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Social media e isolamento: esiste una connessione?

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In un mondo in cui si è sempre più iper-connessi, è possibile che i progressi tecnologici generino isolamento e solitudine?

social media e isolamento esiste una connessioneSiamo afflitti da una silenziosa epidemia chiamata solitudine. Negli ultimi 50 anni, indipendentemente dalla posizione geografica, dal genere, dalla razza o dall'etnia, i tassi di solitudine sono raddoppiati negli Stati Uniti.

Questo aumento è stato associato a diverse crescenti preoccupazioni legate al benessere mentale e fisico.

Eppure, in un momento in cui sembra che siamo più connessi che mai, come potrebbe essere possibile? Potrebbe essere che i progressi tecnologici sviluppati per favorire la connessione determinino, al contrario, un senso di isolamento e solitudine?

In un sondaggio in cui si esploravano i modelli dei social media, è emerso che gli individui che passavano ogni giorno più tempo sui social si sentivano più soli di quelli che passavano meno tempo sui loro profili social.

Inoltre, coloro che hanno trascorso più tempo sui social media in una determinata settimana si sono sentiti più isolati rispetto a quelli che hanno fatto un utilizzo minore di Internet.

Un aumento nell'uso dei social media è stato associato ad una maggiore distrazione e disturbi del sonno.

I ricercatori dell'Università di Amsterdam hanno evidenziato che “sperimentiamo una piacevole risposta sui social media come Facebook”.

Allo stesso modo, Erik Peper, Docente presso la San Francisco State University, sottolinea che l'uso degli smartphone può determinare la formazione di connessioni neurologiche simili a quelle che si osservano in individui con dipendenza da oppiodi.

Inoltre, in uno studio di 135 persone, Peper e i suoi colleghi hanno scoperto che le persone che utilizzano i loro telefoni più spesso erano più propensi a segnalare stati di ansia, depressione, isolamento e solitudine.

Vi è una relazione tra social media e solitudine?

Per capire meglio come i social media possono essere connessi alla solitudine, bisogna prima riconoscere che non è una semplice equazione.

Proprio come esistono una serie di ragioni differenti legate all'uso dei social media, esistono diversi modi in cui i social media potrebbero favorire la solitudine.

La facilità di accessibilità potrebbe indurre a connettersi di più nel regno digitale, ma a disconnettersi dal mondo che ci circonda.

I ricercatori della British Columbia University hanno rilevato che anche le distrazioni apparentemente lievi provenienti dal cellulare potrebbero indurre le persone a sperimentare una diminuzione del piacere presente.

Ad esempio, se ci si trova in una situazione sociale e si avverte la vibrazione della notifica, anche se non si apre l'applicazione, questo breve momento potrebbe causare una sensazione di disconnessione con gli altri presenti all'incontro.

Il Center for Human Technology sottolinea che “la persistente necessità di accedere ai social può inibire la capacità degli utenti di rilassarsi e reintegrarsi”.

Gli individui possono fare un uso spropositato del cellulare, entrando e uscendo continuamente dai social media nel tentativo di distrarsi dagli eventi attuali e sentirsi disconnessi dagli altri.

È anche possibile trovare aggiornamenti o notifiche indesiderate che provocano sentimenti di isolamento.

Ad esempio, se qualcuno trova un'immagine dei propri amici riuniti per un evento a cui non si è stati invitati, vedere questo aggiornamento potrebbe indurre l'individuo a sentirsi escluso.

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L'esposizione a immagini idealizzate sui social media può anche suscitare invidia. Precipitandosi nel confronto sociale, le persone possono sviluppare un senso di insoddisfazione etichettando se stesse come meno di successo, meno felici o avventurose.

In uno studio su individui che utilizzano Twitter e Facebook, i partecipanti che hanno ammesso di ricorrere a modalità di ricerca di convalida, ad esempio tramite i like, erano più propensi a soffrire di bassa autostima e di essere meno fiduciosi degli altri.

Se un individuo è focalizzato a minimizzare i suoi difetti e preoccupazioni, potrebbe non avere la capacità di relazionarsi con gli altri sulle esperienze di vita reali.

Rispetto ai fenomeni che caratterizzano il mondo digitale, il cyberbullismo, compresi i messaggi di minaccia, la condivisione di informazioni private o umilianti o l'esclusione sociale, è una causa comune per lo sviluppo della solitudine.

Tuttavia, a causa dell'aggressione che si verifica online piuttosto che di persona, la tendenza potrebbe essere quella di sottostimare l'influenza negativa del cyberbullismo.

In uno studio di adolescenti che utilizzano i social media, passare più di due ore al giorno sui social, rendeva i partecipanti più propensi a segnalare il cyberbullismo.

Allo stesso modo, in un campione rappresentativo a livello nazionale di 5.600 giovani di età compresa tra i 12 e i 17 anni, il 34% ha ammesso di essere stata vittima di cyberbullismo e il 17% ha precisato che si era verificato nell'ultimo mese.

Di coloro che sono stati vittime di bullismo, il 64% ha riferito che ha influenzato la loro capacità di apprendere e sentirsi al sicuro a scuola.

Infine, il cyberbullismo non è sempre interpersonale. Anche le pratiche di autolesionismo stanno ampiamente rinforzandosi tramite i canali digitali, in cui, attraverso la condivisione di immagini e incitamento a procurarsi ferite sempre più gravi, gli adolescenti sentono di non essere i soli a praticarlo, e possono adesso condividere esperienze simili con altri giovani.

Pertanto, è tutto negativo?

Esistono sicuramente dei benefici legati ai social media. Primariamente, riesce a promuovere la facilità e l'accessibilità delle informazioni condivise.

Il social networking ha dimostrato di assistere gli adolescenti introversi nello sviluppo delle capacità di socializzazione.

Inoltre, in uno studio di oltre 30.000 giovani in tutto il mondo, è emerso che gli studenti che utilizzano i social media per comunicare sulla scuola tendono a guadagnare voti più alti.

I social media consentono una maggiore disponibilità di risorse per le persone che altrimenti potrebbero non aver avuto accesso.

Ad esempio, la connettività dei social media può aiutare una persona che soffre di depressione a trovare risorse e supporto per promuovere la guarigione.

Inoltre, la connessione tramite uno schermo che funge anche da barriera può aiutare le persone a sentirsi più sicure.

Ad esempio, una persona potrebbe trovare più facile conoscere un potenziale partner attraverso i profili dei social media piuttosto che fornire il proprio numero di telefono, indirizzo o addirittura un appuntamento di persona.

I social media ci dimostrano un nuovo modo di impegnarsi, legare e interagire. Tali piattaforme possono fornire il potenziale per soddisfare le nostre esigenze di connessione e appartenenza.

A differenza di altri studi discussi in precedenza, secondo il Cigna Loneliness Index, l'uso dei social media non è un predittore di solitudine.

Inoltre, i ricercatori dell'Università del Kansas e del Missouri ha rilevato che l'uso dei social media non ha effetti negativi significativi sulle interazioni sociali o sul benessere sociale.

Pertanto, potrebbe essere importante considerare la qualità rispetto alla quantità. Più che sulla quantità, bisognerebbe indagare le modalità con cui viene utilizzato.

Uno studio longitudinale Fiammingo su adolescenti che usano Instagram ha scoperto che l'uso della piattaforma era legato al sentirsi vicini e apprezzati.

Dopo sei mesi, l'uso di Instagram era correlato alla riduzione dei sintomi della depressione.

In un altro studio simile condotto da Mai-Ly Steers presso l'Università di Houston, Facebook è stato evidenziato come strumento efficace per connettersi con gli amici e creare nuove amicizie.

Tuttavia, nel tempo, gli individui iniziano a confrontarsi con gli altri e questo confronto è stato correlato ai sintomi della depressione.

Dall'altra parte, mentre i confronti di alcuni individui possono causare invidia e depressione, altri sono in grado di utilizzare la consapevolezza di sé e la sicurezza di sé, trascendere confronti, mantenere connessioni e combattere i rischi della solitudine.

Conclusioni

Gli individui che sono soli possono rivolgersi al regno digitale per sedare i loro sentimenti di isolamento.

Quindi, questo desiderio potrebbe far sì che qualcuno che è solitario abbia maggiori probabilità di sviluppare la necessità di essere più connesso al suo dispositivo.

D'altra parte, è possibile che gli individui che non stanno vivendo la solitudine possano sviluppare un senso di isolamento a causa della quantità e della qualità delle loro esperienze sui social media.

Una relazione non sempre evidenzia una causa. Quando le relazioni tra social media e solitudine sono annotate in letteratura, allora si potrà sostenere a gran voce che i social media producono esclusivamente danni negativi.

Tuttavia, è importante riconoscere che per molti, i social media possono essere un potente catalizzatore nella lotta alla solitudine.

Per coloro che possono sperimentare la solitudine a causa dei social media, altri fattori come l'autostima, la fiducia e la tristezza possono essere fattori importanti sottostanti che meritano considerazione.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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