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IdO - Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva a indirizzo Psicodinamico

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Specializzarsi in Psicoterapia: IdO - Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva a indirizzo Psicodinamico

Orientamento: Età Evolutiva
Sede legale: Via Salaria, 30 - 00198 ROMA
Sede didattica: Via Alessandria, 128 B - 00198 ROMA
Altre Sedi: Via Tagliamento, 25 - 00198 ROMA
Via Passo del Furlo, 53 - 00141 ROMA
Contatti: Tel. 06 44291049; 06 8542038; Fax. 06 44290410; 06 8413258
Riconoscimento: Decreto MIUR del 23.07.2001, pubblicato sulla G.U. s.g. anno 142°, n. 230 del 03.10.2001

Indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito Web: www.ortofonologia.it

IdO - Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva a indirizzo Psicodinamico

PRESENTAZIONE:
Attivato come centro di diagnosi e riabilitazione nel 1970, l’Istituto di Ortofonologia – nei 45 anni trascorsi dalla fondazione – ha visto crescere e differenziare le proprie attività che oggi costituiscono un insieme armonioso e sinergico.
Ha dedicato un’attenzione particolare all’aspetto psicologico, essenziale nel trattamento sanitario dell’essere umano, con l’incremento di interessi formativi, di indagine scientifica e di intervento sul territorio.
In quegli anni l’Istituto, già sede di corsi di formazione professionale per logopedisti, psicomotricisti, educatori professionali e insegnanti, si prodigava affinché nei programmi di studio delle varie figure riabilitative per l’infanzia fossero inserite materie di carattere psicologico e momenti di formazione personale che privilegiassero la relazione interpersonale quale aspetto fondante di ogni situazione di terapia.

È scaturito così il bisogno di affiancare alla terapia del bambino, svolta all’interno del Servizio Psicopedagogico, un servizio di counseling rivolto ai genitori con la finalità di aiutarli a contenere, sostenere ed elaborare il disagio del proprio figlio.
È nata l’esigenza di definire ulteriormente l’aspetto psicodiagnostico per l’età evolutiva dedicandogli un ampio spazio all’interno del Servizio di Diagnosi e Valutazione dell’IdO, in modo da permettere di enucleare anche il profilo e le problematiche psicologiche che accompagnano o conseguono a patologie neurosensoriali e relazionali: con finalità di farsene carico nel trattamento, ovviando alla loro emarginazione al solo ambito riabilitativo e restituendo così al bambino la sua integrità funzionale.

L’esigenza di una sempre maggiore specializzazione ha visto nascere il Servizio di Psicoterapia per l’Infanzia e l’Adolescenza ove indirizzare tutti quei casi in cui l’aspetto psicologico risultava prioritario per una completa presa in carico del bambino o del ragazzo.

Le attività di ricerca e formazione, le riunioni d’equipe con operatori e specialisti, l’attivazione di una linea verde di consulenza psicologica, gli sportelli psicopedagogici e d’ascolto nelle scuole, la fondazione della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicodinamica dell’Età Evolutiva nel 2001 consentono oggi un’apertura verso la realtà esterna, in un percorso di arricchimento e aggiornamento, al servizio delle problematiche – costantemente in evoluzione – dell’infanzia e dell’adolescenza.

     

OBIETTIVI
    1. Una conoscenza approfondita delle teorie di tutti quegli autori che hanno contribuito storicamente alla identificazione delle linee di sviluppo del mondo intrapsichico infantile e adolescenziale. Quegli autori cioè che hanno dato un orientamento ai tanti che si sono occupati dell’infanzia, nel decodificare i processi intrasoggettivi e intersoggettivi che determinano il costruirsi di una personalità e dell’evoluzione psicomotoria.
    Inoltre, è indispensabile una conoscenza dei processi cognitivi che generalmente non vengono considerati quale parte integrante delle competenze di uno psicoterapeuta dell’età evolutiva. Riteniamo, invece, che l’approfondimento dello sviluppo cognitivo, nelle sue diverse manifestazioni e in riferimento alle varie fasi dell’età evolutiva, sia necessario per integrare gli elementi intrasoggettivi con i processi di adattamento. Per capire cioè cosa il paziente dovrebbe essere in grado di fare, e cosa realmente fa e come lo fa, e perché lo fa in quel modo piuttosto che in quello relativo all’età; capire come proporsi per favorire l’integrazione delle linee di sviluppo di pari passo con la riappropriazione del proprio mondo soggettivo e con le nuove possibilità di adattamento.

    2. Una dettagliata esplorazione dei canali espressivi privilegiati dal bambino e dall’adolescente nella comunicazione con il mondo esterno.
    Il bambino prima di dialogare con il mondo esterno attraverso il linguaggio entra nella relazione utilizzando il corpo, il gesto, il gioco, il disegno, e, quando ne è capace, verbalizza queste sue azioni che non possono prescindere comunque dalla storia del suo graduale incontro con la realtà. Tutte le sue attività nella prima e seconda infanzia, oltre che essere espressioni integrate di una comunicazione pre-verbale, non verbale e verbale, allo stesso tempo, nella loro forma, ci segnalano la loro età di sviluppo, mentre nella loro integrazione ci consentono di individuare quali linee sono più arretrate rispetto ad altre. L’esplorazione di questi aspetti unitamente a quanto espresso negli altri punti, ci permette di non perdere di vista il bambino reale ricontestualizzando i suoi messaggi, le sue fughe, le sue difese. L’adolescenza non è solamente l’attualizzazione e il prolungamento delle dinamiche evolutive infantili. Nuove dinamiche sia fisiologiche che psichiche, nuove competenze e più ampi orizzonti relazionali e culturali fanno dell’adolescente un individuo nuovo che necessita di una prospettiva specifica. La tendenza ad agire, l’isolamento, gli atteggiamenti provocatori, l’emotività inespressa o violentemente esplicitata, l’inezia e tutte le altre modalità tipicamente adolescenziali necessitano di un ‘ascolto psichico’ che trasformi l’agito in processo di adattamento evolutivo.

     3. Una padronanza di tecniche espressive che consentano di raggiungere ed entrare in contatto con il paziente a qualunque livello esso si trovi, dalla dimensione più arcaica a quella più evolutiva. Al fine di dar forma a una relazione significativa. A tal fine si ritiene necessaria una sperimentazione diretta delle modalità privilegiate di comunicazione proprie del bambino e dell’adolescente per familiarizzare con la forza comunicativa che esse hanno. È per tale motivo che nell’articolazione del corso sono state previste 50 ore per ciascun anno di formazione personale in attività di gruppo e di laboratorio. Tali esperienze sono da considerarsi un approfondimento parallelo al lavoro psicologico individuale. Come nel lavoro individuale l’identificazione dei nodi complessuali (che appartiene alla fase in cui il futuro psicoterapeuta è esso stesso paziente), aiuta a entrare nella dinamica transferale-controtransferale, così riteniamo che l’esperienza pratica delle diverse modalità comunicative lo aiuti a raggiungere la consapevolezza di eventuali rigidità o chiusure anche a livello corporeo, favorendo così l’integrazione dei due percorsi.
    Il ritmo corporeo, l’assenza sensoriale, il bagno di colore, le forme accennate, il gioco senza tempo e senza evoluzione, il gioco fuori spazio, i silenzi, i corpi segnati, i passaggi all’atto, tutti possibili segnali di disagio, tutte comunicazioni da non perdere, tutti canali che appartengono alla storia infantile e adolescenziale di ognuno.
    Riviverli giocando, disegnando, muovendosi, sentendosi, raccontando, consente di poter costituire specchio alla pari nel setting per non perdere messaggi consci e inconsci, ma soprattutto per comprendere in prima persona la forza espressiva dei canali di comunicazione che il paziente possiede.

    4. Una competenza relativa alle dinamiche familiari. Ogni adattamento evolutivo trova nella famiglia il suo spazio di sviluppo sia nell’ambito delle relazioni intersoggettive che intrasoggettive di ognuna delle parti.
    L’individuo, infatti, si modella attraverso lo scambio quotidiano con le figure genitoriali. È alla luce di questo che riteniamo fondamentale, per uno psicoterapeuta dell’età evolutiva, essere a conoscenza della multifattorialità che interviene nella formazione della personalità. I genitori prima di essere tali sono stati infatti bambini e adolescenti e nel rapporto diretto con il bambino reale prima e con l’adolescente reale poi si misurano inevitabilmente con il loro passato interno che spesso va a interferire nella crescita del figlio. Pertanto, la presa in carico dei genitori è parte integrante delle competenze necessarie allo psicoterapeuta che intendiamo formare. Il disagio del figlio può a volte essere così ‘incastrato’ nella dinamica familiare da richiedere un cambiamento delle relazioni con le figure genitoriali. Separazioni non avvenute, autonomie non raggiunte o negate, aspettative invadenti e progettualità disattese hanno tutte bisogno di elaborazione da parte dei genitori e del figlio per quanto è possibile in riferimento alle sue capacità.

    5. Una conoscenza della visione dell’individuo e delle sue produzioni simboliche così come concepita dalla Psicologia Analitica di C.G. Jung. L’obiettivo è quello di acquisire un modus operandi che permetta di andare oltre un riduzionismo interpretativo. Ciò rende possibile l’attribuzione di significato a quelle aree psichiche che rischierebbero di rimanere altrimenti inutilizzate, costituendo potenziali serbatoi di psicopatologia. La lettura in chiave simbolica da parte del terapeuta delle manifestazioni del paziente permette di generare all’interno del processo terapeutico la mobilizzazione delle risorse intrapsichiche congelate, o ancora in embrione, o a volte cristallizzate nei sintomi. Al fine di tenere aperto il canale di comunicazione con il paziente consideriamo, infine, indispensabile non chiudere in interpretazioni univoche le sue diverse rappresentazioni psichiche (siano esse espresse con gesto, disegno, racconto ecc.) ma tenere vivo quello spazio transizionale ove possa prendere forma l’unicità dell’individuo. La possibilità di conferire significato simbolico a ogni espressione del paziente in età evolutiva costituisce, nel nostro modello, il punto di integrazione indispensabile tra processi intra e intersoggettivi. La lettura dei disagi e della patologia in tale prospettiva simbolica favorisce, a nostro avviso, il processo terapeutico. Infatti, un’ottica solo adultocentrica rischia di trascurare quelle aree precoci che costituiscono l’origine del disturbo e che consentono di identificare l’attualità della relazione.


INDIRIZZO TEORICO
Il modello teorico della scuola si collega alla tradizione storica della psicologia dinamica e quindi implica una visione articolata e complessa della psiche e del suo funzionamento.
La centralità dei meccanismi psicogenetici che sono alla base della costruzione psichica, il riconoscimento dell’inconscio e la concezione del comportamento umano quale risultante di forze contrastanti che entrano tra loro in conflitto costituiscono i punti cardine di tale modello. L’individuo è visto come punto d’incontro tra aspetti organici e psichici, tra elementi individuali e interpersonali, tra conoscenza del reale e vissuto fantasmatico.
Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva deve conoscere le fasi dello sviluppo (con una visione ad ampio raggio dei diversi fattori che lo determinano) e gli stili comunicativi caratteristici dei diversi momenti evolutivi. La conoscenza del bambino e dell’adolescente è infatti fondamentale per comprendere, decifrare e dare un senso al disagio o alla patologia, attraverso una familiarità con le modalità espressive tipiche dell’età necessaria a stabilire una comunicazione ‘su misura’ che faciliti il costituirsi della relazione. A tale scopo vengono analizzati tutti quegli autori che, all’interno della Psicoanalisi, si sono occupati delle relazioni oggettuali dando un contributo alla identificazione delle linee di sviluppo del mondo intrapsichico infantile e adolescenziale, ma anche quelli che, all’interno della Psicologia Analitica, si sono dedicati allo studio delle produzioni simboliche e delle loro trasformazioni. La possibilità di conferire significato simbolico a ogni espressione del paziente in età evolutiva costituisce, nel nostro modello, il punto di integrazione indispensabile tra processi intra- e inter-soggettivi. Un’ottica adulto-centrica (sia pure nello stile comunicativo) rischia di trascurare quelle aree precoci che costituiscono l’origine del disturbo o che a volte rappresentano l’attualità della situazione.
Particolare attenzione viene data alle dinamiche familiari giacché la presa in carico dei genitori costituisce parte integrante del lavoro con bambini e adolescenti. La contestualizzazione del disagio e della patologia richiede infatti un attento esame delle relazioni con le figure genitoriali e la terapia necessita della capacità di stabilire una doppia alleanza per consentire un cambiamento di tutti i partecipanti.

Quando ci si confronta con l’età evolutiva è importante considerare l’individuo al centro di una complessa processualità di sviluppo per non rischiare posizioni unilaterali che impediscono l’integrazione di fattori personali e collettivi, biologici e culturali, psichici e relazionali. Il bambino e l’adolescente sono al centro di reti di relazioni tra adulti che richiedono allo psicoterapeuta la capacità di cogliere i diversi vertici di ascolto, per restituire la complessità della situazione e articolare un progetto terapeutico

L’intento di questa scuola di psicoterapia è di formare uno psicoterapeuta per l’infanzia e per l’adolescenza che sappia affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo e in riferimento ai diversi contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa avere gli strumenti per comprendere e per intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse conseguenti a danni organici che necessitano di interventi mirati.

Autori: Jung, Bowlby, Winnicott, Mahler, Klein, Spitz, Bion, Piaget, Bruner, Freud, Bick, Meltzer e altri.

     

DESTINATARI
La Scuola di Specializzazione è riservata ai Laureati in Psicologia o Medicina e Chirurgia iscritti all’Albo professionale.

     

 

 

 

Tags: scuole di psicoterapia, età evolutiva, roma, psicodinamico, IdO, psicoterapia dell'età evolutiva

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