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Meccanismi psicologici alla base dei disturbi d'ansia

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Identificare quali meccanismi psicologici possono essere alla base dei problemi dei pazienti è una parte cruciale dello sviluppo di piani di trattamento efficaci.

meccanismi psicologici alla base dei disturbi di ansiaMentre i tradizionali approcci specifici alla diagnosi che prescrivono interventi diversi per i disturbi separati possono mirare a meccanismi specifici per ridurre i sintomi, molti tendono a trascurare il fatto che molti meccanismi spesso guidano e mantengono la sofferenza vissuta dai clienti.

Fortunatamente, c'è stato un crescente interesse e supporto per un approccio che si concentra specificamente sugli elementi 'target' dei meccanismi trans-diagnostici - vulnerabilità e modelli di risposta sottostanti che si ritiene possano innescare e mantenere i sintomi cognitivi, comportamentali, emotivi e fisiologici attraverso categorie diagnostiche - che si trovano al cuore dei problemi dei pazienti.

Il presente articolo si focalizzerà su alcuni dei meccanismi di vulnerabilità comuni che sono alla base dei disturbi d'ansia.

Identificare queste variabili è il primo passo nel trattamento; verranno illustrati diversi interventi empiricamente supportati che mirano in modo specifico alle cause, alla radice dei problemi.

Credenze o schemi pervasivi

In questo contesto specifico, con il termine schema si fa riferimento a convinzioni pervasive e profondamente radicate con il potenziale di influenzare i modelli di pensiero, i comportamenti, l'umore e le interpretazioni degli eventi.

Il contenuto dello schema può includere credenze negative fondamentali su sé stessi (“io sono un perdente”), gli altri (“le persone sono indifferenti e giudicanti”), il mondo (“il mondo è un posto pericoloso”), e futuro (“ non funzionerà mai niente per me”).

Gli schemi negativi sono stati collegati alla presenza sia di disturbi d'ansia che molti altri problemi, e possono agire come una lente che distorce la realtà per conformarsi ai pensieri automatici di quei clienti che presentano esperienze negative.

Spesso è possibile identificare tali schemi quando si nota che alcuni pensieri automatici dei pazienti sono correlati ad esperienze emotive negative.

Sensibilità all'ansia

La sensibilità all'ansia (Anxiety Sensivity) è la paura delle sensazioni legate all'ansia a causa delle aspettative negative sull'esperienza dell'ansia, a volte chiamata paura della paura stessa.

Comporta conseguenze somatiche, cognitive e sociali dell'ansia, con alcune dimensioni più specifiche di certi disturbi. Ad esempio paure somatiche nel disturbo di panico e paure di reazioni d'ansia osservabili pubblicamente nella fobia sociale.

La sensibilità all'ansia è associata a numerosi problemi, tra cui agorafobia, disturbo d'ansia generalizzato, panico e disturbo da stress post-traumatico.

La correlazione tra sensibilità all'ansia e soppressione del pensiero - un meccanismo di risposta - ha dimostrato di prevedere in modo additivo i sintomi dell'ansia, nonché l'aumento del rischio di disturbi da uso di sostanze.

Controllo percepito

David Barlow ha scoperto che un diminuito senso di controllo su eventi avversi ed esperienze emotive rappresentano un meccanismo di vulnerabilità psicologica per disturbi emotivi, tra cui ansia cronica e depressione.

Le prime esperienze di diminuzione del controllo aumentano la probabilità di interpretare gli eventi futuri come fuori dal proprio controllo. Ed è quindi implicato come fattore di vulnerabilità per l'ansia.

In questo caso, la terapia cognitivo-comportamentale sembra produrre migliori esiti nel trattamento del controllo percepito sottostante i disturbi d'ansia.

Intolleranza all'incertezza

Vi sono prove considerevoli che l'intolleranza dell'incertezza rappresenti una vulnerabilità trans-diagnostica, nonché mantenga diversi fattori coinvolti nei disturbi d'ansia, tra cui ansia sociale, agorafobia, panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo d'azzardo patologico, nonché depressione.

L'intolleranza all'incertezza è stata collegato al meccanismo di risposta della preoccupazione, e si combina anche con il perfezionismo nel disturbo ossessivo-compulsivo.

Un protocollo cognitivo-comportamentale specifico per l'intolleranza dell'incertezza ed i suoi costrutti correlati - preoccupazione, convinzioni metacognitive sulla preoccupazione, orientamento al problema negativo ed evitamento cognitivo – si è dimostrato efficace nel trattamento del disturbo d'azzardo patologico.

A causa del suo legame con molteplici disturbi degli affetti negativi, l'intolleranza dell'incertezza può essere un meccanismo chiave che spiega l'alta incidenza di comorbidità tra questi tipi di problemi.

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Perfezionismo

Il perfezionismo è un rischio nonché fattore di mantenimento per i disturbi d'ansia e depressivi, ed è associato ad esiti di trattamento più poveri per tali condizioni.

Il perfezionismo clinico è stato associato a diverse psicopatologie quali ansia, depressione e disturbi alimentari, che sottolineano la sua rilevanza e influenza attraverso le diagnosi come meccanismo trans-diagnostico.

Orientamento negativo al problema

Il National Institute of Health definisce l'orientamento negativo al problema come un insieme disfunzionale di attitudini legate alla capacità di problem-solving.

L'orientamento negativo al problema è ampiamente riconosciuto come vulnerabilità cognitiva alla base del disturbo d'azzardo patologico, e si correla sia ai sintomi di quest'ultimo che disturbo ossessivo-compulsivo.

Nel 2011, Fergus e Wu hanno identificato l'orientamento negativo al problema come singola variabile cognitiva correlata ai sintomi dell'umore e dell'ansia, tra cui depressione, disturbo d'ansia sociale, disturbo d'azzardo patologico e disturbo ossessivo-compulsivo, il che suggerisce che potrebbe conferire una generale vulnerabilità ai sintomi dell'umore e dell'ansia.

Paura della valutazione

Le preoccupazioni valutative spesso accompagnano la presentazione di problemi come la vergogna e l'imbarazzo legati ai sintomi psicologici.

I timori di valutazione sia positiva che negativa sono caratteristiche chiave dell'ansia sociale e si collegano anche al perfezionismo clinico.

Responsabilità e stima delle minacce

Questi meccanismi si combinano come un fattore chiave nel disturbo ossessivo-compulsivo e sono implicati nell'ansia in generale.

Considerare i meccanismi di distorsione della minaccia e la responsabilità per il danno è rilevante per gli approcci di formulazione del caso nel trattamento dell'ansia, della depressione e della preoccupazione.

Tolleranza al disagio

La psicologia popolare ha prestato sempre più attenzione all'importanza di costruire la tolleranza al disagio negli ultimi anni.

L'attenzione è appropriata, poiché la tolleranza al disagio - o, più precisamente, l'intolleranza - è implicata sia come fattore di vulnerabilità che come fattore di mantenimento dell'ansia e di molti altri disturbi.

Il modo in cui le persone percepiscono la loro capacità di tollerare l'angoscia influenza il modo in cui rispondono a tali emozioni e contesti.

Quindi, la percezione di non riuscire a gestire qualcosa rappresenta una situazione di ansia per una situazione sociale, la quale spesso suscita meccanismi di risposta e comportamenti che perpetuano schemi psicopatologici.

Tali meccanismi di risposta possono includere cose come isolamento sociale (ritiro comportamentale), soppressione del pensiero (evitamento cognitivo) o autolesionismo (comportamenti guidati dalle emozioni).

Questi sono solo alcuni dei meccanismi che possono trovarsi sotto i grappoli di sintomi per i quali i clienti chiedono aiuto.

Ulteriori meccanismi da cercare nei pazienti che presentano sintomi ansiosi includono predisposizioni neurologiche - ad esempio, eccitazione alterata o controllo inibitorio, deficit di funzionamento esecutivo - e credenze metacognitive - ad esempio, “Preoccuparsi mi aiuterà ad evitare imbarazzi e danni”.

Una volta che si è in grado di identificare i meccanismi di vulnerabilità che sono alla base della sofferenza dei clienti, si potranno determinare le vie più appropriate per il trattamento.

Man mano che la ricerca clinica nel trattamento dei meccanismi trans-diagnostici aumenta, non c'è bisogno di fare affidamento solo su protocolli mirati ad ampie categorie diagnostiche, che possono o meno arrivare al cuore del problema in questione.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • Barlow, D. H. (2002). Anxiety and its disorders (2nd ed.). New York: Guilford.
  • Carleton, R. N., Mulvogue, M. K., Thibodeau, M. A., et al. (2012). Increasingly certain about uncertainty: Intolerance of uncertainty across anxiety and depression. Journal of Anxiety Disorders, 26, 468–479.
  • Gentes, E. L., & Ruscio, A. M. (2011). A meta-analysis of the relation of intolerance of uncer- tainty to symptoms of generalized anxiety disorder, major depressive disorder, and obsessive-compulsive disorder. Clinical Psychology Review, 31, 923–933
  • Mahoney, A. E. J., & McEvoy, P. M. (2012). A transdiagnostic examination of intolerance of uncertainty across anxiety and depressive disorders. Cognitive Behaviour Therapy, 41, 212–222.
  • Yap, K., Gibbs, A., Francis A.J.P., Schuster, S.E. (2016). Testing the Bivalent Fear of Evaluation Model of Social Anxiety: The Relationship Between Fear of Positive Evaluation, Social Anxiety, and Perfectionism. Cognitive Behaviour Therapy, 45, 136-149.

 

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