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Stress: il ruolo del recettore glucocorticoideo NR3C1

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Un recente studio ha collegato il motivo alla base dell'ipersensibilità all'ambiente e della vulnerabilità allo stress nei bambini all'attività del gene del recettore glucorticoideo NR3C1.

stress il ruolo del recettore glucocorticoideo nr3c1Quando si immagina un gruppo di bambini che si recano a scuola per la prima volta nella loro vita, si può ragionevolmente considerare come, all'interno di questo gruppo, vi siano alcuni bambini che passano la loro giornata con il muso ed il broncio in un angolo della classe, mentre altri godono chiaramente della nuova esperienza.

Perchè questa differenza comportamentale è così grande?

Dopo tutto, essere lontani da casa per la prima volta e passare una giornata in mezzo ad estranei dovrebbe risultare stressante per ogni bambino.

Come può un bambino essere così elastico mentre il suo pari è così sensibile? È legato alle cure ricevute o a Madre Natura?

Gli scienziati ritengono che la sensibilità e la resilienza allo stress siano determinate in parte dai geni. La presenza o l'assenza di una specifica variante genetica rende un bambino emotivamente delicato o resiliente.

Tuttavia, gli scienziati si affrettano ad aggiungere che la cultura può trionfare sui geni e annullare alcuni dei loro effetti indesiderati.

In che modo i geni influenzano la risposta allo stress?

Un recente studio ha collegato il motivo alla base dell'ipersensibilità all'ambiente e della vulnerabilità allo stress nei bambini all'attività del gene del recettore glucorticoideo NR3C1.

La regione promotrice di queste gene controlla l'attività del gene e determina il numero di recettori glucocorticoidi prodotti. Il recettore dei glucocorticoidi si lega all'ormone dello stress, il cortisolo, e gli consente di comunicare con le cellule del corpo.

Questa attività determina come un individuo risponde allo stress. Secondo i risultati di uno studio condotto su bambini di età compresa tra gli 11 ed i 14 anni, coloro che sono stati maltrattati durante l'infanzia hanno un'espressione ridotta del gene NR3C1.

Questo indica che vi è meno produzione di glucocorticoidi nel loro cervello. Il cortisolo è infatti necessario per eseguire le performance; durante i periodi di stress, la secrezione di cortisolo ci rende attenti all'ambiente.

Ma la secrezione eccessiva di cortisolo ci fa divenire ansiosi ed in preda al panico, determinando stress ed un conseguente calo delle prestazioni.

Più alto è il numero di recettori glucocorticoidi nel corpo, maggiore è la quantità di cortisolo che viene ancorata. In tal senso, diveniamo capaci di tollerare lo stress senza sentirsi stressati.

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Ma quando gli individui hanno una condizione in cui il gene NR3C1 produce meno recettori di questo tipo, più ormoni di cortisolo scorrono nel sangue.

Più alto è il livello di cortisolo nel sangue, più si è vulnerabili agli effetti dello stress.

In che modo lo stress precoce altera l'espressione genica?

Ci sono stati diversi studi su come lo stress durante i primi anni dello sviluppo possa alterare la composizione genetica di un individuo, e se questo influisce su come egli successivamente reagisce allo stress.

L'interesse scientifico in questa materia è stato alimentato dalla convinzione che i bambini che sono stati sottoposti ad abusi fisici ed emotivi durante la loro infanzia sono a più alto rischio di sviluppare disturbi da abuso di sostanze, depressione, disturbo da stress post-traumatico e comportamento antisociale.

Questo non è uno sviluppo sorprendente considerando che le persone che soffrono di traumi infantili tendono a crescere credendo che il mondo sia una posto pericoloso e ostile.

Quindi tendono a rispondere a situazioni stressanti come qualcuno reagirebbe ad una minaccia - con ansia e aggressività.

Condizioni di vita avverse e/o abusi subiti durante l'infanzia possono portare a modifiche dell'espressione genica del recettore glucocorticoideo.

Si ritiene che le alterazioni nell'espressione di questo gene siano la causa principale alla base dell'associazione tra trauma infantile, reattività allo stress e rischio di sviluppare tendenze psicopatologiche.

Gli eventi traumatici infantili comprendono l'incuria della madre, la separazione dalla madre, la perdita di uno o entrambi i genitori e l'abuso fisico e/o mentale.

Per inciso, gli scienziati hanno anche notato simili cambiamenti epigenetici nel gene GR nei roditori che non hanno ricevuto cure materne durante l'infanzia.

Questo gene è sensibile e nei bambini e può essere colpito anche dalla presenza di ansia e depressione pre-natale della madre.

Il bambino “orchidea” può sbocciare in un “Dente di leone”

L'orchidea è una pianta delicata e bellissima. Date le giuste condizioni di crescita, l'orchidea ha bellissime fioriture.

Anche il bambino “orchidea” può evolversi in un essere umano con una forza morale e mentale esemplare se gli viene fornito un ambiente amorevole, premuroso e solidale.

Si ritiene inoltre che tale ambiente riduca le possibilità che un bambino “orchidea” sviluppo disturbi psicopatologici in età avanzata.

È questa convinzione che ha portato allo sviluppo del programma Fast Track negli Stati Uniti. Il programma Fast Track è un'iniziativa di ricercatori universitari per monitorare i bambini ad alto rischio nelle scuole e nelle comunità e avviare tempestive misure interventistiche per favorire l'apprendimento di modalità funzionali atte a fronteggiare lo stress.

È stato condotto uno studio su circa 980 bambini dell'asilo con problemi comportamentali, ipersensibilità all'ambiente e vulnerabilità allo stress. Sono stati sottoposti ad un programma di intervento di 10 anni in cui hanno appreso abilità sociali e meccanismi di coping.

I loro genitori sono stati invece sottoposti a training per la gestione del comportamento. Durante questo periodo sono state condotte anche visite domiciliari regolari e sessioni di Peer Coaching.

Al termine dello studio è stato rilevato che gli individui che hanno usufruito del programma hanno riportato minori istanze di comportamento criminale violento e condanne per reati legati alla droga ed un indice di benessere più elevato nella vita.

Lo studio indica anche che il tasso di successo del programma di intervento aumenta quanto prima un individuo con problemi comportamentali rientra nella sua età.

I risultati sopra menzionati dimostrano chiaramente l'importanza di programmi di intervento precoce per bambini ad alto rischio. Questo è compito delle autorità, ma i genitori, gli insegnanti, i consulenti scolastici e, in particolar modo gli psicologi dovrebbero promuovere le giuste forme di prevenzione.

I bambini non solo hanno bisogno di cure amorevoli per crescere ma anche di una guida ed un supporto per costruire i loro livelli di fiducia, imparare a seguire i loro sogni e avere il coraggio di attenersi alle loro convinzioni e ideali.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

Oberlander, T., Weinberg, J., Papsdorf, M., Grunau, R., Misri, S., & Devlin, A. (2014). Prenatal exposure to maternal depression, neonatal methylation of human glucocorticoid receptor gene (NR3C1) and infant cortisol stress responses, Epigenetics, 3 (2), 97-106

 

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