Sistemi Familiari Interni rappresentano una forma di psicoterapia che identifica e affronta molteplici sub-personalità o famiglie all’interno del sistema mentale di ogni individuo.

Queste sub-personalità consistono in parti ferite ed emozioni dolorose come la rabbia e la vergogna, e parti che cercano di controllare e proteggere la persona da tali sensazioni.

Le sub-personalità sono spesso in conflitto tra loro e con il cosiddetto “core-self”; quest’ultimo è costituito da quei pattern di conoscenza, attivati dal mondo esterno, ed è animato da una dinamica del qui e ora orientata a consentire l’individuazione della persona nelle transazioni correnti con il mondo esterno.

La terapia dei sistemi familiari interni si concentra sulla guarigione delle parti ferite con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio mentale e l’armonia, modificando le dinamiche che creano questa discontinuità tra le sub-personalità ed il Sé.

Viene utilizzata per il trattamento di individui, coppie e famiglie; si tratta di un approccio basato sulle evidenze che si è dimostrato efficace per la gestione di una serie di condizioni e dei loro sintomi, quali la depressione, l’ansia, le fobie, il panico e le condizioni fisiche di salute come l’artrite reumatoide, nonché il miglioramento del funzionamento generale e del benessere.

È un tipo di terapia basata sulla conversazione in cui si lavora con l’obiettivo di identificare e comprendere le specifiche sub-personalità o le famiglie che costituiscono il sistema mentale interno dell’individuo.

Una volta individuate queste parti, il terapeuta favorisce un riconoscimento delle emozioni soppresse, imparando a liberare quei sentimenti in modo da gestire in modo più adattivo il problema reale e, in ultima analisi, trovare modi migliori per affrontare il conflitto autonomamente.

Il terapeuta può ovviamente suggerire o adottare alcuni strumenti come esercizi di rilassamento, compilazione di un diario e creazione di un grafico che illustra la relazione tra il Sé e le differenti parti del Sé.

La terapia dei sistemi familiari interni è stata sviluppata negli anni ’90 dal terapeuta di famiglia Richard Schwartz, che ha dato vita al concetto di un Sé fondamentale rappresentante l’essenza della persona stessa, e identificando tre diversi tipi di sub-personalità o famiglie che si trovano all’interno di ciascun individuo, oltre al Sé.

Il concetto di base è che tutti possediamo una molteplicità di Sé o parti o sub-personalità, ma nel contesto di un trauma queste parti sono più fortemente separate e più conflittuali tra loro.

Schwartz ha diviso in tre categorie le parti del Sé: gli esuli, che, dopo aver esperito un trauma, portano il peso dei sentimenti negativi irrisolti; i manager, che agiscono come fossero dei custodi atti a proteggere il sistema dai fardelli portati dagli esuli, ma anche per proteggere gli esuli dalle situazioni che potrebbero sommarsi ai carichi già presenti; i vigili del fuoco, che reagiscono riflessivamente per riportare il sistema al suo equilibrio originale ogni volta che i manager vengono sopraffatti.

Gli esuli sono da considerarsi più spesso come le parti infantili vulnerabili che portano in sé molte delle emozioni, sensazioni, ricordi e credenze relative ad eventi traumatici.

I sintomi includono flashback, ansia, depressione, dolore somatico ed eccessi emotivi.

I manager si presentano invece in diverse forme; sono a volte rappresentati da critici interni che utilizzano la critica per inibire o per motivare l’intero sistema.

Nel modello dei sistemi familiari interni i sintomi sono visti come il risultato di esperienze di vita traumatiche che fanno sì che il Sè del paziente si mescoli e venga oscurato in parte da quelle parti che portano il peso o l’impatto dell’esperienze.

Lavorando con i sistemi familiari interni diventa subito chiaro che le parti sono altamente polarizzate esattamente come le famiglie esterne in cui si sono sviluppate.

Queste parti possono così essere “guarite”, trasformate e gestite meglio dal Sé attraverso il raggiungimento di alcuni obiettivi: liberare le parti dai loro ruoli estremi, ripristinare la fiducia nel Sé e coordinare e armonizzare il Sé e le parti.

Il primo passo del trattamento è quindi quello di differenziare le parti del Sé. Rispetto a questo l’autore raccomanda che i terapeuti abbiano un costante accesso al proprio Sé mentre lavorano con i pazienti.

Tutti i terapeuti, secondo Schwartz, dovrebbero prima di ogni seduta, trascorrere pochi minuti nell’osservare in primo luogo quali loro parti si attivano nei confronti del paziente in modo da riuscire a rilevare quale parte non collegata al paziente si attiva.

Infine, è importante negoziare con queste parti affinchè facciano un passo indietro e lascino che il terapeuta possa gestire la seduta.

Secondo Schwartz, il terapeuta che lavora attraverso il proprio Sé faciliterà l’accesso al Sé del paziente.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

The Center for Self Leadership. Evolution of the Internal Family Systems Model by Dr. Richard Schwartz, Ph.D.

Shadick NA, Sowell NF, Frits ML, et al. A randomized controlled trial of an internal family systems-based psychotherapeutic intervention on outcomes in rheumatoid arthritis: a proof-of-concept study. Journal of Rheumatology. August 2013.

 


 

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Tags: scuole di psicoterapia, terapia sistemi familiari interni, sistemi familiari interni, sub-personalità, nucleo familiare, core-self, Richard Schwartz

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