Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.
Accedendo acconsenti all'utilizzo dei cookies in accordo con la politica e regolamentazione vigente in materia di cookies e privacy.

L'elenco online di tutte le Scuole di Psicoterapia italiane

Segui Scuole di Psicoterapia sui Social Network       

Pubblicità

 

Quando le madri sono borderline

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 
I bambini le cui madri hanno una diagnosi di disturbo borderline della personalità presentano difficoltà nell’attaccamento, ritiro sociale, disregolazione emotiva precoce, difficoltà nei comportamenti sociali e distorsioni nel modo in cui percepiscono i rapporti interpersonali.

madri figli borderlineAl giorno d’oggi, capire come valutare quanto i problemi mentali delle madri possano influenza il benessere dei figli si rivela decisamente importante.

La comprensione dei fattori di rischio per la malattia mentale è importante, proprio perché alcuni di essi possono essere modificati, consentendo così la prevenzione di problemi futuri qualora indentificati precocemente.

Esistono diverse ricerche sull’argomento delle problematiche materne associate ai problemi di salute mentale nella prole.

In particolare, Stein et al. (2014), hanno individuato un rischio maggiore in diverse categorie di mamme: quelle più giovani, quelle meno istruite, e quelle affette da malattia mentale.

Gli autori di un nuovo studio, Pearson et al. (2017), hanno notato che tra i fattori di rischio i tratti di personalità non sono ancora stati studiati ed approfonditi.

La personalità è un fattore importante per la crescita dei bambini e potrebbe avere un impatto potenzialmente forte durante lo sviluppo.

Rivedendo la letteratura precedente, gli autori riportano che precedenti studi avevano già individuato il nevroticismo materno come correlato ad una scarsa competenza da parte della madre a prendersi cura del piccolo, e la soddisfazione con la presenza di problemi comportamentali nei bambini.

Altri studi si sono invece focalizzati su quegli aspetti della personalità che sono connesse ad una genitorialità emotivamente distante; tra i diversi fattori sono stati individuati la rabbia, il sospetto e l’impulsività.

Questi tratti sono caratteristici di alcuni disturbi di personalità, in particolare quello Borderline, in cui si assiste ad un’instabilità nelle relazioni, disregolazione emotiva, sospetto, ricerca di novità, comportamenti auto-distruttivi e disturbi dell’identità.

Questi autori hanno evidenziato che i bambini le cui madri hanno una diagnosi di disturbo borderline della personalità presentano difficoltà nell’attaccamento, ritiro sociale, disregolazione emotiva precoce e, in seguito, durante la crescita, tendono a manifestare difficoltà nei comportamenti sociali e distorsioni nel modo in cui percepiscono i rapporti interpersonali.

Queste caratteristiche possono essere correlate alla tendenza delle madri ad essere meno sensibili, più intrusive, più ostili e più protettive.

Ulteriori studi trasversali hanno suggerito un’associazione tra il disturbo borderline di personalità materno e la presenza di depressione e suicidio tra gli adolescenti.

Vale la pena notare che, sebbene gli autori dello studio non trattino in dettaglio questo argomento, il disturbo borderline di personalità è considerato da molti come fattore correlato al trauma dello sviluppo, e alcuni ritengono che sia, almeno parzialmente, una forma di disturbo post-traumatico complesso.

Anche se queste si pongono attualmente come ipotesi su cui la letteratura si sta interrogando, sembrano esserci fattori genetici che contribuiscono allo sviluppo del disturbo borderline di personalità.

Nell’analizzare i diversi sintomi sottostanti il disturbo, e determinare quanto sia ereditabile e quanto dovuto a fattori ambientali, i ricercatori Reichborn-Kyennerud et al (2013), hanno scoperto che il disturbo borderline di personalità possa essere scomposto in tre domini: un fattore di sensibilità generale in cui il 55% sembrerebbe ereditabile e il restante 45% ambientale; un fattore interpersonale (relazioni instabili, timori di abbandono), 2,2% ereditabile e 97,8% ambientale; e un fattore di instabilità emotiva (sentimenti di vacuità e rabbia intensta), 29,3% ereditabile e 70,7% ambientale.

Pertanto, sembrerebbe che vi siano dei fattori di ereditarietà significativi; le modalità con cui le madri borderline trattano i loro figli sembrerebbero legate alle proprie esperienze di sviluppo, suggerendo fortemente una componente della trasmissione transgenerazionale del trauma – esperienze di sviluppo negativo attraverso l’apprendimento sociale - e forse anche la presenza di fattori epigenetici che sono sempre più oggetto di studio per la comprensione di come un trauma possa trasmettersi da una generazione all’altra.

Vi è un consenso più generale nel sostenere che la personalità materna sia probabilmente un fattore importante, ma vi sono ancora troppi pochi studi che indagano la questione di come la personalità genitoriale possa influenzare la salute mentale dei propri figli.

In linea generale, gli studi prospettici longitudinali offrono migliori risultati statistici rispetto a quelli trasversali, perché l’oggetto di studio si protrae per lunghi periodi di tempo, le ipotesi vengono controllate in un contesto naturalistico e così via.

Ciò consente ai ricercatori di trarre conclusioni più affidabili e robuste sulla causalità piuttosto che semplicemente identificare le associazioni.

Gli autori dello studio hanno esaminato il ruolo della personalità genitoriale utilizzando i dati del Avon Longitudinale Study of Parents and Children (ALSPAC); hanno esaminato le seguenti ipotesi:

a livello della popolazione generale, i tratti della personalità disfunzionale all’età di 9 anni dovrebbero essere associati ad un aumento del rischio di problemi di salute mentale dopo i 18 anni; un maggior rischio dovrebbe essere associato alla presenza di un maggior numero di tratti disfunzionali materni; qualsiasi associazione sarà indipendente dalla depressione materna.

Pubblicità

I dati completi sono stati raccolti su più di 8.000 madri e figli e quasi 2.000 padri e figli.

La personalità parentale è stata valutata quando i bambini avevano un’età di 9 anni, mentre le caratteristiche dei bambini all’età di 18 anni.

Per i genitori, è stata utilizzata la Karolinska Scales of Personality, che esamina 15 tratti di personalità legati all’ansia somatica, ansia psichica, tensione muscolare, psicostenia, inibizione dell’aggressività, irritabilità, colpa, socializzazione, opportunità sociale, monotonia, evasione, impulsività, aggressione verbale, aggressività indiretta, sospetto e separazione, molti dei quali si sovrappongono a caratteristiche nevrotiche e depressive.

Esaminarono cinque tratti distinguendoli dai tratti nevrotici e depressivi - la ricerca di novità (evitamento della monotonia), l’impulsività, la rabbia verbale, il sospetto ed il distacco – che sono più connessi a difficoltà di relazione e disregolazione emotiva, con l’obiettivo finale di distinguere il nevroticismo, la depressione e altri fattori di personalità.

All’età di 18 anni i ragazzi completarono la Clinical Interview Schedule – Revised; questo è uno strumento che copre più domini di sintomi e utilizza un programma online per determinare quali disturbi psichiatrici sono presenti, se presenti.

Di particolare interesse erano i disturbi depressivi, i disturbi d’ansia e i comportamenti auto-distruttivi.

I loro risultati si rivelarono interessanti; mentre in generale, i tratti della personalità materna disfunzionale erano associati ad un aumento del rischio per la malattia mentale nei bambini, la maggior parte dei tratti erano interrelati e indipendenti dalla depressione.

Il sospetto materno aveva un effetto indipendente, aumentando le probabilità di tutti i risultati, e l’impulsività materna aumentava la probabilità della depressione in modo specifico.

L’analisi addizionale ha rafforzato la constatazione che, in totale, la personalità materna disfunzionale è correlata ai problemi di salute mentale nei bambini, aumentando la probabilità di depressione, disturbi d’ansia e autolesionismo, indipendentemente dal nevroticismo materno.

Maggiore è la portata della disfunzione materna, maggiore è il rischio di esiti negativi per i bambini.

Ulteriori ricerche si rendono ovviamente necessarie per capire come i tratti di personalità materna portino a risultati avversi nei bambini e, in particolare, il rapporto tra impulsività materna e depressione nei bambini indipendentemente dalla depressione materna.

Il fatto che l’effetto dell’impulsività è indipendente dalla depressione suggerisce che l’impulsività materna, indipendente dai fattori di rischio genetici per la depressione, ha un effetto negativo sui bambini.

In generale, anche se la personalità può essere difficile da modificare e molti tratti disfunzionali sono stabili nel tempo, la ricerca suggerisce che può essere possibile prevenire o attenuare i risultati negativi nella prole modificando il comportamento materno.

Tornando all’argomento dell’impatto del trauma sulla personalità e sulla trasmissione intergenerazionale dei traumi l’esempio di Ububule può essere utile.

Ububule è un’organizzazione partita nel 2000 in Sudafrica, basata sulla teoria dell’attaccamento, per fornire una formazione pratica parentale per le coppie prevalentemente madre-figlio, al fine di impedire la trasmissione di traumi da una generazione a quella successiva.

Grazie alla presenza di personale addestrato si cercano di favorire comportamenti materni più adattivi; Ububule lavora per consentire alle famiglie di far crescere i bambini in modo da consentirgli di sviluppare uno stile di attaccamento più sicuro, e determinando così risultati migliori.

Allo stesso modo, il programma Columbia-Presbyterian’s Parent-Infant Psychotherapy Program cerca di favorire nelle famiglie dei cambiamenti positivi intervenendo precocemente per insegnare alle madri come interpretare meglio i comportamenti infantili, e rispondere in modi che favoriscano migliori risultati di sviluppo.

A questo punto, cosa succede anche ai padri?

È interessante, e in qualche modo sorprendente, ciò che hanno rilevato Pearson et al., e cioè che i tratti paterni disfunzionali della personalità non hanno avuto un impatto significativo sulla salute mentale dei loro figli all’età di 18 anni.

Da un lato, questa appare come una buona notizia, almeno in termine di impatto della personalità paterna sui bambini.

D’altra parte, essa solleva però molte domande su quale sia l’influenza che ha il padre rispetto allo sviluppo del bambino, e se riesca a mitigare l’effetto della personalità materna negativa sui loro figli, data la maggiore consapevolezza dell’influenza materna.

Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere le interazioni complesse tra padre, madre e figlio; può sembrare semplicemente che chiunque spenda più tempo con i bambini eserciti una maggiore influenza, ma non è così semplice.

Poiché le strutture familiari cambiano e si evolvono, concludono gli autori, senza dubbio la ricerca futura rivelerà risultati più sfumati e generalizzabili.

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

Bibliografia

  • Pearson RM, Campbell A, Howard LM, Bornstein MH, O'Mahen H, Mars B and Moran P. (2017). Impact of dysfunctional maternal personality traits on risk of offspring depression, anxiety and self-harm at age 18 years: a population-based longitudinal study. Psychological Medicine, 1- 11. April 7.
  • Reichborn-Kjennerud T, Ystrom E, Neale MC, et al. (2013). Structure of Genetic and Environmental Risk Factors for Symptoms of DSM-IV Borderline Personality Disorder. JAMA Psychiatry, 70(11):1206-1214.
  • Stein A, Pearson RM, Goodman SH, Rapa E, Rahman A, Mccallum M, Howard LM, Pariante CM (2014). Effects of perinatal mental disorders on the fetus and child. Lancet 384, 1800–1819.

 

Scuola Italiana di Analisi Reichiana - Siar

Specializzarsi in Psicoterapia: Scuola Italiana di Analisi Reichiana - Siar Orientamento: Corporeo Analitico ReichianoSede legale: Via Valadier, 44 - 00193 ROMAContatti: Tel. e Fax. 06 3224535Riconoscimento: Riconosciuta dal MIUR con D.M...

leggi tutto...

Il Ruolo Terapeutico di Genova - Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica

Specializzarsi in Psicoterapia: Il Ruolo Terapeutico di Genova - Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica Orientamento: PsicodinamicoSede centrale: Via XX settembre 32/5 – 16121 GENOVAContatti: Tel. e Fax. 010 4074044; Cell. Dott.ssa Rita...

leggi tutto...


Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

Psiconline.it
News, informazioni, notizie,
consulenza psicologica online gratuita,
servizi per il mondo professionale, articoli e tanto altro.
Dal 1999 la psicologia e gli psicologi in rete!

 

logo psicologi italiani

 

logo psiconline


 

 

 

 

 

 

 

Quando le madri sono borderline

 

I bambini le cui madri hanno una diagnosi di disturbo borderline della personalità presentano difficoltà nell’attaccamento, ritiro sociale, disregolazione emotiva precoce, difficoltà nei comportamenti sociali e distorsioni nel modo in cui percepiscono i rapporti interpersonali.

 

Al giorno d’oggi, capire come valutare quanto i problemi mentali delle madri possano influenza il benessere dei figli si rivela decisamente importante.

 

La comprensione dei fattori di rischio per la malattia mentale è importante, proprio perché alcuni di essi possono essere modificati, consentendo così la prevenzione di problemi futuri qualora indentificati precocemente.

 

Esistono diverse ricerche sull’argomento delle problematiche materne associate ai problemi di salute mentale nella prole.

 

In particolare, Stein et al. (2014), hanno individuato un rischio maggiore in diverse categorie di mamme: quelle più giovani, quelle meno istruite, e quelle affette da malattia mentale.

 

Gli autori di un nuovo studio, Pearson et al. (2017), hanno notato che tra i fattori di rischio i tratti di personalità non sono ancora stati studiati ed approfonditi.

 

La personalità è un fattore importante per la crescita dei bambini e potrebbe avere un impatto potenzialmente forte durante lo sviluppo.

 

Rivedendo la letteratura precedente, gli autori riportano che precedenti studi avevano già individuato il nevroticismo materno come correlato ad una scarsa competenza da parte della madre a prendersi cura del piccolo, e la soddisfazione con la presenza di problemi comportamentali nei bambini.

 

Altri studi si sono invece focalizzati su quegli aspetti della personalità che sono connesse ad una genitorialità emotivamente distante; tra i diversi fattori sono stati individuati la rabbia, il sospetto e l’impulsività.

 

Questi tratti sono caratteristici di alcuni disturbi di personalità, in particolare quello Borderline, in cui si assiste ad un’instabilità nelle relazioni, disregolazione emotiva, sospetto, ricerca di novità, comportamenti auto-distruttivi e disturbi dell’identità.

 

Questi autori hanno evidenziato che i bambini le cui madri hanno una diagnosi di disturbo borderline della personalità presentano difficoltà nell’attaccamento, ritiro sociale, disregolazione emotiva precoce e, in seguito, durante la crescita, tendono a manifestare difficoltà nei comportamenti sociali e distorsioni nel modo in cui percepiscono i rapporti interpersonali.

 

Queste caratteristiche possono essere correlate alla tendenza delle madri ad essere meno sensibili, più intrusive, più ostili e più protettive.

 

Ulteriori studi trasversali hanno suggerito un’associazione tra il disturbo borderline di personalità materno e la presenza di depressione e suicidio tra gli adolescenti.

 

Vale la pena notare che, sebbene gli autori dello studio non trattino in dettaglio questo argomento, il disturbo borderline di personalità è considerato da molti come fattore correlato al trauma dello sviluppo, e alcuni ritengono che sia, almeno parzialmente, una forma di disturbo post-traumatico complesso.

 

Anche se queste si pongono attualmente come ipotesi su cui la letteratura si sta interrogando, sembrano esserci fattori genetici che contribuiscono allo sviluppo del disturbo borderline di personalità.

 

Nell’analizzare i diversi sintomi sottostanti il disturbo, e determinare quanto sia ereditabile e quanto dovuto a fattori ambientali, i ricercatori Reichborn-Kyennerud et al (2013), hanno scoperto che il disturbo borderline di personalità possa essere scomposto in tre domini: un fattore di sensibilità generale in cui il 55% sembrerebbe ereditabile e il restante 45% ambientale; un fattore interpersonale (relazioni instabili, timori di abbandono), 2,2% ereditabile e 97,8% ambientale; e un fattore di instabilità emotiva (sentimenti di vacuità e rabbia intensta), 29,3% ereditabile e 70,7% ambientale.

 

Pertanto, sembrerebbe che vi siano dei fattori di ereditarietà significativi; le modalità con cui le madri borderline trattano i loro figli sembrerebbero legate alle proprie esperienze di sviluppo, suggerendo fortemente una componente della trasmissione transgenerazionale del trauma – esperienze di sviluppo negativo attraverso l’apprendimento sociale - e forse anche la presenza di fattori epigenetici che sono sempre più oggetto di studio per la comprensione di come un trauma possa trasmettersi da una generazione all’altra.

 

Vi è un consenso più generale nel sostenere che la personalità materna sia probabilmente un fattore importante, ma vi sono ancora troppi pochi studi che indagano la questione di come la personalità genitoriale possa influenzare la salute mentale dei propri figli.

 

In linea generale, gli studi prospettici longitudinali offrono migliori risultati statistici rispetto a quelli trasversali, perché l’oggetto di studio si protrae per lunghi periodi di tempo, le ipotesi vengono controllate in un contesto naturalistico e così via.

 

Ciò consente ai ricercatori di trarre conclusioni più affidabili e robuste sulla causalità piuttosto che semplicemente identificare le associazioni.

 

Gli autori dello studio hanno esaminato il ruolo della personalità genitoriale utilizzando i dati del Avon Longitudinale Study of Parents and Children (ALSPAC); hanno esaminato le seguenti ipotesi:

 

a livello della popolazione generale, i tratti della personalità disfunzionale all’età di 9 anni dovrebbero essere associati ad un aumento del rischio di problemi di salute mentale dopo i 18 anni;

un maggior rischio dovrebbe essere associato alla presenza di un maggior numero di tratti disfunzionali materni; qualsiasi associazione sarà indipendente dalla depressione materna.

 

I dati completi sono stati raccolti su più di 8.000 madri e figli e quasi 2.000 padri e figli.

La personalità parentale è stata valutata quando i bambini avevano un’età di 9 anni, mentre le caratteristiche dei bambini all’età di 18 anni.

 

Per i genitori, è stata utilizzata la Karolinska Scales of Personality, che esamina 15 tratti di personalità legati all’ansia somatica, ansia psichica, tensione muscolare, psicostenia, inibizione dell’aggressività, irritabilità, colpa, socializzazione, opportunità sociale, monotonia, evasione, impulsività, aggressione verbale, aggressività indiretta, sospetto e separazione, molti dei quali si sovrappongono a caratteristiche nevrotiche e depressive.

 

Esaminarono cinque tratti distinguendoli dai tratti nevrotici e depressivi - la ricerca di novità (evitamento della monotonia), l’impulsività, la rabbia verbale, il sospetto ed il distacco – che sono più connessi a difficoltà di relazione e disregolazione emotiva, con l’obiettivo finale di distinguere il nevroticismo, la depressione e altri fattori di personalità.

 

All’età di 18 anni i ragazzi completarono la Clinical Interview Schedule – Revised; questo è uno strumento che copre più domini di sintomi e utilizza un programma online per determinare quali disturbi psichiatrici sono presenti, se presenti.

 

Di particolare interesse erano i disturbi depressivi, i disturbi d’ansia e i comportamenti auto-distruttivi.

 

I loro risultati si rivelarono interessanti; mentre in generale, i tratti della personalità materna disfunzionale erano associati ad un aumento del rischio per la malattia mentale nei bambini, la maggior parte dei tratti erano interrelati e indipendenti dalla depressione.

 

Il sospetto materno aveva un effetto indipendente, aumentando le probabilità di tutti i risultati, e l’impulsività materna aumentava la probabilità della depressione in modo specifico.

 

L’analisi addizionale ha rafforzato la constatazione che, in totale, la personalità materna disfunzionale è correlata ai problemi di salute mentale nei bambini, aumentando la probabilità di depressione, disturbi d’ansia e autolesionismo, indipendentemente dal nevroticismo materno.

 

Maggiore è la portata della disfunzione materna, maggiore è il rischio di esiti negativi per i bambini.

 

Ulteriori ricerche si rendono ovviamente necessarie per capire come i tratti di personalità materna portino a risultati avversi nei bambini e, in particolare, il rapporto tra impulsività materna e depressione nei bambini indipendentemente dalla depressione materna.

 

Il fatto che l’effetto dell’impulsività è indipendente dalla depressione suggerisce che l’impulsività materna, indipendente dai fattori di rischio genetici per la depressione, ha un effetto negativo sui bambini.

 

In generale, anche se la personalità può essere difficile da modificare e molti tratti disfunzionali sono stabili nel tempo, la ricerca suggerisce che può essere possibile prevenire o attenuare i risultati negativi nella prole modificando il comportamento materno.

 

Tornando all’argomento dell’impatto del trauma sulla personalità e sulla trasmissione intergenerazionale dei traumi l’esempio di Ububule può essere utile.

 

Ububule è un’organizzazione partita nel 2000 in Sudafrica, basata sulla teoria dell’attaccamento, per fornire una formazione pratica parentale per le coppie prevalentemente madre-figlio, al fine di impedire la trasmissione di traumi da una generazione a quella successiva.

 

Grazie alla presenza di personale addestrato si cercano di favorire comportamenti materni più adattivi; Ububule lavora per consentire alle famiglie di far crescere i bambini in modo da consentirgli di sviluppare uno stile di attaccamento più sicuro, e determinando così risultati migliori.

 

Allo stesso modo, il programma Columbia-Presbyterian’s Parent-Infant Psychotherapy Program cerca di favorire nelle famiglie dei cambiamenti positivi intervenendo precocemente per insegnare alle madri come interpretare meglio i comportamenti infantili, e rispondere in modi che favoriscano migliori risultati di sviluppo.

 

A questo punto, cosa succede anche ai padri?

 

È interessante, e in qualche modo sorprendente, ciò che hanno rilevato Pearson et al., e cioè che i tratti paterni disfunzionali della personalità non hanno avuto un impatto significativo sulla salute mentale dei loro figli all’età di 18 anni.

 

Da un lato, questa appare come una buona notizia, almeno in termine di impatto della personalità paterna sui bambini.

 

D’altra parte, essa solleva però molte domande su quale sia l’influenza che ha il padre rispetto allo sviluppo del bambino, e se riesca a mitigare l’effetto della personalità materna negativa sui loro figli, data la maggiore consapevolezza dell’influenza materna.

 

Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere le interazioni complesse tra padre, madre e figlio; può sembrare semplicemente che chiunque spenda più tempo con i bambini eserciti una maggiore influenza, ma non è così semplice.

 

Poiché le strutture familiari cambiano e si evolvono, concludono gli autori, senza dubbio la ricerca futura rivelerà risultati più sfumati e generalizzabili.

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

Bibliografia

Pearson RM, Campbell A, Howard LM, Bornstein MH, O'Mahen H, Mars B and Moran P. (2017). Impact of dysfunctional maternal personality traits on risk of offspring depression, anxiety and self-harm at age 18 years: a population-based longitudinal study. Psychological Medicine, 1- 11. April 7.

 

Reichborn-Kjennerud T, Ystrom E, Neale MC, et al. (2013). Structure of Genetic and Environmental Risk Factors for Symptoms of DSM-IV Borderline Personality Disorder. JAMA Psychiatry, 70(11):1206-1214.

 

Stein A, Pearson RM, Goodman SH, Rapa E, Rahman A, Mccallum M, Howard LM, Pariante CM (2014). Effects of perinatal mental disorders on the fetus and child. Lancet 384, 1800–1819.

 

 

 

 

 

 

Tags: scuole di psicoterapia, disregolazione emotiva, madre-figlio, disturbo borderline di personalità, borderline, disturbo dell'attaccamento, ritiro sociale, distorsioni percettive

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

0
Condivisioni