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L’approccio Interpersonale umanistico

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approccio Interpersonale umanisticoL’approccio teorico della scuola è quello psicoanalitico (approccio Interpersonale umanistico). L’indirizzo metodologico si compone di una serie di principi tecnici dell’intervento terapeutico che ruotano intorno ad un punto focale, in cui l’intero processo terapeutico è centrato sulla relazione paziente-terapeuta.

Lo scopo generale della terapia, e quindi della relazione paziente-terapeuta, è quello di consentire al paziente di prendersi cura del proprio sviluppo favorendo il processo di autorealizzazione del Sé reale, imbrigliato dai lacci posti dalla nevrosi. In generale, quindi, indebolendo le forze ostruttive, le forze costruttive del Sé reale hanno la possibilità di crescere ed espandersi.  

Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso un’espansione progressiva dell’esperienza di sé del paziente all’interno della relazione con il terapeuta. Ciò avviene attraverso due processi differenti:

  • il rafforzamento delle parti sane del paziente che, nell’ottica neofreudiana, si esprime attraverso il rafforzamento della fiducia di base nella relazione terapeutica;    
  • il progressivo contatto con l’esperienza dell’angoscia in tutte le sue manifestazioni espressive e difensive.    

Nello specifico, il modello psicoterapeutico proposto da Erich Fromm ed elaborato all’interno della matrice neofreudiana, e affinato inoltre dall’esperienza maturata dai fondatori della SPEF, si basa su una vasta letteratura di Fromm e di altri esponenti. A partire dalla concettualizzazione di Erich Fromm sulla duplice appartenenza dell’uomo sia alla società sia al genere umano, si articola un modello costruito intorno a diversi punti-chiave, tra i quali evidenziamo:     

    la preparazione dell’“analista” addestrato all’ascolto di altri uomini i quali, mentre gli comunicano ciò che è per loro consapevole, dal punto di vista dell’inconscio gli stanno offrendo una serie di elementi verbali e non verbali per comprenderne la totalità;     
    la caratterologia, secondo Fromm, ha un rilievo teorico generale, sostiene l’impianto metodologico del processo di trasformazione e viene concepita nel rapporto con il paziente come persona concreta, in una modalità “center-to-center”;  
    il valore dell’hic et nunc nella seduta, la regressione, il transfert, con tutta la complessità correlata a questi aspetti cruciali;       
    la rielaborazione delle tematiche relative all’infanzia, agli eventi più tardivi ed alla sessualità;        
    l’interpretazione dei sogni, alla stregua dell’interpretazione di ogni altra produzione simbolica del paziente, in cui il simbolo sta nella significazione semiotica espressa dal concetto che "qualcosa sta al posto di qualcos’altro”;      
    la visione umanistica dell’uomo e la concettualizzazione psicoanalitica in seno all’Umanesimo;   
    la tecnica psicoanalitica come l’insieme delle regole di un’arte, vale a dire un processo complesso e multidimensionale applicato a fenomeni propri della vita, come lo sono quelli relativi alla psiche umana, sia essa conscia o inconscia. Arte perché il trattamento è “in vivo”, e necessita comprensione, partecipazione, ascolto, osservazione, preparazione tecnica;         
    il rispetto per l’“interezza” del paziente, che comprende anche gli aspetti deontologici distintivi della professione;            
    il significato dei sintomi come passaggi peculiari del percorso analitico, concepito come cura dell’anima e non mero strumento di adattamento sociale;           
    il patto terapeutico costruito intorno alla franchezza e allo smascheramento delle difese, alla concretezza del dialogo, alla sincerità reciproca, al rispetto della libertà e dell’individualità del paziente, all’offerta di un rapporto stabile da parte del terapeuta.

 

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