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Studio della personalità: il modello dimensionale di Otto Kernberg

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Invece di vedere tratti e disturbi della personalità in termini di categorie distinte e separate, Otto Kernberg comprese le personalità lungo due dimensioni continue: l'organizzazione della personalità e la dimensione di introversione/estroversione.

studiare la personalità il modello dimensionale di otto kernbergNello studio dei modelli atti a diagnosticare i Disturbi di personalità spesso si fa riferimento all'attuale Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5).

Tuttavia, molto prima che questo venisse pubblicato, erano in uso altri modelli dimensionali.

Uno di questi modelli è stato offerto dal teorico e psicoanalista Otto Kernberg. Invece di vedere tratti e disturbi della personalità in termini di categorie distinte e separate, Kernberg comprese le personalità lungo due dimensioni continue:

  • una dimensione chiamata organizzazione della personalità che descrive la gravità di un disturbo;

  • una dimensione di introversione ed estroversione.

Pertanto, il modello dimensionale di Kernbeg si presenta coma una griglia con due linee (ortogonali) intersecanti che rappresentano due dimensioni: dall'alto verso il basso, sull'asse Y, si colloca il grado di organizzazione della personalità, che varia in gravità da nevrotica a borderline a psicotico.

Da sinistra a destra, sull'asse X, traccia la dimensione dall'introversione all'estroversione. Quindi, usando il modello di Kernberg diventa possibile tracciare la posizione di diversi tipi di personalità in base alla gravità dell'organizzazione della personalità sull'asse Y (nevrotica, borderline, psicotica) e al grado di estroversione o introversione sull'asse X.

Nel presente articolo verranno esaminate queste dimensioni della personalità in modo più dettagliato.

La prima dimensione della personalità di riferisce ad una dimensione ben consolidata della personalità umana: introversione ed estroversione.

Quando vengono usate per descrivere i tratti della personalità, queste due parole hanno significati che sono in qualche modo diversi dal loro solito uso quotidiano.

Nel linguaggio quotidiano, si tende a pensare a persone “introverse” come dolorosamente timide, riservate e socialmente inette.

Al contrario, nella terminologia psicologica, l'introversione descrive più ampiamente le persone che traggono gran parte della loro energia dal tempo trascorso da sole e che hanno la tendenza a dirigere la loro attenzione verso se stessi.

Per quanto riguarda gli estroversi invece, nel linguaggio comune, essi richiamano alla mente una vita festosa e frizzante. Ma come tratto della personalità, l'estroversione descrive le persone che traggono molto della loro energia dalle interazioni con gli altri e che tendono a dirigere la loro attenzione verso l'esterno, verso gli altri.

Questi due termini descrivono anche i modi in cui le persone elaborano i loro pensieri e comprendono le loro esperienze interne: gli introversi tendono ad elaborare e comprendere i loro pensieri ed esperienza senza un pubblico, mentre gli estroversi generalmente beneficiano di un pubblico per facilitare questo stesso processo.

Inoltre, nel modello di Kernberg, l'introversione è associata ad un basso grado di espressione emotiva, mentre l'estroversione ad un alto grado di espressione emotiva.

La seconda dimensione della personalità di Kernberg identifica la gravità della malattia mentale, che procede da una persona ragionevolmente sana ad una gravemente malata.

Kernberg ha coniato il termine “organizzazione della personalità” per etichettare questa dimensione di gravità.

Segna tre linee di demarcazione lungo questo continuum di gravità per creare tre livelli base di organizzazione della personalità. Seguendo le tradizionali convenzioni psicodinamiche per l'etichettatura delle malattie mentali, Kernberg utilizza tre termini per identificare questi livelli di gravità che vanno da quelli ragionevolmente sani a quelli gravi:

  • il termine “nevrotici” si riferisce alle organizzazioni di personalità più sane;

  • il termine “borderline” fa riferimento a organizzazioni di personalità meno sane;

  • il termine “psicotico” è riservato alle organizzazioni di personalità più gravi e disordinate.

Questi termini verranno ora spiegati in maggior dettaglio. Secondo il modello di Kernberg, per valutare il livello di organizzazione della personalità bisogna indagare tre fattori:

L'esame di realtà è intatto? La persona ha un senso integrato di sé e degli altri? Qual è il livello di maturità delle difese della persona?

Esame di realtà

Chiedersi se questo sia intatto, significa valutare se la persona riesce ad operare una distinzione tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Quando l'esame di realtà non è intatto, le persone hanno difficoltà a separare le rappresentazioni soggettive e percettive che hanno origine nella loro stessa mente da eventi oggettivi e reali che si verificano nel loro ambiente.

Una perdita dell'esame di realtà è indicata dalla presenza di allucinazioni e deliri.

Senso coerente di sé e degli altri

Si ritiene che un senso sano e coerente di sé e degli altri si sviluppi durante l'infanzia attraverso le prime interazioni con i caregiver. Idealmente, queste prime interazioni permettono alla nostra mente di formare una comprensione accurata ed equilibrata di noi stessi e di altre persone e delle relazioni con queste persone.

In un certo senso, le nostri menti costruiscono un modello di come sono le relazioni e di come dovrebbero funzionare. Questo modello relazionale è molto importante perché in seguito costituisce il fondamento su cui le relazioni future sono intese e attuate. Questi concetti derivano dalla teoria delle relazioni oggettuali .

Possedere un “senso integrato di sè” significa che una persona deve essere in grado di distinguere tra sé e gli altri. Possono percepire accuratamente e separatamente le proprie caratteristiche e differenziare queste caratteristiche da quelle di altre persone.

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In quanto tali, riconoscono che i propri pensieri, sentimenti, desideri, bisogni e percezioni sono unicamente propri e non sono automaticamente conosciuti o condivisi dagli altri.

Questa chiarezza dell'auto-conoscenza si sviluppa da un senso chiaro e coerente di essere la stessa persona nel tempo e attraverso le situazioni. Un concetto di sé stabile e coerente consente alle persone di identificare valori e obiettivi che aspirano a raggiungere, e di riconoscere e accettare i propri pensieri, sentimenti e percezioni come “appartenenti a”, e provenienti da sé stessi.

Meccanismi di difesa: maturi o primitivi?

Il meccanismo di difesa è un termine psicodinamico usato per descrivere le varie strategie che le persone usano per gestire i conflitti interni tra impulsi, desideri e sentimenti concorrenti.

Concettualmente, i meccanismi di difesa sono molto simili al termine più usato “strategie di coping”. I meccanismi di difesa dovrebbero essere compresi per soddisfare uno scopo simile, vale a dire consentire ad una persona di gestire circostanze mentali ed emotive stressanti.

Secondo la teoria psicodinamica, i meccanismi di difesa variano in termini di livello di maturità. I meccanismi di difesa più maturi tendono ad essere più sofisticati e flessibili e servono a ottimizzare la capacità delle persone di funzionare bene nella società.

Meccanismi di difesa meno maturi tendono ad essere più rigidi e possono rappresentare uno sforzo per riorganizzare la realtà e/o ignorare la legittimità delle richieste sociali. Tali strategie di solito minano la capacità di una persona di funzionare bene nella società.

I meccanismi di difesa primitivi sono orientati all'azione immediata e rappresentano un'incapacità di ritardare la gratificazione. Questi includono, ad esempio, la negazione, in cui una persona ignora e nega qualsiasi prova di conflitto o angoscia.

La scissione si verifica quando le persone pensano a sè stesse o agli altri in termini assoluti ed estremamente polarizzati come “tutti buoni” e “tutti cattivi” ma non “buoni e cattivi”.

Dopo la valutazione dell'organizzazione delle suddette componenti volte a inquadrare la personalità, si può poi, secondo Kernberg, determinare quale livello meglio descrive l'organizzazione della personalità.

Il livello nevrotico

Il livello più sano di organizzazione della personalità è chiamato livello nevrotico.

Le persone le cui personalità sono organizzate a livello nevrotico presentano un esame di realtà intatto, un senso coerente di sé e di altre persone e generalmente si basano su meccanismi di difesa maturi quando sotto stress.

Sono quindi in grado di impegnarsi e curare profondamente le altre persone e vederle in modo accurato, tenendo conto sia dei loro punti di forza che di debolezza.

Il livello psicotico

All'estremità opposta della dimensione dell'organizzazione della personalità vi sono personalità gravemente disorganizzate. Le persone con questo livello di organizzazione della personalità presentano un esame di realtà gravemente compromesso, un senso inconsistente di sé e degli altri e ricorrono a difese primitive.

Poiché il loro esame di realtà è compromesso, queste persone potrebbero sentire o vedere cose che non sono realmente lì o hanno deliri, come convincersi di avere poteri speciali.

Non hanno una chiara percezione di sè stessi ed il confine tra loro e le altre persone è spesso confuso. In quanto tali, hanno una grande difficoltà a distinguere tra esperienze e percezioni che hanno origine nella loro mente, da quelle che hanno origine nel mondo reale.

La loro capacità di fronteggiare lo stress è estremamente scarsa e non funzionano bene nella società.

Il livello borderline

Nel mezzo di questa dimensione ci sono personalità organizzate a livello borderline. A questo livello, l'esame di realtà è generalmente intatto. Tuttavia, hanno un senso di sé e degli altri frammentato, non riuscendo così a sviluppare una visione coerente di se stessi o degli altri, nel tempo e in tutte le situazioni.

Questo senso frammentato di sé è la caratteristica più significativa e determinante del livello borderline e si traduce in problemi gravi e ripetitivi nel contesto della relazioni interpersonali. Inoltre, le persone con un livello borderline di organizzazione della personalità ricorrono a meccanismi di difesa primitivi.

Tra queste, una delle principali è la “scissione”, caratterizzato dalla tendenza a vedere il mondo e le persone in modo polarizzato, muovendosi tra questi due estremi e basandosi su percezioni momento per momento.

È importante ricordare che nel modello di Kernberg il termine “borderline “ è usato nel suo senso psicodinamico originale per descrivere la via di mezzo o il confine tra l'organizzazione della personalità nevrotica e psicotica.

Il grado di polarizzazione rende abbastanza difficile per una persona del genere valutare realisticamente le vere qualità delle altre persone, selezionare e mantenere amici e partner romantici.

È anche responsabile della loro tendenza ad agire in modo incoerente e impulsivo, determinando frequenti e rapidi cambiamenti nella carriera, nei partner e negli obiettivi di vita.

 

A cura della dottoressa Giorgia Lauro

Per chi fosse interessato ad approfondire gli aspetti del trattamento per il Disturbo borderline di personalità di Otto Kernberg, la Transference-Focused Psychotherapy, può consultare l'articolo “La Psicoterapia basata sul transfert”

 

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